Non c’è alcun dubbio che Gary Oldman sia uno degli attori migliori di sempre. Oggi abbiamo deciso di parlare delle sue cinque interpretazioni cinematografiche più straordinarie e iconiche, anche se non è stato di certo facile fare una scelta.
Ecco i personaggi che abbiamo più amato.
L’ora più buia
Sappiamo bene che Gary Oldman è celebre per la sua straordinaria capacità di trasformarsi fisicamente e psicologicamente in ogni personaggio, ma quella de L’ora più buia è magistrale. Riesce a scomparire nel personaggio, catturando i tic, la voce e la faticosa leadership del primo ministro britannico. Questa performance gli è valsa il Premio Oscar come miglior attore protagonista.

Dracula
Diretto da Francis Ford Coppola, qui offre una performance magnetica, sensuale e terrificante. Riesce a interpretare con la stessa intensità il guerriero medievale, il mostruoso vampiro anziano e il raffinato principe straniero a Londra.

Léon
In questo film interpreta Norman Stansfield, uno dei cattivi più memorabili e psicotici della storia del cinema. Il suo agente della DEA corrotto, tossicodipendente e amante della musica classica è un saggio di pura improvvisazione, imprevedibilità e minaccia sullo schermo.

Il cavaliere oscuro
In netta controtendenza rispetto ai suoi ruoli eccentrici, l’attore britannico interpreta la bussola morale di Gotham City, alias il commissario James Gordon. La sua recitazione sotto le righe, sobria e profondamente umana definisce il perfetto contraltare al caos circostante.

La talpa, film con cui Gary Oldaman ha ricevuto la sua prima candidatura ai Premi Oscar
Nei panni di George Smiley, la spia d’élite creata da John le Carré, abbiamo una prova recitativa di sottrazione straordinaria. Non ci sono urla o gesti accesi: la sua performance si gioca tutta su sguardi millimetrici, silenzi pesanti e una postura rigida, descrivendo perfettamente la solitudine e la genialità del personaggio.

Ci sono altri personaggi che avete amato nella lunga carriera del bravissimo Gary Oldman? Fatecelo sapere nei commenti.
