George Clooney arriva a Venezia 83 per ricevere il Leone d’Oro alla carriera e, ancora una volta, non si tira indietro quando si tratta di parlare dei temi più controversi di Hollywood e della società americana. Alla vigilia della cerimonia che gli consegnerà uno dei riconoscimenti più prestigiosi della Mostra del Cinema di Venezia, alla conferenza stampa, l’attore ha parlato di vari argomenti legati al futuro dell’industria cinematografica, l’intelligenza artificiale e alla libertà di espressione.
Tra gli argomenti più discussi, la vicenda che coinvolge Mark Ruffalo e la fusione tra Paramount e Warner Bros. L’attore ha inoltre parlato del proprio futuro professionale, spiegando perché intende ridurre il suo impegno come regista per concentrarsi maggiormente sulla recitazione e sulla famiglia. E, per la gioia dei fan, ha confermato il suo entusiasmo per il possibile ritorno dell’universo di Ocean’s.
George Clooney difende Mark Ruffalo: “Sostengo il suo diritto di esprimersi liberamente”
Una delle dichiarazioni più forti della conferenza stampa di George Clooney riguarda Mark Ruffalo. Il collega nei giorni scorsi è finito al centro di una controversia dopo aver criticato la prospettata fusione tra Paramount e Warner Bros., prendendo una posizioni molto dura anche sulla situazione politica internazionale.
Paramount aveva accusato l’attore di utilizzare stereotipi antisemiti, provocando una reazione da parte di numerosi esponenti dell’industria cinematografica. Interrogato sulla vicenda, Clooney ha scelto di difendere il collega concentrandosi soprattutto sul principio della libertà di espressione. “Sostengo il diritto di Mark Ruffalo di esprimersi liberamente” e ha aggiunto: “È ridicolo. Non abbiamo intenzione di vietare la libertà di parola.”
Per Clooney, il diritto di esprimere opinioni anche controverse rappresenta un elemento fondamentale della democrazia: “Credo nella libertà di espressione anche quando non sono affatto d’accordo. È importante. Anzi, è parte integrante del funzionamento della democrazia.” Una posizione che si inserisce perfettamente nel lungo impegno pubblico dell’attore a favore della libertà di stampa e del diritto al dissenso.

Clooney preoccupato sulla fusione Paramount-Warner Bros.
Clooney ha poi commentato direttamente la possibile fusione tra Paramount e Warner Bros., definendola una situazione complessa e lasciando intendere di non sapere quale sarà il risultato finale dell’operazione. Il suo giudizio, tuttavia, è piuttosto netto.
“Non capisco come la fusione possa risultare finanziariamente vantaggiosa per chi la sta portando avanti. Vedremo.” L’attore ha spiegato qual è la sua principale preoccupazione quando due grandi aziende decidono di unirsi: “Mi preoccupa quando una grande azienda ne ingloba un’altra. Significa che molte persone perderanno il lavoro.”
La questione assume un’importanza particolare per Hollywood, dove il consolidamento dei grandi gruppi industriali può avere conseguenze sulla produzione, sulla distribuzione, sull’occupazione e sulla varietà dell’offerta cinematografica e televisiva. La fusione ha già incontrato ostacoli sul piano giudiziario: nel luglio 2026 un giudice federale aveva temporaneamente bloccato l’operazione nell’ambito di un procedimento antitrust.
George Clooney e l’intelligenza artificiale a Hollywood
Un altro dei temi affrontati durante la conferenza stampa è stato il futuro dell’intelligenza artificiale a Hollywood. Clooney non ha nascosto le proprie preoccupazioni. Secondo l’attore, l’IA è destinata a diventare sempre più importante nell’industria cinematografica, ma il suo impatto potrebbe essere tutt’altro che positivo. “Diventerà una parte molto importante di questo settore.” Subito dopo, però, ha aggiunto di essere convinto che: “Ci danneggerà in molti modi.”
Uno dei problemi riguarda direttamente gli interpreti. La possibilità che l’intelligenza artificiale possa utilizzare o replicare l’immagine e la voce degli attori, senza che questi possano avere un controllo effettivo sul loro utilizzo, è il vero problema. Clooney ha affrontato l’argomento anche con il suo consueto senso dell’umorismo: “Vorrei evitare di finire in una pubblicità di assorbenti 20 anni dopo la mia morte.”
Una battuta che nasconde una preoccupazione molto concreta: chi avrà il controllo dell’immagine digitale di un attore quando quella persona non sarà più in vita?
