HomeNewsM. Night Shyamalan spiega i segreti per un finale vincente

M. Night Shyamalan spiega i segreti per un finale vincente

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M. Night Shyamalan è uno dei registi più divisivi dell’intero panorama cinematografico. C’è che dice che il regista della Pennsylvania non sappia fare film e chi invece idolatra le sue scelte stilistiche mai banali. Quale sia la verità spetta a ognuno di noi dirlo; di certo, le sue opere non certificano di fatto un cinema trendy o convenzionale. I titoli a cui ci ha abituati hanno un marchio molto personale e pertanto inducono a riflessioni di diverso tenore.

M. Night Shyamalan ha di recente voluto far luce su una delle sue punchline più caratteristiche: il Twist Ending. Per i meno navigati si parla della capacità di dare ai finali un’impronta insolita che talvolta è in grado di stravolgere l’intero corso degli eventi a cui si è assistito precedentemente. Non è un semplice cliffhanger, piuttosto attiene a un cambio di significato del film stesso con un inserto narrativo che sovverte l’ordine degli eventi e né da una codifica totalmente differente.

M Night Shyamalan

M. Night Shyamalan asserisce che un finale è un elemento assai delicato, di gran lunga il più delicato di tutti. Si tirano le somme di un percorso che autore e pubblico hanno condiviso e non bisogna sbagliare tono e approccio. Un finale piatto smorzerebbe le emozioni dello spettatore; e quindi ecco che per il regista è necessario donare a chi è in sala un epilogo sconvolgente (nel senso che arrivi anche a ricontestualizzare quanto visto fino ad allore). Come dimenticare Il sesto senso (uno dei Twist Ending più iconici di sempre)? Oppure anche Unbreakable, uno dei più riusciti in termini di conclusione narrativa.

Tra le performance migliori in fatto di finale è bene segnalare anche The Village, un film che definire divisorio è dire poco. In questo titolo M. Night Shyamalan concentra tutto quello che è stato presentato poc’anzi e, di fatto, la storia cambia del tutto (anche solo a seguito di una scena di due minuti). Ecco cosa vuol dire garantire un finale di livello: spesso, sovvertendo l’ordine degli addendi, il risultato può beneficiarne.

L’ultima fatica di M. Night Shyamalan è Bussano alla porta, il nuovo thriller che avrà un’attinenza particolare con la contemporaneità, offrendo un punto di vista molto personale sulle sfide del futuro. Chissà se la sua linea in fatto di epiloghi verrà rispettata. Tutto lascia presagire un’ennesima chicca.

Federico Favale
Federico Favale
Anche da piccolo non andavo mai a letto presto. Troppi film a tenermi sveglio. Più guardavo più dicevo a me stesso: "ok, la vita non è un film ma se non guardassi film non capirei nulla della vita".

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