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Il sale della terra di Wim Wenders

Il sale della terra (The Salt of the Earth) è un docufilm di Wim Wenders (Paris, Texas, Il cielo sopra Berlino) e Juliano Ribeiro Salgado, incentrato sulla vita e sul percorso professionale del fotografo brasiliano Sebastião Salgado

Vincitore del premio Un Certain Regard a Cannes 2014, il docufilm è inoltre stato candidato agli Oscar nella categoria Miglior Documentario.

Il sale della terra non è però una sterile retrospettiva, ma un’analisi attenta dell’opera di un fotografo che attraverso il suo sguardo unico ha saputo raccontare sia la sterminata bellezza della terra sia l’inumanità e l’ingiustizia che imperano nel nostro mondo.

il sale della terra

Trama

Il film inizia con l’etimologia greca della parola fotografia, resa quasi in poesia da Wim Wenders.

“Un fotografo è alla lettera qualcuno che disegna con la luce, un uomo che descrive e ridisegna il mondo con luci e ombre.”

Poi una foto di Salgado, dall’impatto fortissimo, impressionante: appare dunque in sovrimpressione il fotografo. Sarà per quasi tutta la durata (poco meno di due ore) del film questa la struttura de Il sale della terra, un’alternanza di fotografie e video-interviste. Si potrebbe dunque pensare che il film sia noioso, o quantomeno ripetitivo, ma, per la potenza delle immagini in primis e delle parole in secondo luogo, lo spettatore è portato all’emozione e alla riflessione continua.

Un viaggio tra immagine e parola

Il sale della terra racconta un viaggio lungo più di 30 anni, concentrandosi su alcuni lavori di Salgado divenuti libri, anche grazie alla moglie del fotografo Lelia: si tratta di The Others Americas, sull’America Latina, Sahel: The end of the road, sulla tragicità delle condizioni di vita di alcuni popoli africani, Workes, sul lavoro manuale in varie parti del mondo, Migrations sulle migrazioni di massa e Genesis sui luoghi del pianeta ancora incontaminati. Non mancano i racconti di Salgado, di carattere antropologico e sociale, spesso delle vere e proprie meta-narrazioni: il fotografo infatti riporta ciò che ha appreso dai popoli lontani, tra tradizioni e credenze popolari. La scelta lessicale non fa che accrescere la curiosità dello spettatore, rapito da un tripudio di immagini ed informazioni.

il sale della terra

Interessante il fatto che Sebastião Salgado non nasca sorprendentemente come fotografo ma come economista: iniziò a fotografare per caso, con una macchina di Lelia, da sempre sua complice in questa vera e propria missione. I due lasciarono il Brasile nel 1969, spinti soprattutto dal clima politico, vigeva infatti in quel periodo la dittatura militare, e si trasferirono in Europa dove iniziò- senza alcuna garanzia- la carriera fotografica di Salgado.

È inoltre presente un focus su uno splendido progetto messo in atto da Sebastião e Lelia Salgado, cioè la riforestazione della Mata Atlantica.

Il sale della terra- recensione

Wim Wenders torna al documentario con una poeticità e profondità decisamente lodevoli. Il sale della terra precede un altro splendido lavoro del regista, Pina, dedicato alla coreografa e ballerina tedesca Pina Bausch: in comune i due film hanno poco sul piano dell’argomentazione ma permane l’unicità di Wenders nel raccontare magicamente l’opera di qualcun altro.

il sale della terra

La ragione di fondo è senza dubbio l’umanità: Wenders commuove con Pina, con Il sale della terra, come con Appunti di viaggio su moda e città o con Alice nelle città perché racconta le micro sfaccettature dell’essere umano. E talvolta (in molti dei suoi documentari) lo fa rendendo omaggio a dei grandi personaggi, forse troppo spesso poco noti al grande pubblico. Portare al cinema la moda, la danza, la musica (Buena Vista Social Club), la fotografia è per Wenders una missione, decisamente compiuta. Il titolo del film è infatti una perifrasi che sta proprio per “umanità”, il sale della terra sono gli esseri umani.

Nel film inoltre trapela l’occhio del regista-fotografo, Wim Wenders infatti è anche uno “scrittore della luce”, oltre che un ottimo scrittore: Il sale della terra è un prodotto dotato di perfetto equilibrio, narrazione armonica impeccabile di grandi concetti dalle forti sfumature etiche.

Un film dai forti contrasti

Il docufilm ha già intrinseco nella sua struttura un forte contrasto, quasi un paradosso: è infatti un susseguirsi di immagini statiche all’interno di un insieme di immagini in movimento (cinema appunto, dal greco antico κίνημα, -τος “movimento”). Questo perché è evidente che per Wenders, ed ancor di più per lo stesso Salgado, la fotografia sia viva. Spesso le foto vengono interpretate (e sono effettivamente) come delle immagini in grado di bloccare dei momenti nel tempo, ma in questo caso, poiché raccontano dell’umanità in senso più ampio, non possono e non sono atrofizzate in un unico attimo ma rimangono non solo banalmente attuali ma vergognosamente reali.

Oltre a questo binomio importante, il contrasto appare il tratto caratterizzante dell’opera: Salgado infatti fotografa in bianco e nero, ultimamente “esagerando” volutamente con il contrasto (la differenza fra le parti scure e quelle chiare della foto). C’è poi un altro “duello”, quello tra digitale ed analogico: il fotografo infatti dopo anni passati a sviluppare i rullini ha abbandonato la pellicola per motivi di comodità pratica, preferendo la più leggera e meno ingombrante scheda sd e dunque la fotografia digitale.

Ma il vero grande contrasto del film si trova nelle foto, più che nel loro aspetto nel loro significato: le immagini delle popolazioni sfruttate, dei bambini lavoratori, delle donne e degli uomini denutriti ed in cerca di un luogo dove vivere dignitosamente ci ricordano quanto fortunati siamo. Il sale della terra è un film da guardare in silenzio, con grande rispetto verso l’umanità. Non è però un’opera di denuncia, ma un’opera che spinge al pensiero, all’autoanalisi. È un film che tutti dovrebbero vedere per diventare più consapevoli di ciò che accade nel mondo.

il sale della terra

Dove vedere Il sale della terra?

Il sale della terra è stato distribuito nei cinema italiani nel giugno 2014, grazie ad Officine UBU. Ad oggi è fruibile su due delle piattaforme streaming più note ed utilizzate: Amazon Prime Video e MUBI.

È purtroppo una delle pochissime opere di Wim Wenders attualmente disponibili sui servizi di streaming, un vero peccato, soprattutto considerando la prolificità del regista di Düsseldorf e la sua estrema poliedricità. Il prossimo maggio Wenders presenterà a Cannes la sua ultima fatica: Perfect Days.

Il sale della terra è un film che gli amanti della fotografia non possono assolutamente perdere ma che, come già detto, tutti dovrebbero vedere.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Emozioni
Interpretazioni

SOMMARIO

Il sale della terra è un film da guardare in silenzio, con grande rispetto verso l’umanità. Non è però un’opera di denuncia, ma un’opera che spinge al pensiero, all’autoanalisi. È un film che tutti dovrebbero vedere per diventare più consapevoli di ciò che accade nel mondo.
Redazione
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