NetflixCreature Luminose: la grazia della solitudine e l'intelletto dell'oceano

Creature Luminose: la grazia della solitudine e l’intelletto dell’oceano

Adattare per lo schermo un fenomeno letterario da milioni di copie è sempre un’operazione rischiosa, specialmente quando il cuore pulsante del romanzo risiede in una voce narrante decisamente insolita: quella di un polpo gigante del Pacifico. Eppure, la regista Olivia Newman, già nota per la trasposizione di La ragazza della palude, riesce nell’impresa con Creature luminose (Remarkably Bright Creatures), lungometraggio che traduce visivamente la delicatezza, il dolore e la bizzarra ironia del romanzo d’esordio di Shelby Van Pelt. Distribuito su Netflix, il film si rivela un’opera squisitamente intima, capace di navigare tra il dramma della perdita e la commedia esistenziale senza mai affondare nel sentimentalismo spicciolo.

Creature Luminose

Creature Luminose – Trama e Cast

Tova Sullivan è una vedova che lavora in un acquario locale. La donna ritrova la gioia di vivere quando stringe un inaspettato legame con un polpo gigante del Pacifico e con un giovane ragazzo che è tornato in città per cercare la sua famiglia.

Nel cast è presente la bravissima Sally Field, affiancata da un giovane e promettente Lewis Pullman. Ci sono poi anche Joan Chen, Colm Meaney, Kathy Baker, Beth Grant, Sofia Black-D’Elia.

Una sinfonia di anime solitarie

Il fulcro del successo del romanzo di Van Pelt risiedeva nell’alternanza dei punti di vista, in cui i monologhi interiori di Marcellus offrivano una lente cinica ma tenera sulla condizione umana. La sceneggiatura firmata da Newman e John Whittington sceglie saggiamente di non abusare della voce fuori campo del polpo, preferendo lasciare che sia la straordinaria espressività della CGI a parlare. Il lavoro digitale di ricostruzione del cefalopode è superbo: ogni movimento dei tentacoli, ogni mutamento di colore della pelle e, soprattutto, l’espressività degli occhi comunicano un senso di intelligenza senziente che rende il legame tra Tova e l’animale non solo credibile, ma profondamente commovente.

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La routine metodica di Tova viene interrotta dall’incontro con Marcellus, un polpo gigante del Pacifico rinchiuso in una delle vasche dell’acquario. Marcellus non è un semplice animale da esibizione; è una creatura dotata di un’intelligenza straordinaria, acuta e misantropa, che osserva le debolezze degli umani con un misto di compassione e distaccato sarcasmo. Nella versione originale, la voce profonda e teatrale di Alfred Molina conferisce al cefalopode una dignità quasi shakespeariana.

A complicare e arricchire l’intreccio si aggiunge Cameron Cassmore. Le traiettorie di questi tre personaggi – l’anziana vedova, il ragazzo smarrito e l’animale recluso – si incrociano in modo apparentemente fortuito, ma sarà proprio l’intuito sovrumano di Marcellus a fare da catalizzatore per svelare i segreti che legano i loro passati

Un ottimo comparto tecnico e interpretativo

Sally Field offre una delle prove più mature della sua tarda carriera. La sua Tova non è una vittima spezzata dal dolore, ma una donna di una dignità ferrea, che pulisce i vetri dell’acquario con la stessa cura con cui tenta di tenere in ordine i pezzi della propria vita. L’alchimia con Lewis Pullman, perfetto nel tratteggiare la vulnerabilità ruvida di Cameron, eleva il film sopra i canoni del classico dramma generazionale.
La regia di Olivia Newman adotta uno stile visivo che asseconda la fluidità dell’elemento acquatico. La fotografia di Ashley Connor gioca con i toni freddi del Pacifico Northwest, alternando i grigi metallici delle giornate piovose alle luci artificiali e sottomarine dell’acquario, che di notte si trasforma in un non-luogo magico, quasi sospeso nel tempo.

Creature Luminose

Il messaggio luminoso del film

Il titolo dell’opera racchiude il nucleo tematico sia del libro che del film. Chi sono le vere “creature luminose”? Inizialmente il riferimento sembra biologico, legato alla meraviglia della fauna marina e alla bioluminescenza. Tuttavia, procedendo nella visione, emerge con chiarezza che l’aggettivo è rivolto agli esseri umani. Come osserva lo stesso Marcellus in uno dei suoi rari e fulminanti interventi: «Gli umani sono perlopiù noiosi e maldestri, ma talvolta riuscite a essere creature estremamente luminose».
Il film esplora la capacità dell’uomo di trovare connessioni nei luoghi più inaspettati e la necessità di elaborare il lutto per poter andare avanti. La prigionia di Marcellus, conscio che la sua aspettativa di vita volge al termine (i polpi della sua specie vivono circa quattro anni), specchia la prigionia emotiva in cui Tova si è rinchiusa per trent’anni. Liberare i propri segreti diventa l’unico modo per ottenere, finalmente, la libertà.

Per concludere

Creature luminose è un adattamento cinematografico di rara delicatezza. Pur rischiando a tratti di scivolare nella commozione calcolata – specialmente nel terzo atto, dove le coincidenze della trama si fittano per correre verso la risoluzione – il film mantiene una sua indiscutibile onestà intellettuale. È una storia che scalda il cuore senza risultare zuccherosa, un inno all’empatia interspecie che ricorda allo spettatore come, anche nei momenti di assoluto isolamento, basti un barlume di comprensione per ritrovare la strada di casa. Un film imperdibile per chi ha amato il libro e una splendida sorpresa per chi vi si approccia per la prima volta.

Creature Luminose – Trailer

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Creature Luminose è una storia che unisce tre esseri soli e silenziosi. Si tratta di un racconto pieno di emozioni e bisogna tirare fuori il fazzoletto nel finale.
Arianna Dell'Orso
Arianna Dell'Orso
Vivo sul mondo reale unicamente con il corpo, ma la mia mente viaggia a Westeros, nella Londra dei Peaky Blinders e fa affari loschi con Walter White. Il cinema di Hitchcock è il mio spirito guida

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