A quasi vent’anni dall’ultimo capitolo, La Mummia 4 si prepara a riportare sul grande schermo una delle saghe avventurose più amate degli anni Duemila. Ma il nuovo progetto, atteso per il 19 maggio 2028 e prodotto da Universal Pictures, non sarà semplicemente un sequel: sarà, di fatto, una ridefinizione della continuità narrativa. I registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, hanno chiarito che La mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone non verrà considerato canon nel nuovo capitolo.
La dichiarazione più eloquente è arrivata in modo semplice ma definitivo: “Rachel è in questo”. Un indizio che basta a comprendere il cambio di rotta. L’assenza di Rachel Weisz (The Lobster) nel terzo capitolo aveva rappresentato uno degli elementi più discussi tra i fan. Soprattutto considerando il suo ruolo centrale nei primi due film accanto a Brendan Fraser (The Whale). Nel 2008, infatti, l’attrice era stata sostituita da Maria Bello (Secret Window), scelta che aveva contribuito a dare al film un’identità percepita come distante rispetto allo spirito originario della trilogia.

Una nuova (vecchia) direzione
Il ritorno della coppia storica promette di riallineare il franchise alle sue radici avventurose e romantiche. Quelle che avevano conquistato il pubblico con La Mummia e La Mummia – Il ritorno. Fraser stesso ha più volte raccontato che il terzo episodio nacque anche in funzione delle Olimpiadi di Pechino, una scelta produttiva che spostò l’azione in Cina e ne modificò sensibilmente l’atmosfera.
Oggi, a distanza di due decenni, l’attore descrive questo nuovo capitolo come l’occasione che aspettava da vent’anni. L’idea non è soltanto quella di proseguire una storia, ma di restituire ai fan ciò che avevano amato. La chimica tra i protagonisti, il senso di meraviglia e quell’avventura classica capace di mescolare azione spettacolare e leggerezza. Se le promesse verranno mantenute, La Mummia 4 potrebbe rappresentare molto più di un semplice revival: un vero ritorno alle radici di un mito pop contemporaneo
