I peccatori è l’ultimo film in chiave horror di Ryan Coogler (qui la nostra recensione). Una storia di vampiri ambientata negli anni 30 del ‘900, in cui è la musica a dominare la scena. La pellicola si distingue per soluzioni narrative e stilistiche audaci e originali. Emblematica è la ormai celebre sequenza in cui i diversi generi musicali si intrecciano, fondendosi in un’unica armonia capace di attraversare epoche e sensibilità differenti. I peccatori ha ricevuto sedici nomination ai premi Oscar, diventando il film con più candidature di sempre. Ormai la notte delle stelle è vicina e la domanda sorge spontanea: riuscirà ad aggiudicarsi almeno un Oscar?
Variety ha condotto un’intervista con il regista del film, discutendo di statistiche e possibilità, lasciando spazio anche a ciò che il regista sta provando in questo momento. La rivista ha fatto leva sul fatto che per quasi un secolo l’Accademy non ha mai assegnato il premio a un regista nero, e si è chiesta se quest’anno Ryan Coogler potrebbe entrare nella storia.

I peccatori: le parole di Ryan Coogler
Riguardo alla possibilità di poter fare la storia Coogler ha risposto: “Il pericolo più grande è che una cosa del genere può smorzare la speranza, farti sentire disilluso o farti sentire come se quello che fai non ne valesse la pena. Cerco di proteggere il mio amore per quello che faccio. Se so che le statistiche mi renderanno triste, non ci penso”.
Riguardo a una possibile vittoria il regista afferma: “Il mio premio è l’opportunità di avere questo lavoro. L’opportunità di scrivere una sceneggiatura, mettere insieme una troupe, assumere personale sindacalizzato, contribuire all’assistenza sanitaria, all’assicurazione e alle famiglie delle persone. Il fatto di avere questo lavoro e di continuare ad averlo è il dono più grande”.
Anche se le statistiche portino a pensare ad un altro vincitore per l’Oscar, come Paul Thomas Anderson, regista di Una battaglia dopo l’altra, Coogler non si lascia condizionare dalla competizione e afferma: “Ogni giorno che mi sveglio, posso dare il mio contributo. È su questo che mi concentro”.
