Edison – L’uomo che illuminò il mondo

Una storia interessante non è necessariamente un film interessante. Diretto da Alfonso Gomez-Rejon e presentato per la prima volta nel 2017 al Toronto Film Festival, ricevendo critiche tutt’altro che stellari, Edison – L’uomo che illuminò il mondo, ha avuto una lunga e difficile gestazione. Originariamente affidato alla Weinstein Company, il film, era stato presentato per concorrere agli Oscar. Come spiegato dallo stesso regista, il produttore Harvey Weinstein aveva esercitato un’enorme pressione su di lui per ottenere il film in tempo per la scadenza del festival, lasciandolo profondamente insoddisfatto della versione mostrata. Dopo poche settimane, in seguito alla prima ondata di accuse di abuso sessuale contro Weinstein, il film fu rapidamente accantonato e la Weinstein Company si disintegrò. Dopo due anni, apportando alcune leggere modifiche, il film è entrato abbastanza silenziosamente nei cinema, dopo essere stato accolto da alcuni distributori nel Regno Unito, ricevendo comunque pesanti recensioni. Un film sfortunato o solo brutto?

Edison

Più o meno tutti, siamo a conoscenza della figura di Thomas Edison, ma forse non tutti sono informati sulla sua storia. Thomas Edison era un inventore e un grande imprenditore, ma il film ce lo mostra solo in parte. Non rievoca i suoi primi anni di vita. Non menziona la sua formazione indipendente e che, alla tenera età di 11 anni, aveva già un laboratorio di chimica in cantina. Non racconta che in un piccolo scompartimento di un treno mise in piedi la stamperia per il The Weekly Herald, il primo periodico stampato su un treno, così come non ci mostra neanche l’invenzione della prima lampadina a luminosità costante nel 1879. Il film ci trasporta direttamente nel 1880 e ci mostra un Thomas Edison adulto, stanco, egocentrico, presuntuoso ed arrogante, con una grande fama e una tremenda paura di essere dimenticato, tanto da incidere il suo nome su ogni cosa. Il mondo lui l’ha illuminato per davvero con le sue creazioni. Dall’invenzione del fonografo a quella della lampadina, fino ad arrivare alla prima centrale elettrica in una strada di New York nel 1882 e all’ideazione del kinetoscopio (precursore di un proiettore cinematografico) nel 1888. Ma la sua ambizione, il suo voler primeggiare a tutti i costi, era talmente forte e prepotente, tanto da allontanarlo dai suoi affetti e facendogli compiere giochi sporchi e al di fuori delle regole pur di soddisfare la sua mania di successo.

Edison

Al centro del film c’è sicuramente la figura dell’inventore, ma più di tutto, c’è una competizione, una “guerra”, proprio come chiarisce il titolo inglese del film decisamente più appropriato, “The Current War”, che si discosta molto dal titolo scelto dai distributori italiani che lascia intendere un elogio alla figura di Edison, che in realtà non è. La guerra delle correnti, una competizione agguerrita, paragonabile quasi alla famosa corsa allo spazio tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica durante la guerra fredda. Ma qui in palio non c’è la conquista dello spazio, bensì una battaglia per il controllo del futuro: l’energia elettrica. Gestire il passaggio dal gas all’elettricità avrebbe consentito un afflusso di denaro infinito. Vediamo quindi accendersi una rivalità economica tra due aziende: quella di Edison (Benedict Cumberbatch) che utilizza la corrente continua e quella di Westinghouse (Michael Shannon) che utilizza quella alternata. Una guerra durata più di 10 anni, che vede anche una parentesi con Nikola Tesla (Nicholas Hoult), un’altra mente geniale, capace di guardare al futuro forse più di tutti gli altri che, a suo modo, partecipò alla battaglia, ma in maniera più silenziosa e pacata, finendo però sfortunatamente in rovina.

Edison

Presto queste persone avranno la luce elettrica e non ricorderanno neanche come sia successo”

E forse le persone non ricorderanno neanche questo film dopo averlo visto. Edison – L’uomo che illuminò il mondo non è un film brutto, semmai è un film realizzato frettolosamente che ha generato grandi aspettative. Movimenti di macchina frenetici, dialoghi audaci, notevole attenzione ai costumi e alle ricostruzioni scenografiche, ma la narrazione non riesce mai a prendere una svolta entusiasmante. Dal passaggio tra le trame parallele di Edison e Westinghouse all’introduzione di Tesla e dei suoi travagli, il film si consuma da trame secondarie sulla creazione della sedia elettrica. Nel destreggiarsi tra tutti i suoi elementi, subisce una grave perdita di concentrazione. Nonostante sia uno spettacolo per gli occhi, sia per la fotografia che per la bravura degli attori, il film non convince e, il risultato, è un biopic noioso. Ed è un peccato che la storia non sia stata raccontata in modo più diretto, piuttosto che attraverso punti di vista che si alternano costantemente, creando un miscuglio poco omogeneo, e non proprio piacevole.

Voto Autore: 2.5 out of 5 stars