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DI4RI 2, conto alla rovescia alla campanella

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DI4RI 2, serie teen che più teen non si può, sta per arrivare. E sbarcherà su Netflix quasi contemporaneamente al ritorno a scuola dei suoi protagonisti. Arrivati quest’anno alla 3^ D. Manca davvero poco, neanche una settimana, e tutto è pronto per questo nuovo “anno scolastico”.

E la piattaforma suona la campanella, che annuncia sia arrivata l’ora… di entrare o meglio mettersi comodi comodi per la visione con il trailer. Saprà richiamare in aula i ripetenti, cioè già i suoi aficionados? E riuscirà ad attirare nuovi studenti interessati? E riuscirà a coinvolgere più di una serie ambientata su vacanze ed estate come L’estate nei tuoi occhi?

DI4RI 2, e quei discorsi di fine estate

Parte proprio con quei discorsi di fine estate, e la canzone di LDA, colonna sonora azzeccatissima, il trailer della seconda stagione. Quelli che se sei giovanissimo e li ascolti quando il sole scotta ancora e la giornata è tutta mare e giochi sulla spiaggia passano inosservati. Ma poi, già verso la fine di agosto, quando le vacanze sono finite e si avvicina il rientro a casa e a scuola acquistato un sapore nuovo.

Sulla serie ricordiamo che è scritta da Simona Ercolani, con Alessandro Celli alla regia. Ambientata in una scuola media, vede tra i suoi protagonisti Andrea Arru (Pietro)(in Diabolik-Chi sei? è Diabolik da piccolo), Flavia Leone (Livia), Sofia Nicolini (Isabel), Biagio Venditti (Daniele)(già visto in Don Matteo e in uno spot diretto da Gabriele Mainetti), Federica Franzellitti (Monica), Liam Nicolosi (Giulio), Pietro Sparvoli (Mirko)(Il Giovinetto ne La Stranezza), Francesca La Cava (Arianna), Gabriele Taurisano (Roby)(visto in Al di là del mare) e Emily Shaqiri (Katia)(con un passato televisivo in Festa italiana e Tu si que vales). New entry di stagione Fiamma Parente (Bianca). Partecipano anche lo youtuber Pow3r e il tiktoker Luciano Spinelli, indicazione di una fanbase di stampo social.

Riflessione su questi diari…

Con un cast formato per la maggior parte da giovani alla prima esperienza davanti ad una cinepresa, la serie è stata apprezzata per il fatto di trattare la fascia dei preadolescenti. Anche se spesso con una scrittura e una narrazione poco convincente. Forse troppo alla ricerca più del tema che del contenuto. E questo è un problema sia per un pubblico adulto sia per quello giovane a cui è diretto il suo messaggio.

Non mancano invece precedenti di serie, anche tutte italiane, in cui non solo il linguaggio, giovanilista o meno, e il punto di vista scelto è sembrato più attento e complesso. Con risultati anche negli ascolti. Si trattava della fascia di età dei liceali, come in Vivere non è un gioco da ragazzi, SKAM Italia e Shake. Ma il “salto” in avanti non sembra essere giustificato da una differenza di pochi… trimestri. Ad ogni modo, è l’ora di aprire i nostri personali registri per decretare i risultati di questo nuovo anno scolastico.

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