È l’ultima battuta? (Is This Thing On?) è un film del 2025 diretto da Bradley Cooper e scritto dallo stesso Cooper, Mark Chappelle e Will Arnett. Il film nasce dall’incontro tra Arnett e il cabarettista inglese John Bishop. L’attore è rimasto stupito del racconto di quest’ultimo, dei suoi problemi, del suo lavoro, del suo divorzio. Così Arnett ha coinvolto Bradley Cooper durante la produzione di Maestro, il suo secondo film da regista. Ora Cooper è in trattativa per dirigere il prequel della saga Ocean’s.
È interessante come Cooper abbia deciso di confezionare un film più “indipendente” e piccolo, dopo aver portato Lady Gaga a essere candidata all’Oscar per A Star is Born e ad arrivare a essere candidato anche lui a diversi premi per Maestro. Curiosa la produzione più “amichevole” di È l’ultima battuta?, considerando l’autorialità dei primi due film. Eppure i tocchi di Cooper si intravedono e la sua mano pare ben più consapevole e creativa. È da Maestro che l’attore non appare come protagonista in un film.
Si sente un po’ la mancanza del Cooper protagonista e si vede che in questi ultimi anni si sta concentrando di più sul suo nuovo ruolo da regista. Forse la vicinanza con Clint Eastwood gli ha dato il via per intraprendere questa nuova strada. Ricordiamo che col leggendario regista ha preso parte a diversi progetti come American Sniper e Il Corriere – The Mule. Negli ultimi anni invece Cooper ha preso parte a piccoli cameo amichevoli come quello in Superman o in Dungeons & Dragons. Qui appare di più, certo, ma decide di dare lustro alla coppia protagonista del film, Will Arnett e Laura Dern.

È l’ultima battuta? – Trama
All’improvviso la vita di Alex Novak (Will Arnett) cambia quando sua moglie Tess (Laura Dern) decide che il loro matrimonio è finito. I due pare che accettino la cosa come inevitabile, quindi Alex si trasferisce in un appartamento da solo senza fare troppe storie. Una sera, mentre gironzola tra i bar notturni, finisce davanti a un bar che richiede 15 dollari per l’ingresso. Una volta notato che il bar organizza serate “open mic” in cui ogni comico può salire sul palco e avere dieci minuti per il suo numero, decide di iscriversi. Soprattutto per non pagare l’ingresso.
Una volta entrato e dopo aver assunto un biscotto alla marijuana, e bevuto un paio di drink, deve salire sul palco. Con molta titubanza e improvvisando un po’, racconta al pubblico del locale le sue ultime disavventure e la rottura del matrimonio con Tess. Il pubblico ride e pare approvarlo, e finalmente vediamo un Alex più sciolto. Malinconico, sì, ma con una leggerezza più viva. Quindi comincia un nuovo capitolo e tra le nuove amicizie fatte al locale, soprattutto con altri comici, deve anche barcamenarsi tra gli impegni di padre ed ex marito, anche se non legalmente divorziato.
La madre di Alex chiama costantemente Tess e i due bambini della coppia devono abituarsi alla nuova situazione. Alex tenta di nascondere questa nuova vita notturna che si sta creando, consapevole che tutti quelli che lo circondano lo giudicherebbero. Tutti tranne il suo amico che tenta di fare l’attore a tempo pieno, Balls (Bradley Cooper). Un uomo che cambia look spesso in base ai ruoli che trova ed è per lo più sempre svampito sotto effetto di marijuana. Alex diventa sempre più bravo come comico, ma ciò in cui migliora di più è di essere più consapevole delle ragioni per cui il suo matrimonio è finito. Forse nulla è irreparabile.

È l’ultima battuta? – Cast
Will Arnett e Laura Dern dominano il film e sono la coppia al centro della pellicola diretta da Cooper. Il fatto che Arnett abbia deciso di prendere parte a questo progetto e metterci la faccia è molto interessante. Per prepararsi al ruolo si è davvero finto come cabarettista in piccoli locali per un mese e mezzo. Poi, di interessante c’è un altro particolare. Forse col doppiaggio si perde questa cosa, ma Arnett negli ultimi anni ha dato grande prova di sé come voce di Bojack Horseman nell’omonima serie.
La stand up è stata fondamentale anche per quel personaggio, quindi per i fan della serie è davvero intrigante vedere Arnett nelle vesti di un personaggio che tenta la strada del comico. Accanto a lui Laura Dern, premio Oscar come miglior attrice per Storia di un Matrimonio. Qui alle prese con un ruolo ben congeniato. Una donna ex olimpionica di pallavolo che tenta di rientrare nel giro come allenatrice. Quindi una coppia purtroppo sopraffatta dalla vita, ed entrambi “inseguono un sogno”, ognuno a suo modo.
Oltre alla coppia di protagonisti, il film ha altri volti che arricchiscono il grottesco mosaico che gira attorno a questa famiglia in pezzi. Ci sono i genitori di Alex, la madre impicciona interpretata da Christine Ebersole e il padre saggio che sta sulle sue, ovvero Ciaràn Hinds. Poi c’è la coppia di amici, anche loro in crisi… interpretata da Bradley Cooper e Andra Day, candidata all’Oscar per Gli Stati Uniti contro Billie Holiday.

È l’ultima battuta? – Recensione
Bradley Copper dipinge un affresco familiare interessante sulle orme dei due attori protagonisti. La regia del film è consapevole, diretta e intrigante. Si opta per la camera a mano che segue pedissequamente i movimenti dei personaggi, i gesti, e si concentra anche sui silenzi. Fondamentali in molti casi. Si tratta di un film onesto che paradossalmente illude lo spettatore. Inizialmente pare una pellicola che si concentra sulla riscoperta della vita, delle nuove passioni che prendono il sopravvento. All’inizio pare un film, passate il termine, alla American Beauty.
Invece pian piano il film si trasforma, come un matrimonio in effetti. Inizia in un modo, prende uno svolgimento insperato e ha un finale che non ti aspettavi. Verso la metà del film, la pellicola prende consapevolezza di sé e mostra le proprie carte. Diventa un bel mix dramedy, osiamo dire Alleniano ma con un tocco tutto di Cooper. Attraverso la stand up comedy si tratta il tema dell’incomunicabilità che affligge soprattutto le coppie odierne. Matrimoni che cessano senza motivi razionali, senza combattere… forse riscoprire sé stessi aiuta? Certo. Ma c’è sempre il giorno dopo.
C’è un buon uso della musica durante alcune scene drammatiche e c’è un’ottimo utilizzo della colonna sonora non originale. Molto della sceneggiatura ruota attorno a una canzone cantata dai due bambini, Under Pressure di David Bowie e dei Queen. La pressione è ciò che frega le coppie e l’amore non basta. Una parte del testo è fondamentale per carpire il cuore del film. “That’s the terror of knowing what this world is about“, che è ciò che accade ad Alex e Tess. Perché la consapevolezza vera arriva nella seconda parte, quando una volta che entrambi si sentono realizzati capiscono il reale problema che li affligge. La vita è anche tristezza, l’essere tristi assieme è forse la chiave. Perché è facile resistere quando si è felici, ma forse non siamo più abituati alla noia.

Conclusioni
Bradley Cooper decide di concentrarsi sul piccolo, sull’intimo e sui piccoli locali. Abbandona i grandi concerti di A Star is Born e le orchestre sinfoniche di Maestro, ma decide comunque di concentrarsi su ciò che gli riesce meglio. Raccontare la storia di una coppia. Disfunzionale? Forse. Ma reale, con i problemi seri della vita che si mettono in mezzo e possono sopraffare l’amore. Succedeva anche nel primo film, qui di certo non si toccano quelle vette di drammaticità sul finale. Qui il protagonista non è una belloccia rockstar, ma un Will Arnett col fisico da papà. Non c’è Lady Gaga, ma Laura Dern. Donna di mezza età che mostra le sue fragilità e vuole vivere il presente nonostante il passato glorioso.
Arnett e Dern formano una coppia sullo schermo vera, con una notevole alchimia. Cooper si dimostra un ottimo regista di attori e con trovate visive interessanti. Si potrebbe provare un senso di spaesamento all’inizio perché il film non prende la strada facile di mostrare uno status quo che deraglia pian piano. Inizia in media stress e non si concentra per niente sugli aspetti della vita che non c’entrano con la vicenda. Il lavoro di Alex non è importante e le sue giornate non si mostrano mai. Si decide volutamente di saltare la fase della rottura della coppia, perché il film vuole svelarti il vero motivo (se c’è davvero) della frazione matrimoniale col passare del tempo e verso a seconda metà.
Una volta accettato questo fatto, che è assolutamente voluto in fase di scrittura, sta allo spettatore accettarlo o meno. Di sicuro È l’ultima battuta? non è un film che rientra nella sezione capolavori, ma è un buon tassello nella carriera da narratore e regista di Bradley Cooper. Che decide di mettersi in gioco sempre più e si mette anche da parte come attore, facendo emergere quei grandi attori caratteristi che sono Arnett e Dern. Una coppia vera, che parla senza parlare il più delle volte, nonostante il protagonista si scopra un ottimo parlatore sui palchi della stand up. Un film che tratta argomenti in comune con La Fantastica signora Maisel, ma si concentra sul presente… raccontando i disagi dei matrimoni odierni e l’incomunicabilità che attanaglia le nostre vite.

