NewsIron Monkey, il capolavoro che Tarantino ha stravolto

Iron Monkey, il capolavoro che Tarantino ha stravolto

Iron Monkey (1993) è uno degli esempi più significativi dell’impegno di Quentin Tarantino nella promozione del cinema asiatico in Occidente. Da sempre grande estimatore delle produzioni orientali, il regista di Pulp Fiction (1994) ha contribuito a far conoscere al pubblico americano numerosi titoli destinati altrimenti a rimanere confinati ai rispettivi mercati, tra cui Hong Kong Express (1994) di Wong Kar-wai e Sonatine (1993) di Takeshi Kitano.

Iron Monkey – il successo

Il classico wuxia diretto da Yuen Woo-ping e prodotto da Tsui Hark rappresenta uno dei casi più emblematici di questa operazione. Distribuito nelle sale statunitensi nel 2001 con Tarantino nel ruolo di produttore dell’edizione americana, il film si rivelò un successo commerciale, entrando tra i film stranieri con i maggiori incassi nella storia del box office statunitense fino a quel momento.

Grazie al sostegno di Tarantino, il film riuscì a ritagliarsi uno spazio importante nelle sale americane, diventando uno dei film stranieri con il maggiore incasso negli Stati Uniti in quel periodo. Il tempismo fu determinante: il successo internazionale de La tigre e il dragone (2000) di Ang Lee aveva acceso l’interesse del pubblico per il cinema di arti marziali, mentre Yuen Woo-ping aveva firmato le spettacolari coreografie di Matrix.

I protagonisti del film erano Donnie Yen, nei panni del maestro Wong Kei-ying, e Yu Rongguang, nel doppio ruolo del modesto medico Yang Tianchun e del giustiziere mascherato noto come la Scimmia di Ferro, in una storia che unisce acrobazie mozzafiato a uno spirito alla Robin Hood.

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Iron Monkey

Come Tarantino ha stravolto il film

Dietro il trionfo commerciale, però, si nasconde un’operazione editoriale piuttosto invasiva. Per l’uscita americana, la casa di produzione e distribuzione Miramax intervenne infatti in modo significativo sul montaggio originale, realizzando una versione diversa da quella distribuita a Hong Kong nel 1993. Lo studio eliminò oltre sei minuti di film attraverso oltre cento tagli, con l’obiettivo di ottenere una classificazione PG-13 (ovvero vietato ai minori di 13 anni) e rendere l’opera più accessibile al pubblico occidentale. Oltre alle scene rimosse, la Miramax ha modificato dialoghi, tempi narrativi e alcune riprese a rallentatore, riducendo anche la componente comica che rappresentava uno degli elementi caratteristici del cinema d’azione hongkonghese. Lo studio intervenne anche sulla colonna sonora originale, comprensiva del celebre tema di Wong Fei-hung, sostituendola con una partitura orchestrale nuova di zecca pensata per ricordare più da vicino La tigre e il dragone.

Il paradosso del ruolo di Tarantino

Il paradosso è evidente: senza l’appoggio di Tarantino, Iron Monkey difficilmente avrebbe raggiunto un pubblico così vasto, eppure la versione vista dagli spettatori per anni era ben lontana dall’opera originale voluta da Yuen Woo-ping e Tsui Hark — proprio mentre il regista si è sempre mostrato geloso custode della propria integrità autoriale. Per lungo tempo, inoltre, l’edizione Miramax rimase l’unica facilmente reperibile in Nord America. Solo nel 2023 Shout! Factory ha pubblicato un Blu-ray restaurato in 2K che ha permesso al pubblico nordamericano di riscoprire Iron Monkey nella sua versione originale. Il restauro recupera il montaggio del 1993, ripristina la colonna sonora e le tracce audio autentiche, presentando finalmente il film così come Yuen Woo-ping e Tsui Hark lo avevano concepito.

Francesco Pinto
Francesco Pinto
Cresciuto silenziosamente tra i dialoghi di Allen e il sangue di Scorsese. Amo i film: specchi magici che riflettono e indagano la realtà. Dalle commedie ai drammi, dagli horror ai romance senza distinzioni perché, in fondo, “il cinema non è un mestiere. È un’arte”.

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