Nell’immenso catalogo Netflix si sa che si nascondono prodotti artistici di tutto rispetto. Può essere il caso di Godless (2017). Una miniserie Netflix ideata da Steven Soderbergh e Scott Frank. Soderbergh (Presence, Black Bag) in passato ha già collaborato in campo seriale. Al cinema ormai è una garanzia, ma si può dire lo stesso anche in tv. Ricordiamo che nel 2014 uscì The Knick, la serie drama di due stagioni interamente diretta e curata dal regista.
Godless è curata per lo più da Scott Frank, sceneggiatore di lunga data che qui tira fuori il suo progetto più personale. Candidato all’Emmy per la regia di questa miniserie, in passato ha sempre curato la sceneggiatura di film altrui. Ricordiamo Logan e Minority Report. Perciò abbiamo gli ingredienti giusti. Una buona produzione alle spalle e un regista/sceneggiatore con una mano salda. Saranno riusciti a tirar fuori un ottimo pasto per lo spettatore?
Godless si può definire una cucina a cottura lenta, ma soddisfacente. Una miniserie con un cast di tutto rispetto e con volti che si sono fatti rispettare altrove. O che si faranno in futuro rispettare altrove. La particolarità di Godless è di essere una miniserie ad ambientazione western per lo più al femminile. Abbiamo già avuto esperimenti con questo genere da parte di Netflix quando tirò fuori dal cilindro The Harder They Fall (2021). Un western total black e dai toni molto moderni. Qui l’approccio è diverso, ma sempre decostruzionista. Scopriamo la pietanza servira da Frank e Soderbergh.

Godless – Trama
1884. La città di La Belle è una città davvero unica, specialmente in quel contesto storico. Un’isola delle amazzoni racchiusa nel Far West, si può anche dire. Dopo un incidente minerario avvenuto due anni prima, La Belle ha perso quasi tutti gli uomini della cittadina in un colpo solo. Una tragedia che devasta completamente sia gli affari che le vite di tutte le mogli e famiglie della zona. Ora la città è completamente dominata dalle donne che si autogestiscono come meglio possono.
Nel frattempo, il Marshal John Cook (Sam Waterson) assiste a una delle scene più macabre possibili. Vicino a un treno deragliato, in una città lì vicino, trova solo cadaveri linciati e un bambino impiccato. Questa è opera del fuorilegge Frank Griffin (Jeff Daniels) che è sempre seguito dai suoi fidati 30 uomini. Ma perché massacrare tutti? A quanto pare stava compiendo un fruttuoso colpo per l’epoca, ben 50 mila dollari. Ma non tutto va secondo i piani. Uno dei suoi uomini fidati, e anche figlio acquisito, Roy Goode (Jack O’Connell), gli ruba il bottino. Ma non si limita a questo.
Una volta rubati i soldi, ammazza sette uomini del gruppo da solo e spara al braccio di Frank, il quale gli verrà amputato. L’uomo è tranquillo perché, a detta sua, sa perfettamente come morirà, ma è deciso nel vendicarsi del suo figlioccio traditore. Roy, ferito in sella al suo cavallo, finisce davanti a una fattoria nei pressi di La Belle. Alice Fletcher (Michelle Dockery) vedendo un uomo sconosciuto al buio nei pressi di casa sua gli spara al collo. Sentendosi in colpa, la donna si prende cura di Roy Goode, ma questo può portare solo una cattiva sorte alla cittadina di La Belle.

Godless – Cast
Il protagonista della miniserie è Roy Goode, interpretato da Jack O’Connell. Un bravissimo attore che avremmo di certo apprezzato l’anno scorso nell’iconico Sinners. Anche se in passato ha già dato prova di sé in Unbroken e nella serie british Skins. Roy è un bel ragazzo, abile con la pistola e i cavalli. Un ragazzo analfabeta che ha deciso di ribellarsi al suo Padre “adottivo” Frank… per un motivo misterioso all’inizio. Accanto a lui ruota l’affascinante Alice Fletcher, interpretata da Michelle Dockery che si è fatta conoscere per Downton Abbey e per The Gentlemen.
La cittadina di La Belle è variopinta e sarebbe impossibile elencare in poche parole tutte le numerose attrici che la compongono. Ma tra tutte spicca Mary Agnes, interpretata da Merritt Wever (Scissione). Mary Agnes è la donna che è cambiata più di tutte a La Belle. Ora si veste da uomo ed è la persona più veloce con una pistola in mano. Litiga spesso con suo fratello, lo sceriffo tacciato di codardia per via della sua cecità nascosta, Bill McNue. Lo sceriffo è interpretato da Scoot McNairy (Fargo 3, True Detective 3), ed è sempre aiutato dal suo vice, il veloce e maleodorante Whitey Winn. Whitey è Thomas Brodie-Sangster (Trono di Spade).
Ma su tutti non può che spiccare il villain, il temuto fuorilegge Frank Griffin. Per Jeff Daniels (La Rosa purpurea del Cairo) non è la prima volta in tv. Ricordiamo tutti il drama HBO The Newsroom di Aaron Sorkin. Ma qui porta in scena un ruolo “mitico”. Questo fuorilegge seguito da un esercito che segue una morale tutta sua. Un uomo che la verità in tasca, addirittura sa quando morirà a detta sua. Da piccolo è stato cresciuto da chi ha linciato la sua famiglia, perciò ha voluto ripetere lo stesso con il giovane Roy. E di questo pagherà il prezzo la cittadina tutta al femminile.

Godless – Recensione
Quando parlavamo di una miniserie a cottura lenta, non era un eufemismo. Godless è indiscutibilmente lenta, e questo può essere un pro o un contro a seconda dei gusti dello spettatore. Questo non inficia di certo la qualità “oggettiva” del prodotto. Non si tratta della classica serie moderna in cui davvero ci sono solo riempitivi e all’improvviso si cambia tono per far sussultare lo spettatore. Questa miniserie ha molto la struttura di un buon romanzo. Costruzione lenta, ma che darà soddisfazione nel climax raggiunto nella seconda parte.
La regia di Scott Frank è ben consapevole e dalla mano salda. Riesce a creare immagini suggestive ed è molto classica in quel senso. Riesce a sfruttare molto gli attori e tutti hanno modo di brillare con personaggi accattivanti e ben scritti. Le miniserie sono un buon modo per certi autori di raccontare una bella storia a loro modo senza degenerare con stagioni successive. Abbiamo parlato di recente di un’altra miniserie Netflix, American Primeval. Serie non scelta a caso, dato che lì si parla del massacro di Mountain Meadows, di cui Frank Griffin fa menzione quando parla del suo passato tragico.
I sette episodi costruiscono lentamente un incredibile climax che sfocia in una battaglia sanguinaria per proteggere l’oasi “felice” di La Belle. Una scrittura degna di un romanzo caratterizza ogni episodio, ognuno con un tema centrale forte. Ogni personaggio ha il proprio arco, sia di redenzione che di caduta. Ma oltre alla violenza, il piatto forte sono davvero le interpretazioni e le interazioni tra personaggi. Scott Frank lavora molto di “Show Don’t Tell” senza quei didascalismi inutili che segnano la serialità moderna.

Conclusioni
Godless è una miniserie Western lenta ma decisa. Un incredibile affresco di personaggi interessanti che hanno molto da dire. Una narrazione lenta, certo, ma che darà le proprie soddisfazioni ben costruite. Nessun dettaglio è lasciato al caso e ogni dialogo porterà a qualcosa nel futuro. Bisogna solo pazientare e lasciarsi trascinare da una narrazione romanzata così bene. Il rapporto malsano tra Frank Griffin e Roy Goode segnerà per sempre col sangue le vite delle povere donne di La Belle.
Le incredibili musiche di Carlos Rafael Rivera accompagnano le sequenze ammalianti e ben orchestrate di Scott Frank, che qui si dimostra oltre che ottimo sceneggiatore anche un buon regista. Le interpretazioni sono di livello e non è un caso la candidatura e la vittoria di diversi Emmy per questa miniserie. Specialmente a Jeff Daniels e Merritt Wever. Netflix confeziona una miniserie accattivante e dai ritmi lenti che di certo appagheranno i più pazienti.
Scott Frank e Soderbergh ci portano un ottimo racconto che parla dell’America senza Dio. Un Far West che non risparmia nessuno e di certo non sarà clemente con una città tutta al femminile. Affascinante poi come una terra “senza Dio” troverà una giustizia karmica per ognuno dei personaggi. Chiamatelo Dio, Destino o come volete. Noi la chiamiamo ottima narrazione raccontata da artisti di tutto rispetto. Trovate tutti e 7 gli episodi di Godless su Netflix.

