Gli anni bui della caccia alle streghe, sono sempre stati rappresentati con film horror che allestivano il loro bel “circo” di riti pagani e demoni danzanti contrapposti ai bigotti vestiti da Padri Pellegrini che annientavano chiunque facesse uso di metodologie non approvate dalla Santa Sede. Ultimamente il tema stregonesco non va per la maggiore, uno dei prodotti più validi della categoria è senza dubbio “The Witch” di Robert Eggers, del 2015, ambientato nel 1630 in un America intrisa di superstizione e ignoranza.

La Luna Nera

La Luna Nera è un prodotto italiano e già per questo degno di essere guardato ancora con più interesse. Innanzitutto, diciamo che la serie è di tipo fantasy, visto che le streghe le magie le fanno veramente e non sono semplici naturopate come era nella realtà.

Ambientato nel XVII secolo, la storia narra di Ade (Antonia Fotaras), una ragazza che scopre di far parte di una famiglia di streghe e suo malgrado si trova nel mezzo di una guerra tra il signorotto del luogo e le sue simili che vivono in una comunità nascosta nella foresta. La ragazza ha il potere di sentire tutte le streghe che si trovano in difficoltà, perché perseguitate, e grazie a questo dono cercherà di portarle in salvo più donne possibile.

La Luna Nera
al rogo

Da sottolineare l’interpretazione della giovane attrice che avevamo in già visto nella serie tv, sempre targata Netflix, “Il nome della Rosa”. I suoi lineamenti particolari e la sua recitazione rapiscono lo spettatore che instaura con la giovane un’immediata empatia che permetterà di accompagnare la protagonista fino alla fine della stagione. Il prodotto è composto da 6 puntata di 50 minuti circa. A dirigere la serie sono tre donne: Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Randi, mentre la sceneggiatura è di Francesca Manieri, Laura Paolucci e Vanessa Picciarelli. Una produzione tutta al femminile per una serie che stupisce per la sua autenticità e per l’importanza di una scrittura che non è mai scontata, ma limpida e sincera come lo sguardo di Ade.

La Luna Nera
Ade tra la folla inferocita

Nel cast anche Camille Dugay Comencini, figlia della regista, vista già in “Cuore sacro”, il suo personaggio è una delle streghe, Aquileia, ha il potere di rendere reali le cose che disegna e come tutte le sue compagne ha un passato di resilienza. Un ottimo Roberto De Francesco è il perfido Marzio Oreggi.

Una menzione particolare va alla colonna sonora che è in chiave moderna, abbandonando i soliti canti gregoriani dell’epoca. Un ottimo tentativo di rompere i canoni classici. La Luna Nera è una serie che osa e lo fa con una coerente sfacciataggine che non disturba, anzi, incuriosisce. Il finale a sorpresa ci annuncia senza dubbio un “to be continued…” e siamo certi che la seconda stagione non deluderà, soprattutto chi è attratto da prodotti nuovi che voglio spingersi oltre e anche se in alcuni momenti peccano di “instabilità creativa” possiamo soprassedere, perché nel complesso il lavoro è ben riuscito.

Le streghe

Le locations sono varie e molto belle, risalta tra queste Monterano, paese fantasma dell’entroterra laziale, usato spesso per produzioni cinematografiche, una delle più famose è “Il marchese del grillo” con Alberto Sordi e il convento diroccato di San Bonaventura è la dimora di Don Bastiano prete/brigante scomunicato dal Papa.