John Turturro si prepara a vivere una nuova stagione da protagonista, tra l’attenzione della critica per The Only Living Pickpocket in New York e il ritorno nella terza stagione di Severance. L’attore statunitense, premiato con l’Occhio d’Oro al Festival del Cinema di Zurigo, ha ripercorso le tappe principali della propria carriera durante una masterclass, soffermandosi anche sul rapporto con il riconoscimento pubblico, sull’esperienza televisiva e sulle collaborazioni che hanno segnato il suo percorso artistico.
John Turturro e la possibile corsa agli Oscar
In The Only Living Pickpocket in New York, diretto da Noah Segan, Turturro interpreta Harry, un borseggiatore esperto la cui esistenza metodica viene sconvolta da un colpo finito male. Gli eventi si sviluppano nell’arco di 36 ore, dando vita a una vicenda ricca di tensione. Presentato al Sundance, il film ha raccolto una risposta positiva dalla critica e ha portato l’attore al centro delle prime conversazioni sulla possibile stagione dei premi.
In un’intervista di Deadline, Turturro ha spiegato di non aver mai cercato attivamente una candidatura agli Oscar, ma di essere pronto a sostenere il film, anche perché ne apprezza profondamente il risultato. A suo avviso, il valore di un riconoscimento non risiede soltanto nel premio in sé, ma anche nella possibilità di attirare l’attenzione su un progetto e favorire nuove opportunità professionali. L’attore ha precisato di non considerarsi particolarmente competitivo nei confronti degli altri interpreti: la sua ambizione, piuttosto, consiste nel continuare a migliorarsi.
Con il passare degli anni, ha aggiunto, l’esperienza personale diventa una risorsa importante per il lavoro dell’attore. Le esperienze legate all’amore, alla perdita, alla genitorialità e al tempo trascorso permettono infatti di affrontare i personaggi con una consapevolezza diversa rispetto alla giovinezza.
Il ritorno di John Turturro nella terza stagione di Severance
Durante l’incontro di Zurigo, Turturro ha anche confermato che tornerà a interpretare Irving Bailiff nella terza stagione di Severance, la serie Apple TV con Adam Scott. L’attore ha spiegato che la sua partecipazione dipenderà dalla possibilità di dare vita a materiale narrativo stimolante, mostrando entusiasmo per il personaggio e per il rapporto costruito sul set.
Una parte importante di questa esperienza è legata a Christopher Walken, interprete di Burt Goodman e interesse sentimentale di Irving nella serie. Turturro ha raccontato di aver desiderato fin dall’inizio la presenza dell’amico nel progetto, sottolineando come la loro lunga conoscenza abbia reso più naturale il rapporto tra i due personaggi. L’attore ha inoltre ricordato le precedenti occasioni in cui ha lavorato con Walken, anche come regista, descrivendolo come un interprete versatile, sensibile e capace di conservare una particolare spontaneità.

Da The Night Of ai grandi autori del cinema
Turturro ha ricordato anche The Night Of, la miniserie HBO del 2016 in cui ha interpretato l’avvocato John Stone, ruolo che gli è valso una candidatura agli Emmy. Il progetto, con Riz Ahmed, ha ottenuto cinque premi e resta una delle esperienze televisive di cui l’attore si dice più orgoglioso. Turturro avrebbe anche voluto proseguire con una seconda stagione, ma non è stato possibile individuare una nuova storia condivisa.
Nel corso di oltre quarant’anni di carriera, l’attore ha collaborato con importanti registi, tra cui Spike Lee, Martin Scorsese, Robert De Niro, Nanni Moretti e Pedro Almodóvar. Particolarmente significativo è il sodalizio con i fratelli Coen, con cui ha lavorato in film come Miller’s Crossing, Barton Fink e Il grande Lebowski, dando vita all’indimenticabile Jesus Quintana. Per Barton Fink ha inoltre vinto il premio per il miglior attore al Festival di Cannes nel 1991.
Il premio di Zurigo come incoraggiamento
Ritirando l’Occhio d’Oro, Turturro ha citato lo scrittore Cesare Pavese e la sua riflessione sull’importanza di cominciare. Pur dopo una carriera ricca di ruoli e riconoscimenti, l’attore ha dichiarato di sentirsi ancora, sotto molti aspetti, un principiante. Il premio, ha spiegato, rappresenta soprattutto un incentivo a proseguire nella ricerca di storie e personaggi capaci di stimolarlo, condividendo con il pubblico opere che rispettino la sua intelligenza.
