La saga di Final Destination, con l’eccezione del più recente capitolo uscito lo scorso anno (QUI la recensione), è tornata disponibile su Netflix. Dal primo, indimenticabile film del 2000 diretto da James Wong, il franchise si è arricchito di altri cinque capitoli, arrivando a incassare complessivamente ben 985,8 milioni di dollari al botteghino mondiale e diventando la terza saga horror di maggior successo nella storia di New Line.
La formula narrativa è rimasta sostanzialmente invariata nel corso degli anni: dopo una terrificante premonizione che permette al protagonista e a un gruppo di persone di sfuggire a una morte certa, i sopravvissuti scoprono ben presto che la Morte non ha alcuna intenzione di rinunciare al proprio piano e farà di tutto per reclamare le vite che le sono state sottratte.
Ciò che ha reso Final Destination un vero e proprio cult è però l’incredibile inventiva delle sue sequenze di morte. Capitolo dopo capitolo, gli incidenti sono diventati sempre più elaborati, spettacolari, bizzarri e imprevedibili, combinando una costante tensione con una generosa dose di splatter. Proprio in occasione del ritorno della saga su Netflix, abbiamo quindi stilato la classifica delle cinque morti più memorabili dell’intero franchise.
5. Final Destination: Bloodlines, la morte di Erik Campbell
Al quinto posto troviamo la morte di Erik Campbell nel più recente Final Destination: Bloodlines. Erik, interpretato da Richard Harmon, finisce vittima della sua passione per i piercing: in seguito alla involontaria attivazione di un apparecchio per la risonanza magnetica, il potente campo magnetico lo attrae violentemente verso il macchinario, strappandogli letteralmente i piercing dalla carne, compreso quello nelle parti intime. La situazione degenera fino a culminare in uno smembramento brutale, consumato sotto gli occhi attoniti del fratello. La regia mette in scena la sequenza con grande abilità, fondendo l’horror più splatter con una marcata vena comico-grottesca, sfruttando proprio l’assurdità della presenza del piercing nelle parti intime per rendere la scena tanto scioccante quanto grottescamente divertente.

4. Final Destination: la morte di Valerie Lewton
Al quarto posto troviamo la morte di Valerie Lewton nel primo Final Destination. Valerie, interpretata da Kristen Cloke, rimane vittima di un assurdo incidente domestico, tra i più iconici dell’intera saga. Tutto ha inizio quando appoggia su un mobile una tazza scheggiata contenente della vodka: il liquido fuoriesce lentamente, cola sul computer sottostante e provoca un cortocircuito che culmina in una violenta esplosione. I frammenti del monitor le si conficcano nel collo, provocandole una grave emorragia.
Nel frattempo, le scintille incendiano la scia di vodka riversatasi sul pavimento, dando origine a un incendio che si propaga rapidamente fino alla cucina. Ferita e nel panico, Valerie tenta di afferrare uno strofinaccio per tamponare la ferita, senza accorgersi che è appoggiato sopra alcuni coltelli. Tirandolo verso di sé, fa cadere una lama che le si conficca nel petto. Come se non bastasse, una seconda esplosione fa precipitare una sedia proprio sul manico del coltello, spingendo ulteriormente la lama nel suo corpo e decretando la sua tragica fine.

3. Final Destination 2: la morte di Evan Lewis
Al terzo posto troviamo la morte di Evan Lewis in Final Destination 2. Evan, interpretato da David Paetkau (Supernatural, Dexter), rimane vittima di un altro assurdo incidente domestico. Mentre si prepara da mangiare, cerca di recuperare un prezioso anello scivolato nello scarico del lavello, ma finisce con la mano incastrata. Nel frattempo, il cibo lasciato sul fornello prende fuoco e le fiamme iniziano a propagarsi. Impossibilitato a muoversi, Evan tenta disperatamente di spegnerle agitando uno strofinaccio, ma non fa altro che alimentare l’incendio, che in pochi istanti avvolge l’intero appartamento. Dopo essersi finalmente liberato, prova a fuggire, ma le finestre difettose si richiudono all’improvviso, intrappolandolo tra il fumo e le fiamme. Riesce quindi a raggiungere la scala antincendio e a mettersi in salvo pochi istanti prima che l’appartamento esploda.
Quando ormai sembra averla fatta franca, però, la Morte sferra il colpo decisivo: appena tocca terra, Evan scivola su dei spaghetti che lui stesso aveva gettato dalla finestra poco prima, finendo di schiena su alcuni cocci di vetro. Immobilizzato dal dolore, assiste impotente al cedimento della scala antincendio, che precipita fermandosi a pochi centimetri dal suo occhio, illudendolo di essere sopravvissuto. Ma è solo un attimo: la struttura cede definitivamente e una delle estremità gli trapassa l’occhio, uccidendolo all’istante.

2. Final Destination 5: la morte di Candice Hooper
Al secondo posto troviamo la morte di Candice Hooper in Final Destination 5. Candice, interpretata da Ellen Wroe, rimane vittima di un terrificante incidente mentre pratica il suo sport preferito: la ginnastica artistica. La forza di questa sequenza risiede nella regia, che costruisce un magistrale crescendo di tensione concentrandosi su una serie di piccoli dettagli apparentemente innocui, destinati a incastrarsi alla perfezione nel piano della Morte. Prima una perdita d’acqua fa credere che Candice possa rimanere fulminata da un momento all’altro; poi l’attenzione si sposta sull’attrezzo su cui si sta allenando, suggerendo che possa cedere improvvisamente.
Il vero innesco, però, arriva quando una ventola difettosa fa cadere un chiodo sulla trave utilizzata da un’altra ginnasta: il chiodo le si conficca nel piede, facendola cadere e rovesciare la magnesite sul pavimento. La polvere viene quindi sollevata dall’aria prodotta da un ventilatore e finisce negli occhi di Candice proprio nel momento in cui sta eseguendo un’acrobazia. Accecata per un istante, perde l’equilibrio, atterra in modo scomposto e si spezza violentemente la colonna vertebrale, dando vita a una delle morti più scioccanti e visivamente impressionanti dell’intera saga.

1. Final Destination 3: la morte di Ashley Freund e Ashlyn Halperin
Al primo posto troviamo la morte di Ashley Freund e Ashlyn Halperin in Final Destination 3. Le due amiche, interpretate rispettivamente da Chelan Simmons (How I Met Your Mother) e Crystal Lowe, rimangono vittime di uno degli incidenti più crudeli dell’intera saga mentre si trovano su due lettini abbronzanti, morendo praticamente nello stesso istante. Contravvenendo alle regole del solarium, Ashley e Ashlyn portano con sé una bibita all’interno della cabina e la appoggiano su un ripiano prima di iniziare la seduta. Il forte calore della stanza, aumentato dalle due ragazze oltre i limiti consentiti, scioglie il ghiaccio del bicchiere. L’acqua finisce così sotto il pannello che controlla i lettini, provocando un cortocircuito che manda in tilt il sistema e causa un progressivo e incontrollabile aumento della temperatura delle lampade. Nel frattempo, una folata d’aria proveniente dalla ventola di aerazione fa cadere una mensola difettosa proprio sopra uno dei lettini.
Quando le due ragazze si accorgono che il calore sta diventando insopportabile e cercano disperatamente di uscire, sollevano i coperchi dei lettini, ma la mensola si incastra perfettamente tra le due strutture, impedendone l’apertura e intrappolandole all’interno. Ha così inizio una morte lenta e straziante: impossibilitate a liberarsi, Ashley e Ashlyn vengono progressivamente arse vive dalle lampade abbronzanti, mentre le ustioni si diffondono su tutto il loro corpo fino a ucciderle.
La regia costruisce la sequenza con un crescendo di tensione impeccabile e rende il finale ancora più scioccante attraverso insistiti primi piani sui volti delle due ragazze, sulle loro urla disperate e sulle devastanti ustioni provocate dal calore. Il risultato è una delle morti più crudeli, claustrofobiche e disturbanti dell’intera saga, capace ancora oggi di lasciare un segno indelebile negli spettatori.

