Arrivati alla seconda metà della terza stagione di House of the Dragon, la serie spin-off incentrata sulla dinastia di casa Targaryen duecento anni prima de Il Trono di Spade, risulta difficile realizzare un ranking definitivo. Ogni puntata si è dimostrata infatti finora densa di azione, dialoghi ben calibrati e performance d’alto livello. La seguente è quindi una classifica basata su dati soggettivi, ma che vuole provare a mettere in evidenza i migliori momenti di questa terza stagione ordinandoli secondo criteri basati sull’emozionalità, la qualità della scrittura e le svolte di trama presenti.
Ecco dunque un ranking dei primi cinque episodi della serie, disponibile su Sky Italia, NowTV e HBO Max.

Quinto posto – Tumbleton (ep. 4)
Dopo un’aggressione alla moglie di Hugh, Ormund costringe il giovane Daeron a giustiziare l’aggressore per testarne la fermezza, rivelando l’intenzione di proclamarlo re. Intanto Cole e Gwayne trovano Harrenhal vuota, mentre Aegon e Larys assistono al triste spettacolo dei resti di Sole di Fuoco e finiscono a fare i braccianti tra i profughi a Riposo del Corvo. Rhaenyra (Emma D’Arcy) manda Hugh a fare da spia a Tumbleton e ordina una violenta retata notturna nella capitale. Nel frattempo Daemon (Matt Smith) rintraccia Rhaena e Ladro di Pecore nella Valle. Dopo aver provato a consolarla infruttuosamente, torna a corte consegnando una testa a Rhaenyra per farle credere di aver ucciso il misterioso cavaliere colpevole, ma la regina non abbocca. In mezzo al caos, Alicent (Olivia Cooke) scopre che Helaena è incinta.
Senza dubbio una puntata filler, più lenta e meno dinamica rispetto alle altre, anche se non priva di sorprese. Il dialogo tra Daemon e Rhaena è sicuramente uno dei punti più drammatici e alti della serie, messo in scena in modo magistrale, così come la successiva reazione di Rhaenyra al capo mozzato. Un giusto respiro necessario, posto in mezzo a una stagione che sicuramente non manca certo di fornire momenti ad alta tensione.

Quarto posto – Mai inchinati e mai piegati (ep. 5)
Ad Harrenhal, Alys Rivers cura Aemond, che una volta guarito la trae in salvo da un gruppo di cacciatori. Intanto a Riposo del Corvo, Aegon sfoga la sua frustrazione accusando Aemond dei suoi fallimenti, ma viene duramente ridimensionato da Larys. Sulla terraferma, Criston Cole e Gwayne affrontano la guerriglia dei Tully: consapevole della disfatta, Cole sceglie una missione suicida da cui Gwayne decide di dissociarsi. Helaena rifiuta l’aborto voluto da Alicent, ma la gravidanza viene scoperta da Mysaria, che accetta il silenzio in cambio di protezione. Alicent e Helaena provano a fuggire dai passaggi segreti rimanendo intrappolate, mentre Daemon indaga sul massacro della Guardia Cittadina. L’episodio si chiude sulla macabra visione dei corpi straziati di Luthor Largent e dei suoi uomini esposti come traditori.
In continuità con Tumbleton, anche questa puntata non è caratterizzata da forte movimento e serve più da cerniera di metà stagione, ma riesce a stupire per la sua conclusione dai toni dark e carichi di suspense, senza contare i sotterfugi che, in sottofondo, continuano a creare reti sempre più fitte e intricate. Tra l’immagine dei cavalieri uccisi in stile Ultima Cena e la preoccupazione per il destino delle giovani Hightower, la posta in gioco è ormai altissima.

Terzo posto – Sale e mare, fuoco e sangue (ep.1)
Rhaenyra vuole prendere Approdo del Re, ma Jace la fa rinchiudere per proteggerla e va in guerra con Baela. Intanto Aegon e Larys vengono catturati, mentre Aemond si autoproclama re: per frenare la sua tracotanza, Alicent lo spinge a recarsi ad Harrenhal e sabota l’esercito degli Hightower. A nord Daemon batte i Lannister, ma sul mare è un disastro. Nella violenta battaglia del Gullet contro la Triarchia, l’intervento del drago incontrollabile di Rhaena crea il caos, Vermax viene abbattuto e Jace muore.
Un grande esordio di stagione, che si posiziona però più come una conclusione della seconda che come un’introduzione vera e propria. Una puntata densa di azione, con combattimenti che vedono finalmente coinvolti draghi e assedi per mare, e che riporta alle atmosfere della prima season senza effetti di ripetizione. Non mancano elementi spietati e riferimenti sessuali incestuosi, come da tradizione, ed è in questa puntata che i nodi cominciano a venire al pettine, senza sconti o limiti.

Secondo posto – Approdo della regina (ep. 2)
Baela e i semi del drago annientano la Triarchia, ma la morte di Jace devasta Rhaenyra. Rhaena compra la protezione di Jeyne Arryn offrendo Ladro di Pecore, che Rhaenyra crede però un drago nemico e di cui ordina l’eliminazione. Intanto Aegon e Larys fuggono verso Riposo del Corvo, mentre Corlys scampa alla morte e legittima Alyn. Aemond conquista Harrenhal giustiziando gli Strong, ma crolla gravemente ferito davanti ad Alys Rivers. Mentre Alicent fa aprire le porte della capitale per evitare il massacro, i Neri calano con i draghi su Approdo del Re. Rhaenyra sale sul Trono di Spade e, in preda alla rabbia e alle lacrime, giustizia personalmente Otto Hightower, catturando Alicent, Helaena e Jaehaera.
La vera ascesa della legittima regina, il momento più atteso di tutta la serie. La performance di Emma D’Arcy in questa puntata è straziante e degna di Emmy, riuscendo nel restituire un dolore senza il minimo accenno di finzione ed esprimendosi utilizzando ogni aspetto possibile del linguaggio del corpo. Rhaenyra si mostra finalmente per quello che è, in tutte le sue sfumature. Una regina risoluta, capace di ottenere ciò che vuole, che sa abbandonarsi al proprio dolore senza che questo ostacoli la sua ascesa. La sua esitazione davanti all’uccisione di Otto non è un segno di debolezza, dunque, ma la riconferma di un’umanità capace di retrocedere nel momento del dovere.

Primo posto – Il trionfo di Rhaenyra (ep. 3)
Rhaenyra deve gestire la capitale, ma finanziariamente prostrata dalla scomparsa del tesoro reale. Mentre Alicent propone di dichiarare morto Aegon per facilitare la successione, l’Alto Septon rifiuta di consacrare Rhaenyra senza prove, minacciando lo scontro con la Fede. Per ingraziarsi il popolo affamato, Rhaenyra e Mysaria distribuiscono provviste e puniscono i nobili accaparratori servendo loro ratti a un banchetto e confiscando il cibo. Corlys nomina Alyn erede ma si scontra con Rhaenyra quando la regina si rifiuta di legittimare i due bastardi per non indebolire la propria autorità. Infine, Alicent scopre che il “Daeron” consegnato da Ormund è solo un contadino impostore, proprio mentre giunge la notizia che la vera armata Hightower ha conquistato Tumbleton.
Forse non il migliore per la critica, per via della poca azione, ma personalmente il mio preferito. Un episodio politico e ricco di dinamiche e complotti, che mostra Rhaenyra finalmente alle prese col governo dei Sette regni e il clima insidioso che si instaura attorno a lei, tra vecchi alleati e nuovi nemici. Un primo passo verso una nuova direzione nella scrittura dei personaggi femminili di potere, con donne che sanno gestire il conflitto senza forzature e ribaltano la percezione della figura di dominio predominante nei media.
