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Frances Ha: la recensione del film di Noah Baumbach

Una ballerina in movimento tra le strade di Brooklyn è la protagonista del film del 2012 di Noah Bamubach, Frances Ha. Riportando alla mente dello spettatore situazioni appartenenti alla Nouvelle Vague e l’ironia di Woody Allen, il regista americano scrive insieme a Greta Gerwig, anche attrice protagonista, una brillante commedia amara che, attraverso un montaggio raffinato, sembra appartenere ad altri tempi.

Il film è stato presentato al Telluride Film Festival e ha ricevuto la candidatura al Golden Globe per la miglior attrice protagonista (Greta Gerwig). Dopo Lo stravagante mondo di Greenberg, questa è stata la seconda collaborazione tra Baumbach e Gerwig che, a distanza di ormai più di dieci anni da Frances Ha, stanno per rilasciare l’attesissimo Barbie, con protagonisti Margot Robbie e Ryan Gosling.

Frances Ha Cast

Il cast di Frances Ha è composto da Greta Gerwig (Frances), Mickey Sumner (Sophie), Michael Esper (Dan), Adam Driver (Lev), Michael Zegen (Benji), Charlotte d’Amboise (Colleen), Grace Gummer (Rachel), Patrick Heusinger (Pach).

Frances Ha
Mickey Sumner e Greta Gerwig in una scena di Frances Ha

Frances Ha Trama e Recensione

L’inconsapevolezza di essere diversa, l’incapacità di reagire a tale diversità, la sincerità che nutre verso qualsiasi relazione stringa con un’altra persona, che sia la sua migliore amica Sophie o il suo coinquilino Benji. Questa è Frances, una ballerina che cerca di pagarsi l’affitto insegnando in una scuola di danza, sempre sul punto di fare un salto in avanti, ma mai veramente in grado di compierlo. L’unica persona che sembra esserle vicino è Sophie, la sua coinquilina e migliore amica, con la quale ha un rapporto assimilabile quasi ad una relazione.

Le due condividono un appartamento a Brooklyn. Frances sta con Dan, probabilmente alcolista, che le chiede di andare a convivere. La ragazza, incapace di svincolarsi dall’amica, rifiuta la proposta, concludendo la relazione con Dan. Subito dopo, però, Sophie, non così dipendente dall’amica, decide di andare a vivere con un’altra ragazza a Tribeca, quartiere che Frances non può permettersi. Questo evento determinerà una prima frattura tra le due, forse inizialmente solo unilaterale, che porterà Frances ad uscire dal guscio in cui si sentiva al sicuro quando condivideva la cucina con la sua migliore amica.

La protagonista, quindi, si trasferisce da Benji e Lev, due ragazzi conosciuti grazie a Sophie, interpretati rispettivamente da Michael Zegen e Adam Driver. Da questo momento in poi comincerà il vero viaggio di Frances, in cerca di una strada da percorrere, consapevole di non avere più al suo fianco la sua vera anima gemella.

Frances Ha
Michael Zegen e Adam Driver in Frances Ha

Un viaggio da Truffaut ad Allen

L’ironia della protagonista ricorda i copioni del maestro Woody Allen, come lui a disagio con le persone che lo circondano, incapace di affibbiare un senso a determinati costrutti sociali ed ormai normalizzati. L’infantile felicità di Frances, però, non ha nulla a che fare con il cinismo tipico dei personaggi dei film di Allen.

Il rimando al regista statunitense è solo uno dei riferimenti alla cinematografia passata presenti nel film. L’ossessiva ispirazione al cinema europeo, ed in particolare al filone francese della Novelle Vague, è chiara. La fotografia, scevra da ogni artificio, e il montaggio ricordano i film di Truffaut, in un’atmosfera che poche volte è stata vista in un film di oltreoceano.

Il montaggio, per esempio, così frenetico ma assente da qualsiasi violenta tensione, diventa quasi musicale, rappresentando in maniera vivace le varie scene nell’appartamento condiviso dalle due ragazze.

La felicità ironica e l’ironia felice di Frances si scontrano, però, con la realtà in un conflitto scandito dalle peripezie della ragazza durante la ricerca di un lavoro e di un affitto abbordabile. Il contrasto che ne scaturisce finisce per essere il dinamico motore dell’intera vicenda.

L’indole positiva della ragazza trova come ostacoli i problemi che un giovane newyorkese potrebbe facilmente trovare nell’ingresso al mondo adulto. La miriade di soggetti che questa si trova davanti non fornisce una chiave di volta per la risoluzione di tale problema. L’incontro con essi non ha alcuna funzione positiva.

Se infatti volessimo definire l’opera un film di formazione, i personaggi secondari non rientrerebbero nelle cause di formazione della protagonista, o, meglio, rappresenterebbero esclusivamente la porzione destrutturante del processo.

Frances Ha
Greta Gerwig, l’attrice protagonista, in una scena di Frances Ha

Frances Ha: un personaggio forte circondato da banali personalità

Persino Sophie, che in un primo momento sembra l’unico faro di Frances, finirà per diventare un personaggio come gli altri, incapace di legarsi ad una figura tanto particolare come la protagonista.

Questa assenza di forti e caratteristici personaggi secondari, però, pur essendo funzionale al processo di crescita della protagonista, finisce per lasciare un vuoto all’interno della narrazione, retta solo dalla forza straripante della Gerwig.

Il film, però, risulta un’operazione discretamente riuscita, grazie anche ad una limpida sceneggiatura, marchio di fabbrica del duo Gerwig-Baumbach.

La caratterizzazione della protagonista è il pregio principale di questo film. Una ragazza forte e fragile al tempo stesso, che incontra persone ugualmente fragili ma non così forti. Una nuova eroina che ricorda i personaggi di Woody Allen e il Michele Apicella di Nanni Moretti, tutti personaggi soli, diversi, in un mondo disagiante.

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Frances Ha è una brillante commedia atipica che riesce nel suo intento in particolare grazie ad una buona sceneggiatura e ad una interpretazione di Greta Gerwig che, a discapito di tutti i personaggi secondari, si prende la scena in toto.
Redazione
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