Fargo: dieci curiosità sul cult dei fratelli Coen

Nel 1996 l’oggi iconico duo composto dai fratelli Joel e Ethan Coen presenta al grande pubblico il suo sesto lungometraggio, Fargo. Nonostante i due, autori e registi, avessero già alle spalle più di dieci anni di carriera, la pellicola in questione rappresenta nel loro percorso un punto di svolta, una consacrazione definitiva, che renderà possibile nei decenni a venire la realizzazione di innumerevoli altre eccezionali e personalissime opere.

Il film, dal cast illustrissimo (tra gli altri, Frances McDormand, Steve Buscemi e William H. Macy) poggia su una modalità di narrazione tanto sapiente quanto fresca e innovativa, che permette all’opera stessa di venire annoverata già agli inizi degli anni Duemila nei manuali di cinema di tutto il mondo.


Fargo curiosità

1. Prima che le riprese avessero inizio Joel Coen chiese a Frances McDormand e a John Carroll Lynch (rispettivamente interpreti dei personaggi di Marge e Norm Gunderson) di ideare le background stories – trascorsi, pregresso e esperienze passate – dei propri personaggi. I due stabilirono assieme che i personaggi si sarebbero conosciuti anni prima, entrambi al lavoro presso le forze di polizia.

Secondo i due attori, una volta iniziata la loro relazione Marge e Norm avrebbero stabilito che per gli equilibri della coppia uno dei due avrebbe dovuto lasciare il lavoro per dedicarsi alla vita domestica e l’uomo, ritenendo che la compagna fosse più efficace di lui sul piano professionale, si sarebbe offerto di abbandonare le forze dell’ordine, concentrandosi sulla casa e dando sfogo alla sua passione per la pittura.

2. In procinto di concludere la contrattazione con il personaggio Jerry Lundegaard (William H. Macy), Carl Showalter – l’iconico personaggio interpretato da Steve Buscemi e scritto appositamente per lui – menziona che entro trenta minuti la questione sarà conclusa, pronunciando nella versione in lingua originale la battuta “Thirty minutes and we’ll wrap this up”. La battuta viene pronunciata a trenta minuti esatti dalla fine del lungometraggio.

3. Fargo è risaputamente ambientato in Minnesota. A più riprese nel corso di svariate interviste i fratelli Coen, descrivendo il setting del film, definiscono lo Stato come “una Siberia con ristoranti per famiglie” (letteralmente, “Siberia with family restaurants”).

I vari attori presenti sul set per settimane si sono passati un volume, intitolato “How to talk Minnesotan”, che li aiutasse con il perfezionamento della pronuncia.

4. Nella coppia di partners in crime composta da Carl Showalter (Steve Buscemi) e Gaear Grimsrud (Peter Stormare) salta all’occhio la differenza di loquacità che intercorre tra i due personaggi: il primo, a tratti petulante, si discosta ampiamente dal secondo, strettamente laconico. Sceneggiatura alla mano, la differenza viene testimoniata in modo concreto dal conteggio delle battute: in tutto il film Buscemi ne pronuncia più di centocinquanta, mentre Stormare appena diciotto.

5. Per simulare la figura di una donna incinta, durante le riprese Frances McDormand ha dovuto indossare un voluminoso cuscino attorno all’addome (noto come pregnancy pillow). In occasione di più interviste, McDormand ha specificato che il modo che aveva di muoversi durante le riprese non era un’intenzionale espressione attoriale quanto più una dinamica obbligata, causata dal peso del cuscino che la sbilanciava in avanti.

In altre occasioni, l’attrice ha affermato di essersi approcciata al progetto in cerca di un ruolo da killer o da prostituta. Quando le è stato proposto il personaggio di Marge ha accettato, ma con riluttanza. A posteriori, ha definito quel ruolo come “uno dei migliori regali che le sia mai stato fatto”.

Fargo

6. Peter Stormare, l’attore che interpreta il taciturno e biondo Gaear, è svedese. Nonostante avesse già recitato in produzioni di matrice statunitense – ad esempio, in Risvegli di Penny Marshall, nel 1990 – il film dei fratelli Coen fu nel suo caso fondamentale per farsi conoscere al grande pubblico americano. Anni più tardi l’attore è diventato il frontman di un gruppo: sentitamente riconoscente ai Coen per l’esperienza, ha deciso di chiamare la band “Blond from Fargo”, in onore del suo ruolo nella pellicola.

7. Dato il successo del film, nel 2014 è stata realizzata una serie televisiva omonima, ormai celebre, che ne ricalca gli intenti e le premesse, proponendoli in forma episodica con un cast d’eccezione. Sebbene la serie, oggi famosa, sia nata solo pochi anni fa, l’idea di realizzare una serie televisiva sulla base dello spunto dettato dal lungometraggio dei Coen è di ben più lunga data.

Addirittura nel 2003, infatti, fu realizzata una puntata pilota per una miniserie omonima, con protagonista Edie Falco (al tempo impegnata sul set dell’iconica I Soprano). Il prodotto, però, riscosse scarso successo e non fu portato avanti.

8. L’inizio del film è accompagnato da una dicitura che testimonia che gli eventi narrati si ispirano a fatti realmente accaduti. Poco tempo dopo rispetto all’uscita del film i fratelli Coen hanno reso noto al grande pubblico come la frase in realtà testimoniasse il falso: per quanto lontanamente ispirati ad elementi reali, i fatti filmici sono di natura completamente fittizia.

Curiosamente, anche il cast all’inizio del progetto era stato informato di una presunta veridicità degli eventi narrati. Per l’ensemble degli attori la smentita circa tale affermazione è arrivata, dagli stessi fratelli Coen, addirittura tre settimana dopo l’inizio delle riprese.

Fargo

9. A dispetto di quanto presumibile dal titolo, nessuna delle scene del film – né quelle in esterni né, men che meno, quelle in interni – è stata girata nella città di Fargo.

10. Tutti gli attori del cast, nel corso della loro carriera, hanno reso manifesti a più riprese la loro riconoscenza e il loro attaccamento al progetto. Ciò che è più curioso, invece, è come moltissimi fra gli interpreti hollywoodiani di spicco, non pertinenti alla realizzazione del film, abbiano affermato nel corso degli anni di adorare il lungometraggio. Tra questi, Tom Hanks ha ripetuto in più occasioni che, secondo lui, Fargo è “un film perfetto da tutti i punti di vista”.

Curiosità bonus

In tre film dei fratelli Coen compare un personaggio recante il cognome “Gunderson”. La prima volta si era trattato di Clarence Gunderson, il tecnico dell’ascensore in “Mister Hula Hoop” (1994) interpretato da Jim True-Frost. In Fargo, il personaggio di Frances McDormand prende il nome di Marge Gunderson. I due fratelli non hanno mai svelato un eventuale significato nascosto dietro alla scelta del cognome, ma sono in molti a pensare che si tratti di un riferimento a Buzz Gunderson, uno dei protagonisti di Gioventù bruciata.

Eleonora Noto
Eleonora Noto
Laureata in DAMS, sono appassionata di tutte le arti ma del cinema in particolare. Mi piace giocare con le parole e studiare le sceneggiature, ogni tanto provo a scriverle. Impazzisco per le produzioni hollywoodiane di qualsiasi decennio, ma amo anche un buon thriller o il cinema d’autore.

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