sabato, 21 Giugno, 2021

L’uomo del treno il film di Patrice Leconte

L’uomo del treno il film di Patrice Leconte con Jean Rochefort e Johnny Halliday, un film memorabile sull’esistenza umana

Due sconosciuti che si incontrano per caso e intrecciano le loro vite indissolubilmente; questa la trama di L’uomo del treno, un film ispirato con un Patrice Leconte in stato di grazia, come i due protagonisti: Johnny Hallyday e Jean Rochefort.

L’uomo del treno è un film del 2002, triste e malinconico che lascia dentro un senso incompiuto di nostalgia per qualcosa o qualcuno che non conosciamo a fondo. Sono le vite dei due protagonisti che si incrociano per caso, per poi sovrapporsi, sono le nostre vite che si incontrano con quelle di sconosciuti e che per un attimo continuano ad essere “noi”. Intrecci di anime e sospiri, progetti che si compiono, momenti che iniziano ed altri che hanno fine. Un film poetico e struggente sugli altri che sono sempre attorno e dentro di noi, sugli altri che siamo noi. Su quelli che avremmo potuto essere e non siamo mai stati, su quelli che non saremo mai. C’è una bellezza sottile nel rapporto di due esseri umani che non potrebbero essere più distanti eppure sono vicinissimi tanto vicini da diventare un’unica storia con un finale identico per entrambi, con la vita che se ne va contemporaneamente, con un legame profondissimo nonostante quasi non si conoscano . O forse si. Forse conosciamo e riconosciamo le anime gemelle anche se le sfioriamo appena.

Il film unisce atmosfere noir a dialoghi indimenticabili

La trama de L’uomo del treno è quella delle vite solitarie di due personaggi diversissimi che si incontrano in una cittadina francese e che sembrano usciti da un romanzo giallo. Un anziano professore in pensione che deve affrontare una delicata operazione chirurgica ed un giovane uomo che progetta una rapina in banca.

Il professore ospiterà per qualche giorno lo sconosciuto, diventeranno amici, desidereranno scambiarsi le esistenze e per qualche attimo riusciranno ad essere una persona sola.

L'uomo del treno

Patrice Leconte ci fa riflettere sul senso della vita

L’uomo del treno è un film essenziale, silenzioso e potente che apre la porta a domande profonde: conosciamo mai veramente chi ci sta a fianco? Cos’è quella lontananza che avvertiamo come uno strappo nell’anima quando qualcuno che pensavamo come una certezza manda all’aria tutto? Chi siamo veramente? Chi nascondiamo dentro di noi e a noi stessi? E perché l’ignoto ci spaventa e destabilizza? Non dovrebbero essere i gesti imprevedibili, i cambi di strada o prospettiva quelli che maggiormente dovremmo desiderare? Non è lì e solamente lì, nell’abisso del non conosciuto,nell’angoscia del non riconosciuto, che impariamo veramente qualcosa?

L’imprevisto, ad opera di noi stessi ma anche di un amico intimo o di un amante, ci dice sempre un fatto importante ci svela finalmente l’identità che avevamo sempre cercato di afferrare. Ecco, allora che nel gesto folle, strampalato e incomprensibile, abbiamo la chiave.

Riuscire ad aprire una porta con questa chiave è un altro paio di maniche ovviamente perché in fondo siamo pur sempre solo degli umani. Ma i film come L’uomo del treno agiscono come medicine per l’anima.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

L'uomo del treno è un film francese del 2002 di Patrice Leconte drammatico e poetico sull'esistenza umana, sulla casualità del vivere, l'incontro di anime gemelle e una recitazione straordinaria dei due protagonisti: Jean Rochefort e Johnny Hallyday

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