I pugni in tasca è stato un esordio sorprendente per il regista Marco Bellocchio, segnando un cambiamento significativo nella storia del cinema italiano. Con la pellicola ci si allontana dalle convenzioni del neorealismo e si apre la strada a un approccio più audace e provocatorio. Vengono trattate tematiche più crude, ironiche e disgregatrici dei valori tradizionali.
I pugni in tasca sarà di nuovo nelle sale cinematografiche a partire dal 23 marzo. Questa nuova uscita presenta il film nella sua copia restaurata dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con Kavac Film, con il sostegno di Giorgio Armani. La versione restaurata reintegra la sequenza del bacio tra fratello e sorella, censurata nel 1965, scena che accentua la carica provocatoria del film.
La Kavac Film è una società di produzione fondata nel 1997 da Bellocchio e Francesca Calvelli. Attualmente è guidata dal CEO Simone Gattoni. Tra alcuni lavori realizzati ci sono Rapito, Il traditore, Esterno Notte e Il Signore delle formiche.
Nell’ultimo anno ha prodotto Tienimi presente, esordio di Alberto Palmiero, e la serie Portobello, realizzata insieme a HBO.

I pugni in tasca: sinossi
Ambientato tra gli Appennini piacentini, la pellicola segue le vicende di quattro fratelli, Augusto, Leone, Alessandro e Giulia, che vivono con la madre cieca (Liliana Gerace) in una vecchia villa.
Alessandro (Lou Castel), giovane epilettico che si sente soffocato all’interno dell’ambiente familiare, elabora un piano per eliminare i familiari facendoli precipitare con l’automobile in una scarpata. Ma, ad eccezione della madre, non riesce nel suo piano e la sua ribellione autodistruttiva finisce per trascinare se stesso e la sua famiglia in una fine tragica.
Gli altri fratelli sono interpretati da Paola Pitagora, Marino Masè e Pierluigi Troglio. Bellocchio è anche sceneggiatore della pellicola, la fotografia è di Alberto Maremma, al montaggio abbiamo Aurelio Mangiarotti, mentre scenografie e costumi sono di Rosa Sala e Gisella Longo.
Le musiche sono realizzate dal grandissimo maestro Ennio Morricone.

