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Flaminia, primo film da regista di Michela Giraud

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Flaminia è il primo film da regista di Michela Giraud. Il film parla di una situazione autobiografica, infatti la storia è incentrata sulla sorella della regista e del suo rapporto con la stand-up comedian. Sua sorella infatti soffre della sindrome di Asperger.

Flaminia, esordio in regia

Flaminia è un lungometraggio di finzione. Michela Giraud, la sua regista, è però conosciuta principalmente per le sue stand-up comedy culminate con la fama grazie a Lol. La Giraud però ha pensato che fosse arrivato il momento di trasformare in una sceneggiatura e poi in un film una parte del proprio vissuto. Flaminia però non è solo un’opera autobiografica, infatti nella sceneggiatura sono presenti anche alcuni pensieri che hanno ispirato la regista e che caratterizzano la città di Roma. Parliamo di Roma Nord, e quindi di Ponte Milvio, Vigna Clara, Collina Fleming  e della Balduina, dove sempre di più l’alta borghesia cede il passo ai nuovi ricchi e in cui bisogna confezionarsi in un determinato modo, seguendo una linea ben precisa di abbigliamento e personalità se si vuole ottenere rispetto e considerazione.

A essere perfettamente consapevole di queste dinamiche è la famiglia della protagonista del film che spera che il matrimonio della figlia Flaminia con il rampollo di un clan decisamente altolocato possa darle il prestigio a cui ossessivamente aspira. Michela Giraud non ha quindi solo descritto un determinato status sociale, ma poi ha lasciato spazio al rapporto fra il personaggio principale e la sua sorellastra Ludovica, che soffre della Sindrome di Asperger esattamente come Cristina, la sorella di Michela. Ciò significa che Flaminia è sì una commedia, ma, fra le gag, le battute e gli imprevisti, a un certo punto si fa strada il racconto amaro di un disagio mentale.

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Questo racconto può assomigliare vagamente a quello del nuovo film di Pietro Castellitto, Enea, con nel cast oltre del padre Sergio anche Benedetta Porcaroli. In realtà quello che ha spinto la Giraud ad affrontare queste tematiche è stato in particolare l’urgenza di raccontare un disagio mentale.

Alessia Morresi
Alessia Morresi
Amo l'arte in generale, ma il cinema è da sempre stato la mia più grande passione. I miei registi preferiti sono Wes Anderson e Quentin Tarantino, entrambi eclettici e in continua ricerca di una loro marca di artisticità. Non ho un genere preferito, ma sicuramente un buon thriller cattura immediatamente la mia attenzione.

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