Daredevil: Rinascita è arrivato al giro di boa con la puntata rilasciata l’8 aprile. I primi quattro episodi della seconda stagione proseguono nel solco degli eventi della prima. Lo scontro tra Fisk (Vincent d’Onofrio) e Matt (Charlie Cox) rimane stabile, con da una parte il primo che sguinzaglia la Task Force e dall’altra il secondo che cerca di raggruppare un team di vigilanti. Nel frattempo, Bullseye (Wilson Bethel) rappresenta una minaccia per entrambi i protagonisti.
Tra i personaggi secondari maggiormente presenti, Karen Page (Deborah Ann Woll) si nasconde insieme a Matt e passa delle informazioni scomode a BB Urich (Gennaya Walton). Vanessa Fisk (Ayelet Zurer) invece resta al fianco del suo amato Wilson.
La stagione 2 introduce anche diversi personaggi nuovi. Tra questi, Mr. Charles (Matthew Lillard) è il più misterioso. La governatrice Marge McCaffrey (Lili Taylor) è invece una delle oppositrici più agguerrite del sindaco, intenzionata a mettere i bastoni fra le ruote al progetto ”Strade più sicure”.
Nel finale del quarto episodio, un colpo di scena è pronto a riassestare gli equilibri dello show, con Fisk pronto a diventare definitivamente Kingpin.

Daredevil: Rinascita 2 parte 1 – Trama
In questi quattro episodi, Fisk deve affrontare il danno d’immagine e commerciale conseguente ad un incidente marittimo. Un’imbarcazione, la Northern Star, viene attaccata da Daredevil mentre è in viaggio verso il porto di New York. Come risposta, il capitano della nave la fa affondare, bloccando l’accesso al porto e lasciandola esposta ai cittadini. Fisk dovrà occuparsi di far sparire i testimoni di questo incidente, oltre a coloro che sapevano cosa trasportasse la nave.
Nel frattempo, molti vigilanti vengono sottoposti a processo e Mr. Charles, un agente della CIA, si occupa che le autorità statali non interferiscano. Tra i processati, Jack Duquesne viene condannato, nonostante non ci siano le prove che lo colleghino al suo alter ego lo Spadaccino. La terapista Ether Glemm falsifica le testimonianze per agevolare il processo.
BB Urich è sempre più intenta a smascherare la corruzione e i metodi violenti del sindaco: per questo crea un servizio di tg parodistico in cui deride Fisk ed espone prove scomode. L’amico Daniel, assistente alle comunicazioni di Fisk, inizia ad avere qualche sospetto sull’attività cospiratoria della giornalista.
Infine, Bullseye rappresenta la mina vagante di questa stagione. Aiuta Matt quando viene catturato dalla Task Force e cerca di vendicarsi di Vanessa e Wilson per averlo manipolato. Angela Ayala eredita l’amuleto di Tigre Bianca, posseduto da suo zio.

Daredevil: Rinascita 2 – Recensione
Dopo questi primi quattro episodi, si può affermare che la serie abbia diversi problemi che non le permettano di decollare. Daredevil: Rinascita risulta, fino a questo momento, una serie noiosa e poco spettacolare.
In generale, pesa la scarsità di scene d’azione. La serie procede con lo stesso modus operandi per quasi tutti gli episodi: tanti dialoghi, specie nella parte centrale, e sul finale una scena d’azione. Per un prodotto supereroistico dell’MCU, che punta sull’intrattenimento, è una mancanza non da poco.
Inoltre, emergono dei dubbi circa la reale importanza di ciò che vediamo. La serie crea moltissime linee narrative: quasi tutti i personaggi ne hanno una a loro dedicata. Il problema è che ciò che compiono o che li riguarda non ha poi reali ripercussioni sul focus centrale della serie, ovvero lo scontro tra Daredevil e Kingpin.
C’è anche un problema di minutaggio. La serie vuole dare spazio a tutti ma finisce per non darlo a nessuno. Infatti, sono pochi i personaggi che vengono realmente approfonditi con diverse scene. Personaggi come BB Urich, Ether Glemm, Mr. Charles sono potenzialmente interessanti ma, a conti fatti, li vediamo pochissimo.

Una sceneggiatura articolata ma statica
Entrando più in profondità, risultano poco chiari e concreti gli effetti dell’incidente della Northern Star. L’incidente nell’Hudson avviene nel primo episodio, alla fine del terzo viene fatta esplodere e nel quarto non se ne parla fondamentalmente. Non ci sono effetti negativi né su Kingpin, né sui vigilanti.
La scelta di dire pubblicamente che Matt Murdock è scomparso a cosa ha portato? Fisk fa una scelta audace ma gli effetti di tale scelta non li vediamo.
Il processo ai vigilanti, tanto voluto da Fisk, porta alla carcerazione di Jack Duquesne, alias lo Spadaccino. Ma che senso ha avuto dare spazio a tutto ciò se tanto gli effetti di queste scelte immorali e antidemocratiche del sindaco non li vediamo perché sul finale dell’episodio 3 vengono tutti liberati da Daredevil?
Questi sono solo tre esempi che dimostrano come lo show sia statico: succedono cose ma non c’è una reale progressione.

La dimensione spettacolare
Venendo invece a quello che dovrebbe essere questa serie MCU, vale a dire un prodotto supereroistico, qui emergono altri problemi.
La serie ha poche scene d’azione e peraltro poco spettacolari. In quasi tutte c’è un abuso di rallenty, i quali smorzano drasticamente la giusta frenesia e agitazione di molti combattimenti. Anche sul piano registico, ci sono pochi guizzi, specie se si fa il paragone con i piani sequenza crudi della serie originale Netflix.
In generale, la regia di questo show non presenta particolarità o virtuosismi, se non il rallenty. È una regia molto lineare, in linea con le altre serie Marvel-Disney.
Dopo ben 13 episodi, ancora non abbiamo assistito ad un vero scontro tra i due personaggi principali, Daredevil e Kingpin. Così come sono pochissimi gli scontri tra Daredevil e Bullseye.
Anche la liberazione dei vigilanti appare molto sbrigativa e semplice. Daredevil riesce ad entrare e a liberare tutti i vigilanti e la Task Force non riesce a controbattere minimamente.

Daredevil: Rinascita – Le interpretazioni vengono sacrificate
Sulla base delle premesse finora esposte, risulta difficile rintracciare scene complesse da un punto di vista attoriale. I dialoghi sono spesso costruiti su scambi poco conflittuali e c’è quindi poco spazio per esplosioni emotive. Il personaggio più interessante, seppur ormai ripetitivo per come viene scritto e interpretato, è Fisk.
Il villain dello show vive su un equilibrio sottile: è un uomo che reprime la propria rabbia, la quale fuoriesce solo in rare circostante traducendosi in violenza. D’Onofrio è molto abile nel trasmettere paura tramite il proprio viso, così come nel trasmettere fragilità emotiva quando si trova di fronte a Vanessa.
Charlie Cox, invece, non ha scene particolarmente forti a livello emotivo in questi quattro episodi.

Conclusioni
Daredevil: Rinascita (qui la recensione della stagione 1) è un prodotto che fa molta fatica a risultare coinvolgente. L’apice, a livello di pathos emotivo, lo raggiunge nel finale del quarto episodio. Tutto ciò che vediamo prima però è davvero molto statico e poco interessante.
La sensazione è che lo show abbia poco budget per dare al pubblico tanto spettacolo, quindi raziona la componente action dando molto spazio a scene dialogate e intrighi, soffermandosi molto sulla psicologia di diversi personaggi. Il problema è che non c’è né l’originalità, né il minutaggio necessario per proporre un prodotto lento ma realmente complesso e approfondito.
Quello che resta è quindi la superficialità e la rapidità con la quale si aprono trame, si sviluppano e si chiudono, con la parte action che fa da contorno.
Non ci resta che aspettare gli ultimi episodi prima di dare un giudizio definitivo. La speranza è che, ora che la rabbia di Fisk dovrebbe essere ai massimi livelli, la serie possa diventare più spettacolare e adrenalinica.
