Colazione da Tiffany, il cult con Audrey Hepburn

Colazione da Tiffany è ormai probabilmente una delle pellicole più conosciute in assoluto; uscito nelle sale cinematografiche nel 1961, il film è stato diretto da Blake Edwards e la sceneggiatura scritta da George Axelrod. La trama riprende comunque il romanzo omonimo pubblicato nel 1958 dallo scrittore statunitense Truman Capote.

Colazione da Tiffany ottenne svariate candidature agli Academy Awards del 1962; si è aggiudicato gli Oscar per la miglior colonna sonora e per la miglior canzone con Moon River. Audrey Hepburn, candidata per miglior attrice protagonista, non vinse l’ambita statuetta, che invece andò alla nota attrice italiana Sophia Loren (la vita davanti a sé) per la sua interpretazione nel film La ciociara. La pellicola ottenne anche la candidatura per la migliore sceneggiatura non originale e per la migliore scenografia.

Colazione da Tiffany: trama

Holly Golightly (Audrey Hepburn) è una giovane ed affascinante ragazza che vive nella New York degli anni 60; lei è uno spirito libero, frequentando uomini facoltosi, ma legandosi mai a nessuno di loro. Paul Varjak (George Peppard) è un aspirante scrittore, che si mantiene avendo rapporti con donne ricche come Liz, la sua “decoratrice”; trasferitosi nell’appartamento sopra quello di Holly, i due iniziano a legare sempre di più. Tra feste, piccoli furti e pomeriggi da Tiffany, però Paul intravede sempre di più la realtà di Holly, o comunque tutto ciò che lei cela al mondo, riguardo al suo passato ed al suo vero essere. Per quanto Paul cerchi di avvicinarsi ad Holly, lei tende a respingerlo ed a scappare. L’arrivo a New York di Doc Golightly, interpretato da Buddy Ebsen, una figura della vita passata di Holly, aiuta Paul a scoprire di più su chi è lei realmente.

Colazione da Tiffany

Colazione da Tiffany: recensione

Colazione da Tiffany ha dato vita ad una vera e propria icona cinematografica: si tratta del personaggio di Holly Golightly. Lei incarna in tutto e per tutto una forma di sensualità che però tende sempre all’eleganza, a tratti sfacciata ma mai volgare. Lei, con il vestito lungo nero, la collana di perle, i guanti neri e l’immancabile cannello per la sigaretta, è diventata un personaggio cult, nota anche ai più incolti in fatto di cinema. Il merito per l’aver dato vita a questo personaggio è certamente della Hepburn che anche in altri film ha portato sul grande schermo una particolare femminilità ed uno stile non indifferente; alcuni esempi sono Sabrina nel 1954 e Cenerentola a Parigi (Funny Face) a fianco dell’ammaliante Fred Astaire nel 1957.

Un altro elemento che ha reso la pellicola così nota ed amata dal pubblico di inguaribili romantici è la canzone Moon River, cantata nel film dalla stessa Audrey. Si tratta di una canzone tecnicamente molto semplice, che si è adattata un po’ anche alle possibilità canore dell’attrice, che nella sua semplicità però da un tocco in più al film.

Colazione da Tiffany

Moon River rimarca alcune delle scene più importanti: già nella prima scena, dove si vede Holly davanti a Tiffany; poi la protagonista stessa la canta affacciata nelle scale antincendio con l’accompagnamento della sola chitarra, ed anche nella scena finale.

“Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany, comprerei i mobili e darei al gatto un nome!”

In molte altre pellicole ambientate in grandi città, o comunque in luoghi che hanno una certa rilevanza nel film stesso, come nel caso di Midnight in Paris, l’attaccamento del protagonista al luogo riguarda tutta la città; in questo caso, invece, il legame di Holly si limita solamente a Tiffany. E non si tratta di un negozio Tiffany qualsiasi, ma delle scintillanti vetrine del negozio sulla 5th Avenue; per la protagonista, il solo essere in questa gioielleria le fa dimenticare tutti i problemi e tutte le insicurezze che la sopraffanno nei “mean reds”, durante le sue paturnie.

Libro e adattamento cinematografico

Come spessissimo accade, quando un libro viene adattato da Hollywood, perde qualcosa, o comunque viene anche minimamente alterato. Colazione da Tiffany non è un’eccezione a questa regola; partendo dai personaggi, si può notare come alcune figure presenti nel libro, come il barista Joe Bell, siano totalmente omesse, o rese più marginali, come Mag Wildwood (Dorothy Whitney). Inoltre, non è presente nel libro di Capote alcuna menzione al fatto che Paul si mantenesse avendo rapporti con donne per denaro. Un ulteriore differenza si ritrova nel periodo storico in cui la storia è ambientata.

Il libro si sviluppa durante gli anni 40, mentre il film durante gli anni 50. Questa differenza non sembra comunque rilevare molto nell’intreccio. Ultima e più importante differenza riguarda il finale della storia: pur non entrando troppo nei dettagli per evitare spoiler al lettore, si può semplicemente sottolineare come lo sceneggiatore  abbia voluto optare per un finale più d’effetto, in stile Hollywoodiano.

 A fronte di tutte queste numerose differenze, si ritrovano anche molte similitudini tra l’adattamento cinematografico e l’opera scritta: ci si riferisce in particolare ai dialoghi, i quali talvolta si mantengono identici nel film.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SOMMARIO

La sceneggiatura presenta qualche inesattezza nella trasposizione dell'omonimo libro, pur essendo il film molto emozionante e avendo dato vita ad un icona.
Ilaria Denaro
Ilaria Denaro
Studentessa unime, sono un’amante del cinema da sempre, spaziando dalle commedie romantico-umoristiche del caro vecchio Woody Allen, fino ai thriller di Fincher

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