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Here: il nuovo film di Robert Zemeckis

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Dopo “Forrest Gump“, il progetto che riunirà Robert Zemeckis, Eric Roth, Tom Hanks e Robin Wright, ovvero “Here“, ha una data d’uscita. Secondo Deadline, il film avrà la sua prima a Los Angeles e a New York City il 15 novembre, mentre avrà una distribuzione limitata il 22 novembre.

Mentre nella fine dello stesso mese, “Here” avrà una distribuzione più ampia per gli spettatori dello stesso paese. Proprio questa storia sulle radici di una comunità permetterà agli spettatori di di godere di questa reunion tra il regista e le star principali. Robert Zemeckis è noto per aver prodotto e diretto storie che possono essere apprezzate da tutta la famiglia.

Proprio lavorando sulla trilogia di “Ritorno al futuro” ha creato una serie di film che sono stati apprezzati da un pubblico ampio. E a giudicare dalla premessa di “Here”, c’è la possibilità che si possa proseguire sulla medesima strada.

Robert Zemeckis

Di cosa parlerà “Here”?

Il film seguirà diverse famiglie e il luogo speciale che abitano, mentre la narrazione si estende nel corso delle vite di più generazioni. L’esperienza umana e ciò che la rende preziosa sarà al centro del prossimo film, che si batterà al botteghino con titoli come Moana 2 e Wicked.

Here segnerà anche una riunione speciale per tutti coloro che sono coinvolti. “Forrest Gump” ha guadagnato 678 milioni di dollari al box office globale. E questo è molto impressionante tenendo conto di come il film con Hanks e Wright sia uscito quasi trent’anni fa, vincendo importanti premi, tra cui sei Premi Oscar.

La bella storia di un giovane che racconta gli eventi che hanno plasmato la sua vita è rimasta un classico moderno nei cuori del pubblico. È giunto il momento per le brillanti menti dietro quella storia di deliziare ancora una volta l’intero mondo degli spettatori cinematografici con “Here”.

Here
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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