
Jack Ryan Ghost War, primo film della serie Prime intitolata Tom Clancy’s Jack Ryan, con l’attore protagonista John Krasinski, torna sulla piattaforma streaming, presentando un thriller spionistico, ispirato al personaggio creato da Tom Clancy, già interpretato da Harrison Ford e Ben Affleck. Il nostro analista della CIA, ancora una volta, irrompe sul campo di battaglia. La serie, ormai abbastanza datata, l’aveva visto allontanarsi dalla vita da agente segreto e trasformarsi in un civile, ma presto l’azione lo richiamerà.
Jack Ryan Ghost War-La trama
Nel film di Prime Jack Ryan vive sotto le mentite spoglie di un corridore occasionale, che deve tener testa ad un convoglio di suv neri.
Al posto di guida, c’è il capo, James Greer, interpretato da Wendell Pierce. È lui a richiamare il suo pupillo alla vita da spia. Pare che a Dublino ci siano delle informazioni essenziali per fermare un gruppo deviato di agenti della CIA, che sono diventati terroristi.
Ma a Dublino Jack Ryan non sarà da solo. Ad accompagnarlo nella lotta al terrore, ci saranno Mike November, con il volto di Micheal Kelly e Olivia, Mckeena Bridger. Il trio si scontrerà contro una squadra di agenti scelti, il cui motto di battaglia è “nessuna esitazione”.

Jack Ryan Ghost War-La recensione
Jack Ryan Ghost War pecca di una troppa spettacolarizzazione dell’eroe, che qui sembra davvero invulnerabile. Ryan è addestrato, certo, ma rimane comunque un uomo, che può essere ferito. I nemici, pur essendo dei soldati scelti, presentati come macchine assassine, gli fanno sì e no qualche innocuo graffietto.
La cellula ribelle, all’inizio della pellicola, non ha pietà per nessuno e uccide a sangue freddo un giovane hacker, mentre sta trasferendo informazioni sui loro movimenti. L’impatto iniziale segue la coreografia della serie, curando le movenze degli attori mentre brandiscono le loro armi. Questo contribuisce di certo a dare un’ impronta di realismo, ma subito scompare a causa del cosiddetto plot armor di Ryan. Mai una volta è in difficoltà, oppure preso in ostaggio dal nemico, fattori che in un qualunque film di spionaggio fanno la differenza.

Jack Ryan come Superman con un fucile
L’ invulnerabilità di Ryan cozza con il fatto che il nemico lo attragga, assieme ai suoi colleghi, nella residenza di un sospetto terrorista. In realtà, è un depistaggio, che serve per togliere le difese al direttore della CIA e farlo saltare in aria. Da qui, parte il solito motore americano della vendetta, quello di occhio per occhio. Il quartetto, capitanato da Ryan, con November, Olivia e Greer, si precipitano allora a Dubai, scoprendo che è da lì che sono partite le informazioni sulla località della base nemica.
Con lo stesso intrattenimento da cartone animato, November contribuirà all’eliminazione del nemico, sfondando quasi un intero palazzo con una gru.

Il paragone con i vecchi film
Seppur risultano parecchie datate, le pellicole incentrate su Ryan avevano colto nel segno lo spirito dei libri di Tom Clancy e dei classici film di spionaggio in generale. L’elemento della corsa contro il tempo, che faceva sentire protagonista e spettatore in balia degli eventi, era accentuato dalla sceneggiatura, dal montaggio alternato, non dalla predominanza degli effetti speciali, come avviene in Jack Ryan Ghost War. Inoltre, il personaggio di Mike November, in arte John Clark, interpretato anni addietro da Liev Schreiber, incuteva un certo sentore di ansia. Veniva presentato come un uomo cupo, sempre vestito con il solito soprabito scuro. Non era di certo vuoto di contenuto o connotato da uno spirito grottesco.
Cast e personaggi
John Krasinski interpreta, così come nelle quattro stagioni della serie, il protagonista Jack Ryan, scortato dal freddo e spietato vice direttore della CIA James Greer, impersonato da Wendell Price. Abbiamo la new entry di Olivia, Mckeena Bridger e l’ormai conosciutissimo November, che ancora una volta non rifiuta di farsi animare da Micheal Kelly. Ad interpretare l’antagonista, Crown, c’è il britannico Max Beesley famoso per la serie Mad Dogs.

Conclusioni
Ogni film di spionaggio gioca molto sulla paura, il terrore di una catastrofe in procinto di arrivare, che sia un attentato, un blackout od un attacco hacker.
In Jack Ryan Ghost War questo timore dovrebbe essere rappresentato dalla squadra di Crown, ma viene ucciso sul nascere, demolito in modo cartonato e rocambolesco dalla gru di Mike November.
I cosiddetti terroristi in realtà non hanno un piano preciso. Sono mossi solo dalla vendetta e la morte del direttore della CIA è determinante solo per la reazione altrettanto vendicativa dei buoni. Non rientra dunque in un nessun piano organizzato. Non porta ad un azione finale, ad una resa dei conti, da cui l’eroe esce vittorioso, con il sudore della fronte, poiché umano. Qui Ryan sembra tutt’altro che umano. I proiettili quasi lo schivano, confermando il fatto che più che un thriller di spionaggio sembra una parodia supereroistica del genere.

