La promessa è un thriller diretto da Sean Penn, con protagonista Jack Nicholson, che usciva nel tardo 2001. Grazie all’arguzia della sceneggiatura, della fotografia e dell’interpretazione di Nicholson, ogni volta magistrale, il film è considerabile un capolavoro. Il soggetto non è però originale, infatti si ispira, rielaborandolo, al romanzo dell’autore Friedrich Dürrenmatt. L’autore aveva scelto di ambientare la sua storia nelle Alpi svizzere. Penn, invece, opta per le montagne innevate, da qualche parte nel Nevada.
La promessa – la trama
Il candore bianco della neve si colora di rosso. L’inverno nel Nevada inizia con un crimine barbaro. Una bambina molto giovane viene trovata morta, fatta a pezzi, sotto la neve. I suoi genitori sono gente per bene, allevatori di pollame e non hanno idea di chi possa essere stato. Il detective Jerry Black viene chiamato ad indagare sul caso e comincia dalla scuola frequentata dalla bambina. Anche il preside e i compagni di classe brancolano nel buio, fino a che qualcuno degli alunni non parla di un uomo alto e pallido. Il misterioso individuo avrebbe consegnato dei porcospini alla bambina e lei, per sdebitarsi, gli ha fatto un ritratto. L’identikit di una bambina, però, non è sufficiente a Jerry Black per tracciare un profilo reale. L’unica cosa che può fare, allora, è continuare ad indagare.

La promessa – la recensione
La promessa non è il solito thriller e Nicholson(Shining) non è il solito abituale detective. Per certi versi, ricorda il protagonista della terza stagione di True Detective. Entrambi condividono lo stesso limite nella risoluzione del caso: il tempo della mente. Più forte del colpevole e della fretta con cui si deve risolvere il caso, c’è la salute mentale del detective.
Nicholson, come Mahershala Ali in True Detective 3, deve combattere con le sue improvvise perdite di memoria e i repentini distacchi dalla realtà. Ma nonostante questo, tira avanti, in un dinamismo scenico molto curato. Il film si svolge per ambienti: la neve all’inizio, fredda e glaciale, e poi bagnata di rosso, dalla tragicità rappresentata da quella bambina morta. Pur essendo coperta dalla neve, la cinepresa non rifiuta di farla vedere per intero, di mostrare tutto quell’orrore.
Si tratta quindi di una scenografia che non fa sconti o conosce compromessi. Jerry Black è calato nel mondo reale, non in uno edulcorato. Gli occhi sono i suoi, vedono la realtà e anche lo spettatore condivide il suo stesso limite visivo: vede solo ciò che vede lui. La promessa è disseminato di indizi, di allusioni, tutte logiche e plausibili, ma muoiono sul nascere.

Una migrazione di ricordi
Il film si apre dalla scene finale, con un primo piano del cielo, in cui stanno migrando degli uccelli. Black è sotto di loro, che li conta, spaesato, in attesa o in cerca di qualcosa. L’abbiamo seguito, fino a che arrivasse quel momento di confusione, per tutta la durata del film. Prima che si trovi su quella spiaggia, confuso, ha consolidato un macchinoso piano di detective, volto ad acciuffare l’assassino. Acquistando una stazione di servizio, vicina alle zone in cui ci sono stati omicidi similari, lega con una madre e la sua bambina. La piccola ha ricevuto il fatidico porcospino.
Non a caso, è lei quella a cui Black si lega maggiormente. Vuole utilizzarla come esca per prendere il killer. Questa è l’ultima risorsa di un detective che le sue le ha quasi finite tutte, ma rimane comunque inesorabile. Nessuno al dipartimento gli ha dato credito, né il capitano, né il collega, Aaron Eckart, l’Harvey Dent de Il cavaliere oscuro. Ma Black non dà ascolto ai loro giudizi e tira dritto per la sua strada.

La mente: circuito senza traguardo
La bambina entrerà in quel bosco, per incontrare l’uomo dei porcospini. Black farà irruzione in una chiesa, dove sembra che ci sia. La fotografia illuminata e scoscesa di questi due eventi comunica proprio un sentore di oblio. Black si perde nei suoi sogni e al risveglio non si ritrova mai veramente nella realtà. L’operazione per acciuffare il pedofilo inizia, grazie a lui. Gli uomini del dipartimento sono tutti appostati nella radura, con gli occhi fissi sulla bambina.
Ancora con una sensazione di sogno e, se vogliamo, inganno scenico, l’assassino sta arrivando, a bordo di quella macchina nera che conosceva solo Black. Perso in un limbo tutt’altro che catartico, il finale lascia l’amaro in bocca, ma la consapevolezza di aver assistito ad un capolavoro.
Conclusioni
La promessa è un thriller mistico che cala completamente lo spettatore nella ruotine, scandita da lucidità e perdizione, di un detective affranto. La narrazione di questa realistica condizione mentale è supportata da una sceneggiatura audace, degna del romanzo da cui trae ispirazione. Basta questa ragione da sola per non lasciarsi sfuggire una pellicola dal così forte impatto.
Cast
Il cast de La promessa (The Pledge) è composto principalmente da Jack Nicholson nel ruolo di Jerry Black, Robin Wright nel ruolo di Lori, Benicio del Toro, Sam Shepard e Patricia Clarkson. Sean Penn, oltre a dirigere il film, appare brevemente anche come attore.

