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Foglie al vento: la pellicola Prix du Jury a Cannes 2023

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Presentato anche al 24esimo Festival del Cinema Europeo di Lecce, Foglie al vento è il nuovo lavoro del regista finlandese Aki Kaurismaki. La pellicola faceva parte della sezione Lux Audience Award, comprensiva anche di due altre pellicole, ovvero lo spagnolo 20000 specie di api di Estibaliz Urresola Solaguren e il franco nipponico On the Adamant di Nicholas Philibert.

Foglie al vento è una storia d’amore atipica, fredda e calorosa al tempo stesso fra due anime sofferenti che proiettano i loro dolori su determinati atteggiamenti. Ma la tenerezza che va a suggellare le due menti, rivela sprazzi sorprendenti di umanità immersi in un tormento scarno e apparentemente senza speranza.

E anche sulla linea di Charlie Chaplin, sull’addio malinconico e melodrammatico ma carico di speranza che si imposta il percorso completo di Foglie al vento. Un’emozionante love story piena di vita e pathos nonostante il tono dimesso, che va a toccare anche senza pietismo il tema del lavoro e dell’alcolismo. Nonostante questo, Kaurismaki ha dichiarato a Cannes che proprio quest’ultimo aspetto è quanto di più lontano dalla sua personalità.

Foglie al vento: il cast

Questa love story così atipica e fortemente stralunata, è interpretata da due attori che rimangono impressi nella mente per espressività comunicativa silenziosa, ovvero Alma Poysti che è Ansa, mentre Jussi Vatanen interpreta Holappa. Il resto del cast è composto da Janne Hyytiäinen nei panni di Huotari e da Nuppu Koivu in quelli di Liisa.

Foglie al vento

Foglie al vento: trama e recensione

Le foglie al vento di Aki Kaurismaki raccontano le vicende così irrimediabilmente intrecciate fra due persone nel loro singolare e coincidente incontro in una Helsinki buia e silenziosa. Cercano entrambi, chi consapevolmente e chi inconsapevolmente di trovare il vero e quindi assoluto amore della propria vita.

I problemi di alcolismo affliggono l’uomo, con numeri di telefono che si perdono in maniera favolistica o fiabesca come le solerti coincidenze. La vita talvolta ostacola il cammino di chi cerca la felicità. Foglie al vento racconta quest’aspetto in particolare decisamente bene, perchè tutto sembra determinato dalle scelte (e dalle distrazioni) che si compiono.

Questa delicata tragicommedia, che si pensava perduta, è la quarta parte della trilogia della classe operaia di Aki Kaurismäki (Ombre nel Paradiso, Ariel e La Fiammiferaia). Infatti, questi tre film rappresentano infatti la cosiddetta trilogia dei perdenti, dedicata al mondo operaio, quello così caro al regista che ne determina i suoi eroi.

Foglie al vento cinema

La narrazione amorosa contro l’evocazione del conflitto in Ucraina

Viene rappresentata anche la guerra in Ucraina attraverso i notiziari della radio e un avanzamento del tempo, ovvero il 2024. Perchè se la collocazione all’apparenza è atemporale, un pianeta fatto di sguardi e visioni, in realtà la risonanza del conflitto riporta alla triste realtà.

E questo la dice lunga sulla visione di Aki Kaurismaki riguardo quest’esasperante e duratura guerra. Per lui in una maniera filosofica, l’Europa non esiste, ma il commento alla radio di questa guerra, gli permette di elaborare la bellissima storia d’amore così come rappresentata.

Perchè è la cosa più splendida a mettere fine al sanguinoso conflitto è proprio un’evocazione amorosa. Molta solitudine e tristezza è presente nella pellicola, ma non c’è disperazione, perchè c’è protezione per i caratteri e amore per l’umanità da parte di Kaurismaki. Come il regista crede fermamente nell’indipendenza e nella testardaggine che si dimostra nelle cose. In questo caso rappresenta in qualche modo una forma di difesa per l’umanità.

Foglie al vento cena

L’ironia di Kaurismaki in un divertente omaggio cinefilo

Anche la battuta cinefila tra due semplici spettatori è un confronto tra Bresson e Godard. «Mi ha ricordato Diario di un curato di campagna di Bresson» mentre l’altro risponde: «A me Fino all’ultimo respiro di Godard». Ed è proprio quì che emerge l’intero gusto come profondo amante della settima arte da parte di Aki Kaurismaki.

Una Finlandia di lavoratori precari con uomini devastati dal vizio alcolico, dove la padronanza disumana finisce irrimediabilmente per schiacciare i suoi protagonisti. La citazione di tanto cinema, comprende anche I morti non muoiono di Jim Jarmusch. Quest’ultimo diventa il film da guardare obbligatoriamente nella saletta buia per mettere i due insieme nel loro incontro, poetico e simbolico.

Viene da pensare in parallelo a Taxi Driver di Martin Scorsese, dove il disadattamento di Travis Bickle, spinge il personaggio di Robert De Niro ad una scelta impopolare per il film in sala durante un appuntamento galante. Mentre in Foglie al vento lo stesso tipo di appuntamento cinefilo assume una dimensione alquanto bizzarra e pacificamente concordata.

Foglie al vento Robert Bresson

Foglie al vento e il punto di incontro fra due anime solitarie

Una colonna sonora curiosa e singolare in un ambiente depresso che alterna battute da slapstick comedy, che non hanno nulla a che vedere con lo scenario che rappresentano. L’atmosfera surreale e pessimistica riesce a scalfire l’aura malinconica che predomina. Ma la tenerezza inizia ad uscire fuori sempre di più, quando le due anime trovano un punto di incontro.

E dal rumoroso karaoke, si passa a situazioni sempre più dense cariche di imperituri sguardi che dicono tutto e niente. Dove la dipendenza dall’alcol può contrastare o avvicinare in un amore. Un cuore che è pronto subito a diventare devoto quanto prima, ma ostacolato e dilaniato interiormente dal dubbio.

Dalla cassa di un supermercato al bancone di un bar. L’assenza del lavoro è onnipresente nella nazione scandinava. Quello che cambia è il tono del racconto, perchè in un’altra situazione sembrerebbe quasi un film di o alla Ken Loach. Infatti lo spettatore ha subito la sensazione di essere catapultato in un mondo parallelo, dove non ci sono i cellulari a squillare e a fungere da mezzi primari di comunicazione.

Aki Kaurismaki

Conclusioni

Ma Foglie al vento è anche una metafora sul capitalismo e sul consumismo, un tema che viene aspramente affrontato dallo stesso Kaurismaki. Il cineasta finlandese qualche volta ha fatto riferimento a Pier Paolo Pasolini e alla sua aperta critica al consumismo. Ovvero, che bisognerebbe smettere di consumare ciò che non ci serve realmente. Ma nonostante tutti i moniti e gli avvertimenti, l’uomo continua imperterrito a consumare.

E questo può rientrare in un certo senso la visione old style di Kaurismaki, che ne accentuano la visione romantica nella narrazione. I personaggi comunicano fra loro con una pacatezza che non si vedeva da tempo. Inoltre la durata, così contenuta, ovvero di 81 minuti, contribuisce a rendere scorrevole la visione.

Perchè fra i tanti blockbuster dall’abbondante e interminabile durata che popolano le sale e le piattaforme, Foglie al vento ha la grazia di un piccolo e intramontabile gioiello. Una volta lo stesso Aki Kaurismaki ebbe a dire: “Sono un uomo gentile e so di raccontare vicende tristi, ma cerco comunque di rappresentare il lieto fine nelle mie storie“.

Foglie al vento, il cui titolo originale è Fallen Leaves, uscirà nelle sale italiane il 21 dicembre 2023 con la distribuzione associata tra Lucky Red e Bim Distribuzione.

Il trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Aki Kaurismaki torna a rappresentare con un breve excursus di 81 minuti una calorosa love story che parte già contrastata dall'inizio tra vizi e tormenti interiori. Il tutto è rappresentato in una Helsinki buia e silenziosa, quasi favolistica. Premio della Giuria a Cannes 2023
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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