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Marrowbone: la recensione

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Marrowbone è un film horror dalle atmosfere mistery del 2017, diretto da Sergio G. Sánchez. La pellicola è disponibile su Prime Video ed è un gioiellino nel suo genere. Grazie ad un cast giovane, ma già affermato e delle atmosfere rurali da sogno, Marrowbone conquista lo spettatore.

Trama

Rose e i suoi quattro figli – Jack, Billy, Sam e Jane – si trasferiscono dall’Inghilterra in un quartiere periferico degli Stati Uniti, nella speranza di lasciarsi alle spalle un burrascoso passato. Il marito di Rose e padre della folta prole era infatti un uomo violento e crudele e la famiglia è sfuggita di nascosto. Giunta nella tenuta di Marrowbone, pensano che il peggio sia passato ma la morte di Rose rischia di separare per sempre i fratelli. Per evitare di essere divisi dai servizi sociali, continuano a nascondere il decesso della madre e riescono ad andare avanti grazie anche al prezioso aiuto di Allie, una ragazza con cui hanno stretto un profondo legame. Ma altri imprevisti sono in arrivo.

Marrowbone

Il cast di Marrowbone

Il cast di Marrowbone, se pur estremamente ristretto, vanta diversi volti noti del grande schermo. Nei panni del fratello maggiore Jack troviamo George Mackay che nel 2019 regalò un’incantevole performance nel film 1917. Mackay possiede un’espressività e una profondità di sguardo unica e ciò emerge anche in questa pellicola. Jane è interpretata dalla star del cinema horror Mia Goth, la quale sta assistendo all’esplosione della sua carriera cinematografica. Tanto talentuosa per quanto riguarda pellicole orrorifiche quanto ad interpretare la drammaticità di questo personaggio. Charlie Heaton, star di Stranger Things, veste qui i panni di Billy, il fratello di mezzo pieno di rabbia e rancore, che vuole sfidare la morte. Infine, Anya Taylor-Joy interpreta Allie, la donna di cui Jack si innamorerà e che lo salverà dalla dannazione.

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Marrowbone: ciò che non vediamo spaventa di più

Marrowbone, prima di essere un film horror/mistery, è un dramma famigliare. Si parte da quattro fratelli che, ormai rimasti orfani, cercano di sopravvivere in una casa che nasconde un oscuro segreto. Tutto ciò che devono fare è restare uniti e nessuno potrà fare loro del male. Il pubblico capisce fin da subito che qualcosa, in quella casa immersa nella campagna americana, non va. Un mistero avvolge la villa dei Marrowbone e i quattro fratelli sanno più di ciò che fanno intendere. La tensione si taglia col coltello in questa pellicola che, senza l’uso di jump scare, riesce a terrorizzare lo spettatore. Vige la regola del “ciò che non si vede è ciò che spaventa di più”. Non sappiamo che cosa ci sia in soffitta. Non sappiamo perchè i fratelli tengano così segreto il loro passato. Il fatto di non sapere è la paura stessa e ciò che rende questa pellicola così particolare.

Marrowbone

Il lato mistery di Marrowbone emerge fin da subito. Fin dall’inizio lo spettatore si pone decine di domande, senza darsi risposta. Almeno fino alla fine. La tensione è acuita dalle ambientazioni così oscure e polverose di una casa che è stata disabitata per moltissimi anni. Un’enorme dimora con moltissimi punti ciechi, dove il male si può nascondere. La fotografia, sui toni del grigio e del nero per l’interno sostiene l’ inquietudine di fondo. Per l’esterno, invece, si ha una rivoluzione completa. La campagna sconfinata che circonda la villa sembra uscita da un dipinto. Emergono colori brillanti, come il verde del prato e il blu del cielo. Due mondi completamente opposti che non possono conciliarsi.

Il motivo dello specchio

Capiamo fin da subito che nella villa dei Marrowbone c’è qualcosa che vuole fare del male ai quattro fratelli. Come mezzo per rappresentare il maligno viene utilizzato lo specchio nel quale, sembra, si nasconda un fantasma. Per questo motivo tutti gli specchi della casa sono coperti o rivolti verso il muro. Viene spontaneo chiedersi come mai proprio questo oggetto d’arredamento. Lo specchio, ormai da decenni, ha un significato preciso nella cinematografia. Chiunque si rifletta è un bugiardo o vuole nascondere la sua vera natura. Lo specchio svela l’ impostore e, solitamente, il villain della narrazione. Un ennesimo indizio del segreto che vive in questa casa.

Marrowbone

Non è un caso, dunque, che venga scelto proprio lo specchio come mezzo attraverso il quale il male si esprime. I fratelli Marrowbone hanno un oscuro segreto, che ancora oggi incide sulla loro vita, ma che hanno intenzione di portarsi nella tomba. Ed ecco che la superficie riflettente torna a farsi portavoce di una sorta di bugia, di mascheramento, che sta dietro a tutta la trama mistery del film. Insomma, è bene non fidarsi quando in un film horror è presente uno specchio.

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Conclusioni

Marrowbone è un film horror/mistery che terrà lo spettatore incollato allo schermo per tutta la sua durata. Non solo un cast formidabile di giovani attori, già affini al cinema di genere, ma anche una sceneggiatura ritmata e piena di colpi di scena. La regia dinamica e i dialoghi incalzanti contribuiscono a mantenere la tensione del pubblico alta per l’intero film. Le ambientazioni oscure e soffocanti della casa si contrappongono alla brillante campagna americana, acuendo il senso di inquietudine.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Marrowbone è un horror/mistery che riesce a trasportare il pubblico all’interno di un dramma famigliare molto particolare. Quattro fratelli che nascondono un segreto in una villa vecchia e polverosa. La tensione è alle stelle. Un cast mozzafiato e una regia dinamica riescono a creare tensione e aspettativa.
Laura Maddalozzo
Laura Maddalozzo
Datemi uno schermo e dei popcorn e sono la persona più felice del mondo. Il mio habitat cinematografico? Un’apocalisse zombie o ovunque ci sia un’atmosfera horror

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Marrowbone è un horror/mistery che riesce a trasportare il pubblico all’interno di un dramma famigliare molto particolare. Quattro fratelli che nascondono un segreto in una villa vecchia e polverosa. La tensione è alle stelle. Un cast mozzafiato e una regia dinamica riescono a creare tensione e aspettativa.Marrowbone: la recensione