CuriositàJurassic World: The Experience a Milano, un viaggio tra i dinosauri

Jurassic World: The Experience a Milano, un viaggio tra i dinosauri

Per tutti gli appassionati di dinosauri, e soprattutto per chi è cresciuto con il mito di Jurassic Park e Jurassic World, c’è un appuntamento da non perdere. A MilanoSesto, in Viale Italia 576 a Sesto San Giovanni, è arrivata Jurassic World: The Experience, un’esperienza immersiva che permette di entrare fisicamente nell’universo della celebre saga cinematografica, fino al 10 gennaio 2027. Non si tratta semplicemente di una mostra dedicata ai dinosauri.

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Il percorso della durata di 50-60 minuti, è pensato per trasformare il visitatore in un vero ospite di Jurassic World, accompagnandolo attraverso ambientazioni, creature preistoriche e situazioni che richiamano direttamente l’immaginario costruito dai film. L’esperienza è accessibile anche alle persone con sedia a rotelle o con mobilità ridotta. L’organizzazione segnala tuttavia che alcune aree possono risultare un po’ spaventose per i bambini più piccoli e che il percorso comprende luci intermittenti, musica, fumo, suoni ed elementi multimediali.

Jurassic World: The Experience è arrivata a Milano

La prima sensazione, entrando nell’esperienza, è quella di aver lasciato Milano per raggiungere una destinazione molto più lontana: Isla Nublar. Il percorso invita infatti a salire idealmente a bordo del traghetto diretto verso l’isola e, una volta arrivati, a varcare gli iconici cancelli di Jurassic World. È proprio quel momento, diventato una delle immagini più riconoscibili della saga, a segnare l’ingresso in un mondo nel quale i dinosauri non sono più soltanto creature osservate attraverso lo schermo.

L’obiettivo dell’esperienza è ricreare la sensazione di trovarsi realmente all’interno del parco visto nei film, utilizzando ambientazioni immersive, tecnologia, effetti scenici e dinosauri a grandezza naturale. L’esperienza è stata realizzata con Universal Destinations & Experiences, NEON e Animax Designs, mentre in Italia è presentata da Alveare Produzioni in collaborazione con Let’s Go Company.

L’automobile è il modello originale visto nel primo film, Jurassic Park (qui la recensione) uscito nel 1993.

Jurassic World: The Experience 2

Dal Brachiosauro a T. rex: i dinosauri sono protagonisti

Uno dei punti di forza di Jurassic World: The Experience è naturalmente rappresentato dai suoi giganteschi protagonisti. Il percorso permette di incontrare un Brachiosauro a grandezza naturale, una delle creature più emozionanti dell’intero universo di Jurassic Park. Per i fan della saga, è impossibile non pensare alla celebre scena del primo film di Steven Spielberg, quando Alan Grant, Ellie Sattler e gli altri protagonisti osservano per la prima volta i dinosauri tornati in vita.

Ma l’atmosfera cambia rapidamente quando entrano in scena i predatori. I visitatori possono trovarsi faccia a faccia con i Velociraptor, compresa Blue, la celebre raptor protagonista della trilogia Jurassic World. La sua presenza permette di creare un collegamento diretto con Owen Grady, il personaggio interpretato da Chris Pratt, e con il rapporto particolare che l’ex addestratore sviluppa con il branco. Per i più piccoli, vedere l’addestratore tenere a bada Blue, è stato emozionante e incredibilmente realistico.

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Tra giochi di luce, attori e attrici vestiti con le divise di Jurassic World, il visitatore viene guidato all’interno delle varie location, con annessa spiegazione delle specie di dinosauri, sia da piccoli che da adulti. Senza spoilerare troppo, l’arrivo del Tyrannosaurus rex, simbolo assoluto della saga, rappresenta uno dei momenti più spettacolari dell’esperienza. L’idea di trovarsi davanti a un esemplare di queste dimensioni, invece di guardarlo sullo schermo, cambia completamente la percezione dello spettatore.

Jurassic World: The Experience 3

La Valle delle Girosfere e l’incontro con Baby Bumpy

Tra gli ambienti che maggiormente richiamano l’immaginario cinematografico c’è anche la Valle delle Girosfere. Le sfere trasparenti utilizzate dai visitatori di Jurassic World sono diventate una delle invenzioni più riconoscibili della nuova trilogia. Nel film del 2015, Owen Grady e Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) si trovano a dover affrontare una situazione sempre più pericolosa proprio mentre i giovani protagonisti utilizzano una Girosfera per esplorare il parco.

Jurassic World: The Experience non è pensata esclusivamente per gli spettatori che conoscono a memoria i film. L’esperienza è infatti indicata per tutta la famiglia e permette anche ai visitatori più giovani di incontrare alcuni personaggi particolarmente amati. Tra questi c’è Baby Bumpy, il piccolo Ankylosaurus protagonista di Jurassic World: Camp Cretaceous.

La presenza di Bumpy crea così un ulteriore collegamento con l’universo televisivo della saga e amplia il percorso oltre i soli film live action. Per i bambini, il fascino è immediato: non devono limitarsi a guardare un dinosauro sullo schermo, ma possono osservarlo da vicino all’interno di un ambiente costruito per farli sentire parte dell’avventura.

Jurassic World: The Experience 4

Perché vedere Jurassic World: The Experience

In conclusione, andare alla mostra Jurassic World: The Experience permette di trasformare per circa un’ora la passione per la saga in qualcosa di concreto. Il cinema ha sempre avuto il potere di farci entrare in mondi impossibili. Jurassic World: The Experience prova a compiere il passo successivo: non limitarsi a raccontare Isla Nublar, ma costruire uno spazio nel quale il pubblico possa attraversarne i cancelli, incontrare i suoi abitanti e provare, almeno per qualche minuto, l’emozione di essere un visitatore del parco.

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Il risultato è un viaggio che unisce cinema, tecnologia, spettacolo e dinosauri, pensato soprattutto per le famiglie ma capace di parlare anche ai fan che hanno seguito la saga dagli esordi. Per chi ha sempre sognato di vedere un T. rex da vicino, questa potrebbe essere l’occasione per farlo senza dover aspettare che la genetica faccia davvero il suo lavoro.

Leila Cimarelli
Leila Cimarelli
Se da un lato venero la perfezione visiva di Kubrick, la follia di Tarantino e il realismo amaro di Monicelli, dall'altro ho un lato decisamente più emotivo. Il mio punto debole? L'universo poetico di Ferzan Özpetek.

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