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Il pianeta del tesoro: il flop della Disney che ci insegna a credere in noi stessi

Ieri, il 14 novembre, è stato il compleanno di Max Pezzali, artista che presta la voce a un brano rimasto nei cuori dei fan della Disney. Parliamo di Ci sono anch’io, canzone presente nella versione italiana del film d’animazione Il pianeta del tesoro, uscito nelle sale nel lontano 2002.

Diretto da Ron Clements e John Musker, prodotto da Walt Disney e distribuito da Buena Vista International, il film si ispira al romanzo L’isola del tesoro di Stevenson, rivisitato qui in una veste fantascientifica e steampunk.

Il cast vocale del film comprende Joseph Gordon-LevittBrian MurrayEmma Thompson, David Hyde Pierce e Martin Short. Il pianeta del tesoro purtroppo è stato uno dei più grandi flop di incassi della casa Disney, nonostante abbia ottenuto una nomination agli Oscar 2023, senza però vincere il premio.

Negli anni più recenti la critica e il pubblico hanno risollevato il film giudicandolo come uno dei film più sottovalutati di sempre. Con l’occasione delle 56 candeline di Max Pezzali, proviamo a capire perché Il pianeta del tesoro è un film da non dimenticare.

Il pianeta del tesoro

Il pianeta del tesoro: la trama

Il protagonista de Il pianeta del tesoro è Jim Hawkins, un giovane abbandonato dal padre che vive con la madre Sarah, proprietaria di una locanda del pianeta minerario Montressor. Jim è un adolescente amante dei racconti delle avventure dei pirati, solito a mettersi nei guai a bordo del suo Solar Surfer, facendo spesso impensierire la madre.

Un giorno un’astronave precipita vicino alla locanda: uno strambo viaggiatore consegna a Jim una mappa spaziale. Il ragazzo allora decide di andare alla ricerca del Pianeta del tesoro.

Ad accompagnarlo nel viaggio c’è il dott. Doppler, un astronomo che organizza la spedizione sul galeone R.L.S. Legacy, comandato dal Capitano Amelia. Una volta a bordo, a Jim viene affidato il ruolo di mozzo sotto la supervisione del cuoco John Silver, un cyborg dall’aspetto malvagio che però si prenderà a cuore il ragazzo.

Il pianeta del tesoro

Il pianeta del tesoro: la recensione

Il pianeta del tesoro è diretto da due esperti degli studios, ricordati per La Sirenetta, Alladin e Hercules; gli autori rivisitano in chiave fantascientifica il romanzo di Stevenson cercando di adattarlo alle nuove generazioni, in particolare a quella adolescenziale maschile.

Durante la prima parte del film, è centrale la leggenda del tesoro e la fuga improvvisa del protagonista da una vita monotona e fatta di rimproveri, nella seconda parte invece emergerà il tema del rapporto padre-figlio tra Jim e il cuoco John Silver.

Nel complesso questo film d’animazione risulta fedele alla storia originale, e con qualche guizzo d’azione l’opera scorre abbastanza bene alternando sequenze che approfondiscono la personalità dei personaggi a scene di forte potenza emotiva.

Per quanto riguarda il livello tecnico a risaltare è la quantità di elementi in computer grafica 3D presenti lungo tutto il film: mezzi di trasporto, città, pianeti, robot, un cyborg.

Il pianeta del tesoro

Jim: un’avventura per crescere

Ma ora, focalizzandoci sulla costruzione dei personaggi de Il pianeta del tesoro: Jim è un adolescente che, da quando il padre ha abbandonato la famiglia, passa le sue giornate tra scorribande e guai. All’inizio del film è presentato come un ragazzo con poca autostima e che non crede nel suo futuro, ma nel momento in cui scopre l’esistenza della mappa del Pianeta del tesoro qualcosa dentro di lui inizia a cambiare e a risvegliarsi.

Jim nella seconda parte del film inizia infatti a sognare di vivere un’avventura, per ristrutturare la sua casa e il ristorante della madre ma soprattutto per dire al mondo e a sé stesso “Ci sono anch’io!”.

Fino a quel momento Jim era considerato da tutti come un ragazzaccio capace solo di combinare danni, ma con questo viaggio potrà realizzare una nuova impresa, affrontando le difficoltà che incontrerà con più sicurezza e maturità.

John Silver: un pirata dal cuore paterno

Uno dei personaggi più interessanti del film è John Silver: un cyborg-pirata che intende mettere le mani sul tesoro, questo è lo scopo che persegue da una vita e per il quale ha sacrificato persino una parte del suo corpo.

Sul galeone della spedizione John si finge un cuoco e si ritrova costretto ad affiancare Jim nel suo mestiere di mozzo. Il rapporto tra i due muterà nel corso del film: se all’inizio John vessa il ragazzo con forza e prepotenza, alla fine, dopo aver passato molto tempo con lui, lo prenderà sotto la sua ala.

John Silver inizialmente rispetta la forza di volontà e i sogni del ragazzo, finché tra i due nascerà un profondo rapporto confidenziale simile a quello tra un padre e un figlio.

Nell’avventura alla ricerca del Pianeta del tesoro il cyborg assume quindi il ruolo di guida per Jim, tanto da riuscire a dargli molto di più rispetto al suo vero padre. Questa intima amicizia causerà il conflitto interiore di John, rendendolo il personaggio più complesso e più affascinante del film.

Se da una parte c’è il suo sogno di conquistare il tesoro, dall’altra c’è l’affetto che sente verso il giovane Jim, il cyborg dall’aspetto malvagio ma dal cuore buono si ritroverà più volte indeciso nel prendere delle scelte. Il dissidio di John Silver darà dinamicità alla pellicola tramite delle svolte narrative date dalle incomprensioni tra i due personaggi.

Il pianeta del tesoro: conclusioni

Il pianeta del tesoro è dunque una storia d’avventura e un vero e proprio racconto di formazione. Il suo aspetto più interessante è certamente il mistero che trasuda la figura del pirata John Silver che nel corso del film assumerà il ruolo di padre nel salto da adolescente a uomo del protagonista Jim.

Un film inizialmente sottovalutato a causa del suo flop al botteghino, Il pianeta del tesoro si pone a cavallo tra l’era classica della Disney e quella più contemporanea: qui la Disney ritorna, con una ventata di novità, al classico di Stevenson dopo la versione live-action del 1950 e la versione I Muppet nell’isola del tesoro del 1996.

Ulteriore punto di forza del film è infatti lo stile nuovo, basato sul canone del genere di fantascienza che prevede modesta tecnologia e tanta fantasia. Con questo film si inventa una dimensione animata mista e per questo affascinante: da una parte l’avventura delle storie di pirati (ripresa dal classico di Stevenson), dall’altra lo scenario fantascientifico e agli albori dell’era tecnologica.

Ci sono anch’io: la scena dal film

PANORAMICA

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SOMMARIO

Il pianeta del tesoro, nonostante il flop al botteghino, è un film da rivalutare: in un emisfero esoterico e fantascientifico emerge in primo piano il rapporto padre-figlio tra Jim e John Silver. Sotto le note dell'indimenticabile Ci sono anch'io il pubblico giovane e adulto si emoziona perché si immedesima nella propria crescita personale.
Silvia Lopes
Silvia Lopes
La mia più grande passione è il cinema, fonte di vita e di crescita continua. Mi piace il cinema d’autore e quello di genere, amo i thriller ma non mi dispiacciono i film storici o drammatici. I miei grandi nomi sono Tarantino, Scorsese, Allen, Spielberg.

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