Indiana Jones, un ostacolo inaspettato per il futuro della saga

Il futuro del franchise di Indiana Jones sembra attraversare una fase di forte incertezza. Dopo quasi 14 anni alla guida della Lucasfilm, Kathleen Kennedy ha annunciato il suo passo indietro dal ruolo di presidente, lasciando la gestione creativa a Dave Filoni. Filoni sarà affiancato da Lynwen Brennan come co-presidente. Kathleen Kennedy tornerà a concentrarsi esclusivamente sull’attività di produttrice. Se l’attenzione mediatica si è concentrata soprattutto su Star Wars, anche altri storici brand Lucasfilm entrano ora in una fase di riflessione. Tra questi c’è proprio Indiana Jones. Durante la sua intervista di uscita, Kathleen Kennedy ha parlato apertamente del destino della saga, lanciando segnali tutt’altro che incoraggianti.

Indiana Jones

Il legame con Harrison Ford

Nel difendere Indiana Jones e il quadrante del destino (qui la recensione), accolto tiepidamente da pubblico e critica, Kennedy ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla realizzazione del film: “Non ho rimpianti al riguardo perché Harrison voleva farlo più di ogni altra cosa”. La produttrice ha sottolineato come Harrison Ford non fosse soddisfatto della conclusione offerta dal quarto capitolo. “Non voleva che Indy finisse con il quarto film. Voleva un’altra possibilità e noi gliel’abbiamo data. Penso che sia stata la cosa giusta da fare. Voleva fare quel film”.

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Guardando avanti, Kathleen Kennedy ha però ammesso che al momento non sembrano esserci piani concreti per il franchise: “Non credo che Indy finirà mai, ma non credo che nessuno sia interessato in questo momento a esplorarlo”.

Con Harrison Ford prossimo agli 84 anni e un risultato al botteghino deludente, Il quadrante del destino rappresenta un pesante passo falso per Disney e Lucasfilm. Questo rende sempre più plausibile l’idea che il film possa essere l’ultimo capitolo cinematografico dell’archeologo più famoso del cinema.

Le critiche a Indiana Jones e il quadrante del destino

Nonostante un’accoglienza iniziale non del tutto negativa, il quadrante del destino è stato oggetto di numerose critiche da parte di pubblico e critica. Molti hanno sottolineato una sceneggiatura poco ispirata. Il film è stao accusato di riproporre schemi narrativi già visti nei capitoli precedenti senza riuscire a rinnovare davvero la formula del franchise. Anche il ritmo e la durata sono stati spesso indicati come elementi problematici, insieme a un uso eccessivo della nostalgia che non è bastato a compensare la mancanza di idee realmente nuove. Solo nel finale il film tenta una svolta più audace. Una scelta che ha diviso il pubblico ma che non è riuscita a ribaltare un giudizio complessivamente tiepido su quello che avrebbe dovuto rappresentare l’ultimo capitolo di una saga leggendaria.

Simone Cigna
Simone Cigna
Sono cresciuto tra la Terra di Mezzo, i viaggi nel tempo di Hill Valley e i pugni di Rocky sul ring. Il cinema per me è tutto questo: avventura, emozione e memoria. Se qualcuno lo ha girato, io lo voglio vedere perché ogni film, anche il più piccolo, nasconde un mondo da scoprire. Amo Scorsese e Kubrick, ma anche la poesia malinconica di Wong Kar-wai: il bello del cinema è che non smette mai di sorprendermi.

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