Recensioni FilmGunner: un action rapido ed indolore

Gunner: un action rapido ed indolore

Gunner è un film del 2024, diretto da Dimitri Logothetis, con protagonista Luke Hemsworth. Il film è stato da poco aggiunto su Amazon Prime e ha al centro la vicenda di un ex colonnello dei marine, chiamato Lee Gunner. A guerra finita, il colonnello si trova a gestire il bar di famiglia, tornando da una moglie sola da troppo tempo. Ben presto gli echi del conflitto lo riporteranno in azione, in questo action rapido ed indolore.

Gunner-trama

Il colonnello Lee Gunner ha recentemente lasciato il territorio bellico, in Afghanistan, rientrando in un’America apparentemente in pace. Durante un campeggio con i due figli, lui e lo zio incroceranno per caso un covo di narcotrafficanti. I criminali sono tutti motociclisti armati, con un laboratorio nel bosco, da cui hanno prosciugato l’acqua al fine di usarla per i loro scopi illeciti. Il loro leader è un trafficante di droga senza scrupoli contro cui l’ex marine si sfiderà per proteggere la sua famiglia.

Gunner- la recensione

In perfetto stile anni ottanta, Gunner è un action movie che non lascia spazio al sentimentalismo. Già le prime scene sono sufficienti per introdurre il carico dell’azione da cui sarà caratterizzato l’intero film. L’apertura mostra senza sconti i nemici del protagonisa, ovvero questa banda di motociclisti spacciatori che buttano in una fossa un cadavere. Non abbiamo alcun dubbio, i cattivi sono loro. La scena poi si sposta in una classica tavola calda americana, arricchita da birra, musica pop e risse. Una di queste sarà gestita alla perfezione dal barista, Gunner, che stenderà un paio di motociclisti. L’evento non  ha conseguenze fino a quando il colonnello, in campeggio coi figli, incontrerà i motociclisti in una veste diversa da semplici clienti attaccabrighe.

Ecco che comincia la vera azione. Le raffiche dei fucili degli spacciatori fanno lunghe scie che danno un’impronta pirotecnica. Lee mostra sin da subito le sue capacità, evitando di essere colpito e colpendo senza mai sbagliare. Unitamente alla sua vena dedita al combattimento, c’è anche quella paternalista. È stato per anni lontano dalla sua famiglia e ora, grazie a quel campeggio finito male, vuole conoscere davvero i suoi figli. Ne ha perso uno, David, che aveva seguito le sue orme, dopo l’11 settembre, morendo al suo rientro a casa, di overdose. Il film non esplora il trauma attraverso il dialogo, ma lo fa in maniera ancora più incisiva con gli occhi lacrimosi di Lee.

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Gunner

Paternità a mano armata

Il colonnello non è l’unico padre della storia. L’antagonista principale è figlio di un importante boss del crimine, ora in galera. L’anziano malavitoso è interpretato da Morgan Freeman(Invictus) ed è anche padre, ma in modo molto diverso rispetto al colonnello. Entrambi hanno dato valori diametralmente opposti ai loro figli. L’ex berretto verde ha insegnato ai loro figli il sacrificio, il cavarsela da soli in situazioni estreme, senza arrendersi mai. L’altro, invece, ha dato come insegnamento quello del denaro facile, sporcandosi le mani di sangue innocente. Ed è del sangue di Luke, il figlio più piccolo, che il malevolo trafficante si vuole sporcare. In uno scontro prima tra valori e poi tra armi, Gunner comincerà un escalation di furore e pallottole per riprendersi ciò che gli è stato rubato.

La coreografia delle scene più prettamente d’azione permettono allo spettatore di convincersi di star assistendo a qualcosa senza pretese di realismo. Il film è infatti molto simile ad un classico videogioco, in cui il protagonista abbatte i nemici uno dopo l’altro, in un contesto ludico. Questo si traduce in un divario un po’ troppo marcato tra l’eroe della vicenda e i cattivi da affrontare, senza penalizzare la gradevolezza della pellicola.

L’equilibrio, invece, c’è tra il dialogo più introspettivo e la superficialità dell’azione. In maniera molto spontanea e naturale, davanti ad un fuoco da campo, Gunner si apre, anche se lievemente, ai suoi figli. In questa natura incontaminata, un padre capisce che i suoi figli sono cresciuti in fretta, comprendendo che lui non è l’eroe delle favole che credevano. Hanno la maturità di accettare questa cruda verità e la scena finale, dinnanzi al tomba del figlio ex soldato ne è la conferma.

Gunner

Conclusioni

Gunner è un film che nell’azione e nella componente dialogica trova la ricetta perfetta per rendere la trama coesa. Anche se la retorica del soldato che torna a combattere in tempi di pace è un qualcosa di visto e rivisto, resta una pellicola coinvolgente.

Cast

Luke Hemsworth offre un’interpretazione energica e fisica nel ruolo di Lee, un veterano tormentato disposto a tutto per salvare i propri figli. L’attore comunica bene la determinazione e la rabbia del personaggio, soprattutto nelle numerose scene d’azione. Morgan Freeman, nei panni di Kendrick Ryker, propone invece una presenza più controllata e autorevole, sfruttando la sua esperienza per rendere il personaggio minaccioso e carismatico. Mykel Shannon Jenkins contribuisce con un’interpretazione intensa, mentre il resto del cast sostiene efficacemente la narrazione. Nel complesso, le interpretazioni privilegiano ritmo, tensione e fisicità.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

La storia di Gunner è piuttosto prevedibile, ma il ritmo mantiene alta l'attenzione. Ciò che ne deriva è un film semplice e adrenalinico, perfetto per chi cerca azione senza troppe complicazioni.
Giulio Vassallo
Giulio Vassallo
Da sempre con un' innata passione per il cinema, da Kubrick a Tarantino, ma ancora più indietro, guardando ai classici immortali e con un'occhio un po' più fanciullesco per i cinecomic.

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