In difesa di Jacob (Defending Jacob) è una miniserie televisiva statunitense del 2020, tratta dall’omonimo romanzo di William Landay. La miniserie è uscita sulla piattaforma Apple TV+ il 24 aprile 2020.
Con l’eccellente lavoro di Michelle Dockery e Chris Evans, In difesa di Jacob rende giustizia al suo materiale originale mantenendo viva la tensione, anche se a volte esagera con la sua imbottitura melodrammatica.
Chris Evans potrebbe sicuramente trarre vantaggio dalla forza di Capitan America in In difesa di Jacob, un avvincente legal thriller su un avvocato la cui vita va a rotoli dopo che il figlio adolescente viene accusato di aver ucciso un compagno di classe. Nessuno degli Avengers interviene, ma Cherry Jones e il premio Oscar J.K. Simmons sono fantastici in succosi ruoli secondari.
In difesa di Jacob è una grande produzione Apple TV+, senza energia frenetica, cliché o autoindulgenza nella sua ambientazione urbana. La telecamera si concentra sul cuore di una famiglia, che capisce che il nemico è fuori ed è incoraggiata a cercarlo dentro di sé.

In difesa di Jacob: la trama
Creata da Mark Bomback, la storia segue il procuratore distrettuale assistente Andy Barber (Chris Evans), a cui viene concesso un periodo di aspettativa quando il figlio adolescente Jacob (Jaeden Martell), vittima di bullismo, viene accusato di aver ucciso un suo compagno di classe di 14 anni nella periferia di Newton, nel Massachusetts.

L’attrice Michelle Dockery interpreta la moglie Laurie, che si assume il peso dei segreti di famiglia portati alla luce. Mentre il personaggio di Evans concede al figlio il beneficio del dubbio, la Laurie della Dockery è sempre più scettica, convinta che lui possa essere colpevole. Il suo dibattito interiore traspare in tutta la sua espressione in un’interpretazione affascinante.
In difesa di Jacob: la recensione
La serie di otto episodi inizia con due cliché che minacciano di spalancare le porte alla prevedibilità. Ma, proseguendo nella visione,
si ha la sensazione che queste due insidie siano state superate, prima di immergersi in una storia che trascende il tradizionale genere poliziesco con cui si presenta inizialmente .
In difesa di Jacob osa svelare, uno per uno, gli strati delle relazioni intrecciate, tra genitori e figli, tra casa e accusa, tra amici e nemici, tra sospetti e certezze.
La trama cresce di intensità grazie alla regia del norvegese Morten Tyldum, a cui va sicuramente attribuito il merito di una matrice che non si sposa con la maggior parte dei crime drama americani.

Il regista Morten Tyldum, che ha diretto Benedict Cumberbatch nel ruolo di Alan Turing in The Imitation Game (2014), ci tiene col fiato sospeso con una tavolozza di colori tenui e toni cupi, accompagnati dalla musica cupa di Atli Örvarsson durante le corse nell’ombra nel quartiere.
La sceneggiatura ci tiene col fiato sospeso se certi dettagli siano false piste o indizi vitali, dai coltellini tascabili ai commenti sui social media ai post dei blog. I cliffhanger degli episodi forniscono rivelazioni che svelano lentamente nuove informazioni sia sui retroscena dei personaggi che sulla posta in gioco del processo. Un momento in tribunale in particolare vi lascerà senza fiato.
Il finale potrebbe lasciarvi con il desiderio di una conclusione più completa, a seconda dei vostri gusti. Non preoccupatevi, otteniamo un verdetto definitivo di colpevolezza o innocenza, ma gli sceneggiatori mantengono viva la storia con un’azione abilmente ambigua, raccontandoci senza dircelo.
La vera perla della serie è il cast
Come Bad Education (2020) della HBO ha fatto per il Wolverine di Hugh Jackman, Evans ha avuto modo di mostrare le sue doti recitative oltre a quelle di Captain America. Ne abbiamo avuto un assaggio nel film d’azione fantascientifico di Bong Joon-ho, Snowpiercer (2013). Ora, in questa serie combina le sue doti di misterioso personaggio di Cena con delitto (2019) con la sua battaglia per la custodia in Gifted – Il dono del talento (2017), nei panni di un padre che vuole disperatamente credere che suo figlio sia innocente a causa delle sue insicurezze.

Martell è perfettamente impacciato nei panni di Jacob, uno sguardo spento, a tratti comprensivo, altre volte con occhiate fulminanti. Per molti versi, incarna gli adolescenti vittime di bullismo, emarginati sociali che cercano rifugio nei videogiochi violenti, realizzando fantasie su siti web oscuri e torturati dai coetanei sui social media.
In conclusione
Il vero fulcro di della serie non è nemmeno il caso di omicidio. La forza della serie risiede nell’esplorazione della famiglia, del dolore e della disperazione. Il dolore si manifesta in molte forme e dimensioni e non riguarda solo la sofferenza che proviamo quando la morte bussa alla nostra porta. Nella serie, vediamo le persone elaborare il lutto in molti modi: la perdita di un figlio, la perdita di amici, la perdita di una struttura e di una normalità, di sicurezza, fiducia, rispetto, verità, routine; in pratica, la perdita improvvisa di tutto ciò che una volta era.
Mentre il pubblico assiste agli ultimi istanti di una famiglia autenticamente felice prima che tutto cambi per sempre, il mondo intorno a loro continua a girare. L’amore è l’unica vera ancora.

In difesa di Jacob è un mix di dramma giudiziario, giallo e thriller psicologico e, sebbene a volte ricada nei soliti cliché del genere, la serie può vantare delle ottime interpretazioni e possiede l’ingrediente fondamentale della guardabilità.
La serie si presenta come un dramma stellare e straziante che ti costringe ad affrontare con attenzione molte domande su cosa siamo disposti a fare per amore, su come i figli possano soffrire per i peccati dei genitori (e viceversa) e su difficili temi sociali che riguardano il modo in cui ci vediamo. Le serie che hanno il maggiore impatto sono quelle che ti chiedono di metterti nei panni di un personaggio non solo come testimone della sua esperienza, ma chiedendoti di provare a comprenderne il punto di vista. Anche se alcuni elementi della serie sembrano simili ad altre che abbiamo visto in precedenza, ciò non rende la storia meno importante, i messaggi meno vitali o la serie, e il suo incredibile cast, meno valida.
