lunedì, 19 Aprile, 2021
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George Miller dice la sua sui film di supereroi: “Il cinema è cinema”

I film di George Miller sono una serie di contraddizioni cinematografiche. Ha iniziato a fare cinema d’azione (Mad Max) che poi ha trasformato in franchise di successo commerciale e critico (Mad Max: Fury Road). Ha realizzato film per bambini, ma nessuno lo definirebbe un regista per le famiglie. L’unica cosa che possiamo dire con certezza su Miller è che continua a per la sua strada indipendemente dai costi.

E’ normale che quindi uno come lui entri nel dibattito riguardo i meriti artistici dei film sui supereroi.
In una recente intervista gli è stato chiesto cosa pensasse del dibattito sui supereroi – acceso e poi citato da Martin Scorsese – e Miller ha offerto la sua prospettiva sulla vicenda.

George Miller

“Li ho visti tutti”, ha detto Miller. “Ad essere onesti, il cinema è cinema ed è ha gusti molto ampi e vari. In definitiva, il piacere di un film è quello che conta per il pubblico”.

Miller ha anche sottolineato che è arrogante supporre che qualsiasi film che vada bene al botteghino lo faccia solo perché il film è stato abilmente commercializzato. Per Miller, ogni film, grande o piccolo, di successo o d’autore, offre al regista l’opportunità di comprendere meglio il loro pubblico potenziale. “È un così ampio spettro, una vasta gamma di opzione e dire che qualcuno è più significativo o più importante dell’altro, non ha senso”.

È questa la parola definitiva sul dibattito sui supereroi? Probabilmente no!
In merito, oltre al citato Martin Scorsese, si è pronunciato anche Francis Ford Coppola che ha confermato il pensiero di Scorsese. Anzi, commentando anche più duramente: “I film sui supereroi fanno schifo” ha dichiarato Coppola.

“Tutto quello che so è che – afferma George Miller – che i film sui supereroi hanno un valore artistico, se sei bravo a fare film. Il resto è solo semantica senza senso.

Alessandro Marangiohttps://www.moviemag.it
Autore e narratore, cresciuto tra gli abbracci di un Leone nei pressi dell'Overlook Hotel, gestito da Don Vito Corleone, con cui si divertiva a giocare ad 8 1/2. Negli anni '90 viene arrestato, nei pressi di Casablanca, dal tenente Ripley, per aver sparato 400 colpi con una 44 Magnum, e portato davanti al colonnello Kurtz, che lo manda alla Tyrell Corporation per essere terminato(r). Salvato dal soldato Ryan, riprende la strada di Casa dove incontra ladri di biciclette, sette samurai e iene che fanno la dolce vita. Finalmente, sul viale del tramonto, dopo i soliti sospetti degli spietati drughi, corre fino all'ultimo respiro, per indossare le sue adorate scarpette rosse. Scrive da sempre nel suo studio, nei pressi di Cinecittà, mentre beve white russian, mangia filo spinato e piscia Napalm.

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