Diretto da Randal Kleiser, Grease è uno dei musical più celebri, influenti e importanti della storia del cinema. Uscito nelle sale cinematografiche statunitensi nel giugno del 1978 (in Italia è arrivato nel settembre dello stesso anno), Grease è tratto dall’omonimo musical di Broadway di Jim Jacobs e Warren Casey, un successo immediato che ancora, a distanza di quasi cinquant’anni dalla sua uscita, fa scuola ai musical moderni.
Grease (1978), la trama
Danny Zuko (John Travolta) e Sandy Olsson (Olivia Newton-John) sono due giovani ragazzi che si innamorano durante le vacanze estive. La loro è una relazione che nasce in modo spontaneo, lontano dai giudizi degli altri e da qualsiasi pressione, destinata però a durare poco. Alla fine dell’estate, infatti, Sandy deve tornare in Australia, mentre Danny riprende la sua vita di sempre in America. Con l’inizio del nuovo anno scolastico però, la storia prende una nuova svolta; Sandy non torna in Australia e si iscrive alla Rydell High School, stessa scuola frequentata da Danny.

Danny e Sandy, inaspettatamente, si ritrovano, ma il loro incontro non è come Sandy lo aveva immaginato. Danny, che è leader dei T-Birds, un gruppo formato dai ragazzi più popolari della scuola, risulta freddo e distaccato per non rovinare la propria immagine, ferendo profondamente la ragazza. Il film inizia quindi a seguire le difficoltà del rapporto tra i due, costantemente combattuti tra verità e apparenza, insieme alle vicende degli altri ragazzi della scuola, tra cui le Pink Ladies, un gruppo formato da Rizzo (Stockard Channing), Frenchy (Didi Conn) e Jan (Jamie Donnelly).
Grease, la recensione
Sono passati quasi cinquant’anni dall’uscita di Grease e, nonostante il tempo trascorso, il film continua a conservare un fascino particolare, e rimane uno dei punti di riferimento più importanti per il genere musical. La forza di Grease, infatti, non risiede solo nell’iconicità delle canzoni o nella sua estetica anni Cinquanta ben riconoscibile e ancora oggi affascinante, ma risiede soprattutto nella capacità di raccontare con leggerezza temi cari agli adolescenti. La forza dirompente e travolgente del primo amore, il bisogno di sentirsi accettati, la difficoltà nel sapersi mostrare realmente, sono questi alcuni dei temi che si celano dietro un’atmosfera vivace e colorata.
Nonostante il film, guardato con occhi più attuali e contemporanei, possa risultare datato nel modo in cui vengono rappresentate certe tematiche, una su tutte la costruzione dei rapporti tra ragazzi e ragazze, Grease resta un’opera immortale. Il lungometraggio di Kleiser riesce a trasformare in modo semplice e diretto, una trama non elaborata in uno spettacolo musicale coinvolgente e travolgente, in grado di lasciare un segno duraturo nella cultura pop, sia dell’epoca che contemporanea.
Grease, those summer nights
Uno degli elementi che ha più contribuito al successo di Grease è senza alcun dubbio la sua colonna sonora, capace di creare un’atmosfera nostalgica e al contempo viva. Diventata nel tempo una delle più apprezzate e più riconoscibili all’interno della storia del cinema musical, le canzoni non fungono da semplici momenti di intrattenimento, ma si intrecciano all’interno della trama, accompagnandone lo sviluppo e definendo i personaggi, le loro emozioni, i loro desideri e le loro insicurezze.

Le sonorità, infatti, richiamano gli anni Cinquanta (il film è ambientato nel 1958) tra ballate nostalgiche, come Hopelessy Devoted to You, e rock’n’roll, come Greased Lightnin’, ma vengono rielaborate con uno stile più spettacolare ed accessibile, non solo per il pubblico dell’epoca, ma anche per quello del futuro.
È anche grazie alla forza delle sue canzoni se Grease continua a essere ricordato, cantato e rappresentato ancora oggi: la colonna sonora non è soltanto un accompagnamento, ma una parte fondamentale dell’identità del film. Alcuni brani, come Summer Nights e You’re the One That I Want sono rimasti impressi nell’immaginario collettivo appunto perché uniscono ritmo e immediatezza.
Conclusioni

In conclusione, Grease è un film che continua a vivere perché riesce a parlare a generazioni diverse senza perdere la propria forza originaria. Nonostante rimanga legato all’estetica e all’immaginario degli anni in cui è ambientato, il lungometraggio di Kleiser conserva un’identità forte, ben radicata e ben riconoscibile, con musiche, melodie, personaggi e coreografie che sono in grado di rimanere impressi nella memoria collettiva dei suoi spettatori.
Dove risiede quindi il valore di Grease? Non solo nell’essere un cult nostalgico, ma nell’aver trasformato una semplice storia d’amore adolescenziale in uno spettacolo capace di unire leggerezza e malinconia a divertimento e riflessione. Un’opera immortale destinata a rimanere uno dei cult più importanti della storia dei musical.
