Harry Potter, hai combattuto con valore. Stanotte unisciti a me e affronta il tuo destino”. L’attesa è finita, è giunto l’atto finale. Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 segna la fine delle avventure del maghetto più famoso del cinema e della sua eterna battaglia con Lord Voldemort. Un conflitto durato sette anni, cosparso di dolori, perdite e sofferenza da parte di entrambi, destinato a concludersi nell’unico modo possibile: lo scontro.

David Yates dirige per l’ultima volta Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson nel film più corto dell’intera saga (solo 130 minuti). Gli eventi si svolgono nell’arco di un solo giorno (nel libro, il 2 maggio 1998), che segna una cesura irreparabile nella storia del mondo.

Il canto del cigno di J. K. Rowling porta sul grande schermo tutti i personaggi e le creature del Wizarding World visti nel corso dei precedenti sette film. Tutti risponderanno all’appello di Harry, Ron ed Hermione per combattere il male e scrivere il destino.

Harry Potter
Da sinistra, Harry Potter (Daniel Radcliffe), Hermione Granger (Emma Watson) e Ron Weasley (Rupert Grint)

Avanti Tom, finiamola come abbiamo cominciato. Insieme”.

Harry Potter

Nessuno dei due può vivere se l’altro sopravvive. A conoscenza già da anni della profezia che pende sul suo capo, Harry, insieme ai suoi amici, è nel bel mezzo della lotta contro gli Horcrux. Dopo la distruzione del medaglione e il ritrovamento della spada di Grifondoro visto in Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1, ora è il turno di tornare dove tutto è cominciato. Hogwarts.

Porre fine al dominio di Severus Piton (Alan Rickman) sulla scuola e animare la rivolta degli studenti e degli insegnanti rimasti fedeli alla causa. Harry, Ron ed Hermione tornano al castello in tempo per la battaglia più grande che la storia della magia ricordi da molti anni. Troveranno aiuto in professori, capitanati dalla McGranitt (Maggie Smith) e da Lumacorno (Jim Broadbent), vecchi amici come Neville Paciock (Matthew Lewis), fantasmi e membri del Ministero della Magia.

Maggie Smith ha temuto a lungo di non poter prendere parte alle riprese, a causa della sua lotta contro un tumore al seno. Per fortuna, la terapia le ha consentito di recitare anche nell’atteso epilogo, indossando una parrucca per coprire la momentanea perdita dei capelli.

La realizzazione della battaglia ha richiesto un budget non indifferente: il costo delle due parti de I Doni della Morte si aggira infatti intorno ai 150 milioni di sterline. Il regista Yates ha anche raccontato che, durante le riprese, un incendio causato dai dispositivi per le esplosioni ha distrutto parte del set. Nessuno è rimasto ferito, ma i danni sono stati ingenti e costosi.

Nessun problema per le casse della Warner Bros., dato che Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 è l’unico capitolo della saga a rompere il muro del miliardo di dollari al box office. Ben 1.341.511.219, secondo i dati ufficiali.

Harry Potter
Il cast del film in una scena, capitanato da Minerva McGranitt (Maggie Smith)

Possiamo finire questa storia”.

Ron Weasley

Oltre al conflitto, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 segna anche il completamento del percorso di ciascun personaggio. Emblematico quello di Severus Piton che, sempre arrogante e scontroso con Harry, ora mostra il suo lato umano e gentile.

Il suo amore represso e mai corrisposto per Lily, la madre di Harry, ha segnato la sua vita a tal punto da proteggere il figlio di lei a qualunque costo. Ancora una volta si mette in risalto la capacità attoriale di Alan Rickman, scomparso nel 2016, capace qui di mettere in scena un uomo cupo e intenso. L’attore era stato anche l’unico membro del cast a conoscere il destino del suo personaggio prima della pubblicazione dei libri. L’importanza di Piton nella storia aveva fatto sì che la stessa Rowling avesse colloqui privati con Rickman, per non rischiare incongruenze nella trama.

Alan Rickman nei panni del professor Severus Piton

Degna di menzione è anche la realizzazione della love story tra Ron e Hermione. Atteso dai fan per anni, il bacio tra i due avviene finalmente su schermo, emozionante e coinvolgente. E lo è stato anche per gli attori. Emma Watson e Rupert Grint hanno dichiarato in diverse interviste separate che girare la scena è stata un’esperienza “estremamente imbarazzante“. Sia Emma che Rupert hanno detto di aver sempre visto il loro rapporto “come fratello e sorella”.

Tuttavia, si sono rese necessarie solo sei riprese per completare il ciak, mentre il bacio tra Harry e Ginny (Bonnie Wright) ne ha richieste una decina. Quello fra Ron e Lavanda (Jessie Cave) in Harry Potter e il Principe Mezzosangue una quindicina, mentre l’unione tra Harry e Cho (Katie Leung) in Harry Potter e l’Ordine della Fenice ne pretese più di trenta.

Baciarsi a Hogwarts non è roba per novellini.

Da sinistra, Daniel Radcliffe e Ralph Fiennes in scena

Hogwarts è in pericolo. Presidiate i confini, proteggeteci”.

Minerva McGranitt

Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 è anche il capitolo della saga che mette in maggiore risalto effetti speciali e trucco dei personaggi. Non a caso il film di David Yates ha ricevuto per entrambe le categorie una nomination agli Oscar (la prima per il trucco), assieme anche a quella per la scenografia. La mancata vittoria di una statuetta ha consegnato però alla saga fantasy un triste primato. È l’unica serie cinematografica pluricandidata agli Oscar a non aver mai vinto nulla.

Eccezionali però i costumi di Jany Temime e il trucco firmato da Nick Dudman, Amanda Knight e Lisa Tomblin. I colori dell’abbigliamento consegnano ancora una volta al personaggio una propria identità, mentre il trucco e le acconciature creano un perfetto clima da battaglia. Sugli scudi quello di Ralph Fiennes per Lord Voldemort ed Helena Bonham Carter per Bellatrix Lestrange.

Interessante il rapporto tra i due. Prestando attenzione ai dettagli, si può notare come in ogni scena in cui Voldemort e Bellatrix appaiono insieme, la donna si muova sempre in modo da stare alla destra del signore oscuro, tradizionalmente la posizione del più fedele e fidato seguace.

Harry Potter
Helena Bonham Carter nei panni di Bellatrix Lestrange in scena

La cicatrice non gli faceva male da 19 anni. Andava tutto bene”.

Joanne Kathleen Rowling

La frase che segna la chiusura del romanzo scritto da J. K. Rowling è ormai storia della letteratura per ragazzi. Anche la scena del film ha un aneddoto alle spalle. Ambientata diciannove anni dopo la sconfitta di Voldemort, con i protagonisti ormai 37enni, fu girata due volte. La prima il 12 giugno 2010, data ufficiale della fine delle riprese, mentre la seconda a dicembre. Pare infatti che il make up esagerato sui volti di Radcliffe, Grint e Watson non fosse piaciuto al regista e al produttore David Heyman, tanto da richiederne una nuova versione. Dire addio è difficile per tutti.

Harry Potter
La scena finale della saga, con i protagonisti ormai adulti

Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 è il saluto del cinema al mondo più amato dai bambini, il commiato della settima arte al romanzo che ha cambiato la storia della letteratura. Tutti amano Harry Potter, in fondo, e continueranno a farlo.

Perché Harry Potter non racconta la magia, Harry Potter è la magia.

Voto Autore: 5 out of 5 stars

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.