L’edizione di quest’anno del Locarno Film Festival ha celebrato Isabella Rossellini con il prestigioso Premio all’Eccellenza, un riconoscimento che l’attrice e regista ha accolto con grande emozione, ricordando il forte legame della sua famiglia con la manifestazione. Durante la cerimonia di apertura, Rossellini ha sottolineato come quel premio rappresenti anche un omaggio alla memoria del padre Roberto Rossellini, insignito dello stesso riconoscimento nel 1948 grazie a Germania anno zero, e del fratello Renzo Rossellini, premiato quattro anni fa per la sua carriera di produttore al fianco di maestri come Federico Fellini ed Ettore Scola.
Nel corso di una lunga masterclass, l’artista ha ripercorso le tappe principali della propria carriera, raccontando come la passione per gli animali abbia influenzato profondamente anche il suo percorso creativo. Forte di un master in Comportamento e Conservazione Animale, Rossellini ha spiegato che proprio questa curiosità scientifica ha dato origine a progetti come Green Porno e Seduce Me, originali serie di cortometraggi dedicate ai comportamenti riproduttivi del mondo animale. Ha inoltre annunciato di essere al lavoro su una nuova raccolta di film brevi, intitolata The Survival of the Friendliest, incentrata sull’evoluzione degli animali domestici, nella quale interpreterà personalmente tutti i personaggi.
L’attrice ha ribadito che il suo interesse per la natura nasce esclusivamente dalla curiosità scientifica e non da motivazioni politiche. Proprio osservando il comportamento animale, ha spiegato, emerge quanto la biodiversità sia molto più complessa di quanto spesso venga rappresentato nel dibattito pubblico.

La carriera cinematografica di Isabella Rossellini
Rossellini ha poi ricordato i suoi esordi nel cinema. Inizialmente lavorò come costumista nei film del padre e recitò quasi per caso accanto alla madre Ingrid Bergman in Nina, senza immaginare che la recitazione sarebbe diventata la sua professione. Dopo alcune recensioni poco incoraggianti, trovò invece grande successo come modella, esperienza che le restituì fiducia grazie anche all’incontro con il celebre fotografo Richard Avedon, il quale le insegnò a comunicare emozioni davanti all’obiettivo.
Tra i ricordi più affettuosi della sua carriera figura il primo incontro con David Lynch, avvenuto prima delle riprese di Velluto Blu. Rossellini ha raccontato come il regista le avesse inizialmente detto che assomigliava a Ingrid Bergman, senza rendersi conto di trovarsi davanti alla figlia dell’attrice. Da quella conversazione nacque una delle collaborazioni più importanti della sua carriera, culminata in un film destinato a diventare un classico del cinema contemporaneo.
Nel corso dell’incontro ha ricordato anche le esperienze con registi come Robert Zemeckis, James Gray, David O. Russell, Taylor Hackford e con la regista italiana Alice Rohrwacher, della quale ha lodato la sensibilità artistica dopo il lavoro condiviso in La Chimera. Non sono mancati aneddoti sul set di Two Lovers, dove racconta di essersi trovata spesso spiazzata dall’approccio di Joaquin Phoenix, allora profondamente immerso nel metodo di recitazione.
Rossellini ha infine riflettuto sulle difficoltà affrontate durante la maturità, ricordando quando Lancôme decise di interrompere il loro rapporto professionale perché considerata troppo anziana. Quella fase complicata, unita al calo delle proposte cinematografiche, la spinse a reinventarsi come autrice e regista, incoraggiata anche da Robert Redford, che la convinse a sviluppare nuovi progetti per il Sundance Channel.
