Dopo una lunghissima attesa, Kaos è finalmente disponibile sulla piattaforma Netflix! La serie vale l’attesa? Scopriamolo insieme.

Cast e trama
In un presente alternativo, nel quale nella Grecia attuale continua a esistere la venerazione degli dei classici e ad avvenire eventi quali celebrazioni pubbliche, sacrifici e feste in onore degli dei, Zeus vive con Era sul Monte Olimpo, come un uomo contemporaneo, con tutti gli agi e i vizi del caso.
La storia è narrata da Prometeo, come da mitologia incatenato ad una rupe mentre un’aquila gli mangia il fegato ripetutamente, che nonostante tutto viene convocato quotidianamente da Zeus per fargli da confidente e amico, e si sofferma su un gruppo di umani mortali destinati a rovesciare il regno despotico di Zeus, violento, egoista e vendicativo.
Kaos ha un grandissimo cast: Jeff Goldblum è il padre degli dei e Janet McTeer interpreta la malvagia Era, sua moglie. Stephen Dillane, dopo aver svestito i panni di Stannis, diventa Prometeo ed è il narratore della storia.
Aurora Perrineau è Euridice e Killian Scott interpreta suo marito Orfeo. David Thewlis e Cliff Curtis sono i fratelli di Zeus: Ade e Poseidone. Billie Piper è il volto di Cassandra. Infine abbiamo Nabhaan Rizwan come Dionisio.

Kaos, l’ipocrisia della religione
In Kaos emerge un tema fondamentale: l’ipocrisia della religione. Non è di certo la prima serie televisiva che affronta questa tematica, ma riesce a farlo in maniera eccellente.
Zeus è una divinità distopica e tirannica, piena di paranoie, ma le altre divinità non sono di certo meglio di lui. Basti pensare a Era, che tramuta le sue rivali in api e diventa la custode della preghiere dei mortali.
L’unico che sembra avere un po’ di umanità è Dioniso e sarà proprio lui a pagare il prezzo più duro nel finale. E ci fa sorgere una domanda: in un’eventuale seconda stagione si unirà ai troiani per rovesciare il sistema e ribaltare il padre?
Riscrivere il mito in maniera perfetta
Al giorno d’oggi riscrivere una storia che possa adattarsi a tutti i gusti è la norma, ma molto spesso si creano prodotti scadenti. Kaos, invece, è un’eccezione.
Il mito di Euridice viene riscritto in un’ottica moderna e lei stessa diventa un’eroina tutta al femminile, senza scadere in un politicamente corretto troppo eccessivo.
Il percorso di Orfeo segue quello del mito, ma questa volta compie anche azioni immorali per riportare in vita la propria amata. Solo, questa volta, è costretto ad abbandonarla perché si rende conto che la loro storia d’amore è finita.
Euridice sarà sempre il suo grande amore, ma l’evoluzione del personaggio avviene quando la lascia andare. Lei sarà libera di avere una seconda occasione e lui potrà comunque andare avanti.
Una fotografia interessante
Uno degli aspetti più interessanti di Kaos è la fotografia. Il mondo olimpico è ricco di colori sgargianti, sembra quasi voler denunciare l’eccessiva ipocrisia dei suoi abitanti.
L’Oltretomba invece utilizza una fotografia in bianco e nero. Non c’è più vita lì e la scelta è perfetta per mettere in luce come i suoi abitanti ormai non siano nient’altro che anime.

In conclusione
Kaos è una serie (quasi) perfetta e raramente vediamo prodotti del genere su Netflix. Dunque, non possiamo far altro che sperare che la serie venga rinnovata per una seconda stagione perché ci sono troppe domande in ballo e la cancellazione non è contemplata!
