Rivelato il primo trailer americano del possibile miglior film palestinese dell’anno, From Ground Zero. Il film, è una raccolta di 22 storie di cineasti palestinesi che sono a contatto con la guerra giorno per giorno. Attraverso immagini inedite, gli artisti catturano la vita di Gaza a seguito degli attacchi di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023. Il film debutterà a Toronto con la regia di Rashid Masharawi.
Più che un semplice film potremmo dire. Un racconto del presente in presa diretta, attraverso una miscela di scene d’azione, d’animazione, di documentario e di finzione. Un film che vive la storia mentre si compie sotto i propri occhi. Senza aspettare la fine degli eventi, in medias res, con un copione in divenire.
Questo in poche parole il progetto di From Ground Zero, con una distribuzione Watermelon Pictures, già impegnata nella programmazione nelle sale in Nord America previste per il 3 gennaio 2025. il film è in concorso ufficiale alla 42esima edizione del Torino Film Festival.
Un racconto in medias res sul conflitto israelo-palestinese
Ha dichiarato il regista Rashid Masharawi: “la mia intenzione era amplificare la voce di 22 registi di Gaza, portando a compimento la realizzazione di questo difficile progetto”.
“From Ground Zero è una straordinaria dimostrazione di resistenza e di coraggio del popolo palestinese”, ha detto Munir Atalla, produttore della Watermelon Pictures. Compiere un documento del genere, in un contesto stravolto, amplifica ulteriormente il valore dell’opera, elevandola ad un significato ulteriore. Tra mille difficoltà e impedimenti logistici, portare a termine questo film è stato un vero “miracolo”, ha usato non a caso questo termine Munir Atalla.
22 corti per Gaza, un’impresa difficile nata dall’esigenza di raccontare l’orrore della guerra e dei civili uccisi. Il progetto vuole tracciare una memoria di quanto accaduto a Gaza, sperando che il tempo e il vento non cancelli con un colpo di spugna il ricordo di quanto avvenuto. Non lasciando altro che polvere e macerie sul campo, con oltre 40 000 mila vittime civili tra donne e bambini. Un documento storico di indubbio valore artistico.
