L’Unica (Irreplaceable You) è un film del 2018 diretto da Stephanie Laing, con Gugu Mbatha-Raw e Michiel Huisman nei ruoli di Abbie e Sam. Netflix ha distribuito il film a partire dal 16 febbraio 2018.
La pellicola affronta un tema difficile e universale: la paura di perdere la persona che amiamo e, allo stesso tempo, la paura di ciò che accadrà a chi resterà dopo di noi. Attraverso la storia di Abbie e Sam, il film prova a raccontare l’amore davanti alla malattia, alla morte e all’impossibilità di costruire quel futuro che entrambi avevano sempre immaginato.

L’unica: trama
Abbie e Sam si conoscono fin da bambini e, crescendo, trasformano la loro amicizia in una relazione. I due condividono una vita costruita insieme e guardano al futuro con la convinzione di avere ancora moltissimo tempo davanti.
La loro quotidianità cambia completamente quando Abbie scopre di avere un cancro terminale. La diagnosi sconvolge ogni certezza e costringe la giovane donna a confrontarsi con una realtà che non vuole accettare.
Mentre cerca di affrontare la propria malattia, Abbie comincia a preoccuparsi soprattutto di Sam. La sua più grande paura non riguarda soltanto la morte, ma anche quello che succederà all’uomo che ama quando lei non ci sarà più. Per questo decide di cercargli una nuova compagna, qualcuno che possa stargli accanto e aiutarlo a superare il dolore dopo la sua scomparsa.
Nel percorso Abbie incontra anche altri pazienti, con i quali stringe amicizie inaspettate. Tra questi c’è Myron, interpretato da Christopher Walken, che diventa una figura importante per la protagonista.

L’unica: recensione
L’Unica racconta una storia che possiede un forte potenziale emotivo. Il film affronta la perdita non soltanto dal punto di vista di chi deve lasciare questo mondo, ma anche da quello di chi dovrà continuare a vivere. Questa prospettiva permette di riflettere su una domanda difficile: come possiamo prepararci alla nostra assenza quando sappiamo che qualcuno che amiamo dovrà affrontarla?
Il film, però, non riesce sempre a sfruttare fino in fondo le possibilità offerte dalla sua premessa. La ricerca di una nuova compagna per Sam occupa gran parte della storia e, in alcuni momenti, rende la narrazione ripetitiva. Abbie continua a cercare la persona giusta per lui, ma questo elemento finisce per mettere in secondo piano altri aspetti che avrebbero potuto rendere il film più profondo. La pellicola avrebbe potuto concentrarsi maggiormente sulla trasformazione dei due protagonisti davanti alla malattia, sulle loro paure e sulla difficoltà di accettare un futuro che non coincide più con quello che avevano immaginato.
Nonostante questi limiti, Gugu Mbatha-Raw riesce a dare ad Abbie una sensibilità particolare. Il personaggio mantiene un animo buono e cerca continuamente di sorridere, anche quando dentro di sé affronta una sofferenza enorme. La sua volontà di proteggere Sam rappresenta uno degli aspetti più interessanti della storia.

L’amore quando il “per sempre” non esiste
Il punto più riuscito del film riguarda proprio il rapporto tra Abbie e Sam. I due affrontano insieme problemi, insicurezze, paure, distanze e riavvicinamenti. Anche quando la situazione diventa insostenibile, continuano a cercarsi e a sostenersi.
La loro relazione mostra un amore che non ha bisogno di promesse eterne per avere valore. La malattia costringe entrambi a vivere il presente, perché il futuro che avevano immaginato improvvisamente scompare.
Una delle frasi che meglio rappresenta questo concetto arriva quando Abbie dice: «Non puoi farmi stare bene senza di te». In poche parole emerge tutta la contraddizione della protagonista: vuole proteggere Sam dalla sofferenza, ma allo stesso tempo non riesce a immaginare la propria vita senza di lui.
Ancora più significativa diventa la frase: «So che non abbiamo un per sempre, ma nessuno lo ha. Io ti amo adesso». È probabilmente il messaggio più forte del film. Nessuno possiede davvero la certezza del futuro, ma questo non impedisce di amare pienamente nel presente.
Anche il rapporto tra Abbie e Myron aggiunge qualcosa alla storia. Christopher Walken interpreta un uomo apparentemente sereno, sorridente e capace di trasmettere forza, ma che nasconde una profonda sofferenza. Myron diventa così una presenza importante per Abbie e le offre una prospettiva diversa sulla malattia e sulla vita.

Conclusione
L’Unica è un film capace di emozionare grazie a una storia delicata e a un tema universale. La relazione tra Abbie e Sam rappresenta il cuore della pellicola e offre alcuni dei momenti più intensi. Tuttavia, il film non sfrutta completamente il proprio potenziale.
La scelta di concentrare gran parte della narrazione sulla ricerca di una nuova compagna per Sam rende alcuni passaggi ripetitivi e impedisce alla storia di approfondire maggiormente i sentimenti e le paure dei protagonisti.
Resta comunque un film che invita a riflettere sul significato dell’amore, della perdita e del tempo che abbiamo a disposizione. Perché forse il vero significato del “per sempre” non consiste nella durata di una relazione, ma nella capacità di vivere pienamente ciò che abbiamo, finché possiamo.In fondo, amare significa anche imparare a lasciare andare.
