Non si può negare che David Tennant sia una delle stelle più brillanti del Regno Unito. L’attore scozzese compie 55 anni e abbiamo deciso di stilare una lista dei suoi ruoli più iconici.
Il debutto con Harry Potter e il Calice di Fuoco
Il ruolo che lo ha reso noto sul grande schermo è quello di Barty Crouch Jr. in Harry Potter e il Calice di Fuoco. Il servo più devoto di Lord Voldemort, pur avendo pochissimo screentime, è diventato iconico grazie al suo tic con la lingua. Questo dettaglio non era presente nel copione, è stato improvvisato dall’attore stesso.

La consacrazione internazionale con Doctor Who
La parte che lo ha consacrato a livello internazionale è quello del Dottore nella serie Doctor Who. Vent’anni fa, Tennant sostituisce Christopher Eccleston ed è diventato iconico. Non a caso è uno dei Dottori più amati di tutta la saga.

David Tennant e la performance perfetta in Broadchurch
Se Broadchurch fosse stata rilasciata su qualche piattaforma, David Tennant avrebbe sicuramente ricevuto qualche riconoscimento tra Emmy, Golden Globes ecc…
Nella serie interpreta Alec Hardy, un ispettore cinico e disilluso. Si tratta di un personaggio molto umano, che non necessità chissà quale prestazione, ma con poco è riuscito a dare mille sfumature e ancora tutt’oggi pensiamo che sa la sua interpretazione migliore.

La versatilità nel doppiaggo
Tennant è noto soprattutto per i suoi personaggi del mondo televisivo, ma ha mostrato una grandissima versatilità anche nel doppiaggio. Veste il ruolo di Paperon de’ Paperoni nella serie Disney DuckTales, reboot di quella del 1987. Inoltre, ha prestato la sua voce anche per i documentari di National Geographic, per i programmi di Radio 4 e gli audiolibri.
Il ritorno di David Tennant a maggio
Maggio è decisamente il suo mese. Lo rivedremo nel ruolo del viscido Tony Baddingham nella seconda stagione di Rivals, serie presente su Disney+ che tornerà il 16 maggio. E poi è pronto a vestire i panni del demone Crowley per un’ultima volta. Sentiremo gli usignoli cantare nel gran finale di Good Omens? Speriamo di sì.

