La quarta stagione di Reacher è fresca di quest’anno e la si può trovare su Amazon Prime Video, ancora non per intero. Manca davvero poco alla conclusione, ma per evitare la fretta dell’epilogo, è doveroso soffermarsi sui primi tre episodi. Infatti, questi, danno già pienamente il sunto narrativo della dinamica in cui la serie è calata.
La quarta stagione di Reacher-trama
Ogni stagione di Reacher ha avuto diversi contesti di ambientazione. La quarta si ambienta, almeno all’inizio, nella sgargiante e luminosa Philadelphia, dove il nostro solito ramingo Jack Reacher, fa fronte alla noia, trangugiando sandwich e bevendo bibite gassate. Il suo errore è quello di prendere la metropolitana, un gesto banale che si trasforma in tragedia. Una donna, anche se lui cerca in tutti i modi di salvarla, si suicida, sparandosi in fronte con un revolver. Da qui, inizia un’escalation di intrecci, indagini, che coinvolgono le più spietate agenzie di intelligence e forse una truffaldina trama politica.

La quarta stagione di Reacher-la recensione dei primi tre episodi
L’apertura di questa quarta stagione di Reacher è per lo più la stessa di ogni stagione, fatta eccezione per la brutalità per quanto avviene in metropolitana. Ciò che l’accomuna al canonico tessuto narrativo è l’assenza di paura nel mostrare, per immagini, la crudezza del male, inflitto e ricevuto. Reacher sta esattamente nel mezzo delle due condizioni. Grazie alla sua fisicità, messa continuamente in contrasto con ogni altro personaggio e con l’ambiente, percuote e viene percosso. Le botte da orbi non mancano, sono diventate il marchio di fabbrica della serie e come sempre non sostituiscono il lato più romantico e ricercato.
La quarta è la stagione più drammatica di Reacher, che dopo quattro anni è comunque invecchiato. Lo si vede durante i combattimenti ma anche più semplicemente sulla peluria bianca, incolta, dell’attore protagonista Alan Ritchson(War Machine). Nelle scene più intime con una delle protagoniste, senza svelare troppo, legata alla donna suicida, le sue cicatrici sono molto più marcate rispetto alle altre stagioni. Questa impronta di drammaturgia dà realismo ad un personaggio che, anche se uscito da un romanzo la serie, nelle precedenti stagioni, aveva esaltato come un quasi super uomo. Qui, invece che la super eroicità, prevale, priva di sconfitta, l’umanità di un gigante buono, che sa anche essere brutale verso i nemici.

Una fitta rete di complotti
Prima di essere un grosso ramingo, Reacher è un investigatore con una malattia ossessiva: l’incapacità di lasciar perdere. Questo suo disturbo ossessivo compulsivo, che lo porta ad avere un maniacale spirito di osservazione, è lo stesso che fa andare avanti la serie da anni. Reacher non lascia niente al caso. Il suo fallimento nel mancato tentativo di salvezza di quella donna nella metro è il motore degli eventi. Da quel tragico momento, inizia e si ramifica tutto il narrato della quarta stagione, fino ad un epilogo che deve ancora arrivare. E mentre Reacher indaga, farà comunella con due poliziotti ad estremi opposti.
Lei, Tamara, è la tipica dura messa in riga dalla burocrazia. Dovrebbe essere nella Grandi Crimini, ma invece si occupa di reati minori. Lui, Jacob, è il tipico poliziotto di quartiere che si occupa esclusivamente di furtarelli. Non ha mai visto un cadavere, fatta eccezione per quello della sorella, ovvero la donna suicida.

Un’insolita ma funzionante triade
Il timido poliziotto con un furente senso di vendetta, una giustiziera impavida ed un ramingo palestrato formeranno una tutt’altro che tiepida alleanza contro una forse cospirazione internazionale. Si va addirittura ad un certo apparato deviato della CIA, che ha la passione di mettere testimoni o bersagli in gabbie d’acciaio temprato. Ma il complotto intestino, che sembra esserci dietro un apparente suicidio immotivato, coinvolge addirittura la politica. In particolare, si parla di un candidato a presidente di Washington, l’ex berretto verde John Samson, che ha preso parte a qualcosa di orrendo in Indonesia. Sarà infatti una coppia di indonesiane ad avvicinarsi a Reacher, perchè è l’unico che può proteggerle o forse c’è dell’altro. Ogni personaggio, secondario o principale, che si avvicina a Reacher è legato a quel fatidicio giorno nella metro e dà alla serie una progressione verticale, un crescendo di suspence, intrecci e colpi di scena mozzafiato.

Cast
Alan Ritchson torna nel ruolo di Jack Reacher. Nel cast figurano anche Sydelle Noel(Tamara), Agnez Mo, Anggun, Chris Marquette(Jacob), Kevin Corrigan, Kevin Weisman, Marc Blucas e Kathleen Robertson, insieme ad altri interpreti. La nuova stagione introduce quindi diversi personaggi e volti nuovi, mantenendo Alan Ritchson(Playdate) come protagonista assoluto della serie. Maria Sten, interprete di Frances Neagley nelle stagioni precedenti, non è invece presente nella quarta stagione, poiché il suo personaggio sarà al centro dello spin-off Neagley. La stagione prosegue così le avventure dell’ex poliziotto militare Jack Reacher, coinvolto in una nuova e pericolosa indagine
Conclusioni
La quarta stagione di Reacher conferma i punti di forza della serie, combinando azione, mistero e momenti di ironia. La stagione presenta un Reacher più vulnerabile e coinvolto in una storia più complessa, senza rinunciare alle spettacolari scene di combattimento che hanno reso famoso il personaggio.

