Recensioni FilmCODA, la recensione del film vincitore agli Oscar 2022

CODA, la recensione del film vincitore agli Oscar 2022

CODA, un remake all’altezza dell’originale

Strano a dirsi, eppure questa volta si tratta di un remake all’altezza dell’originale se non ancora più emozionante. Adattamento americano del film francese La famiglia Bélier, CODA di Sian Heder ha vinto il Sundance Film Festival ed è stato distribuito su Apple TV+ a partire dal 13 agosto. E’ un piccolo, grande protagonista di questa stagione dei premi, forse un po’ inaspettato. Ha ricevuto, infatti, tre candidature ai Premi Oscar 2022 tra cui Miglior Film. In Italia è arrivato direttamente in home video con il titolo I segni del cuore, ma è nell’acronimo CODA che risiede il nucleo centrale dell’intero film. Significa “figlio di persona sorda” (Children of Deaf Adults) e Ruby Rossi è questo, una ragazza udente i cui genitori e fratello sono sordi. Lei è il loro tramite col mondo e ciò comporta difficoltà da affrontare e decisioni da prendere soprattutto se in gioco c’è il suo futuro.

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CODA: la trama

Ruby Rossi è l’unica udente della sua famiglia, i genitori e il fratello maggiore sono sordi. A causa della loro disabilità ogni giorno si assume enormi responsabilità. E’ il loro tramite col mondo, a livello relazionale ma soprattutto lavorativo. Sin dall’inizio del film, però, la sentiamo cantare e indubbiamente non sembra destinata a lavorare sul peschereccio del padre. La pensa così anche il suo insegnante di canto a scuola che le propone di prendere lezioni private per entrare in una prestigiosa scuola di musica. Ruby è spiazzata, forse perché non ha mai visto un’alternativa al di fuori della sua famiglia, ma più è forte la sensazione di oppressione da parte della sua famiglia più aumenta l’urgenza di liberarsi ed essere una normale adolescente alle prese con la scuola, il futuro e i primi amori.

In equilibrio precario tra sé e la famiglia

CODA è un racconto di formazione, un coming-of-age sensibile e delicato che centra l’obiettivo di voler restituire in modo sincero i sentimenti e le emozioni di una storia che altro non è che il sogno americano, mostrato con meno stereotipi e più realismo. Il personaggio di Ruby rappresenta un periodo della nostra vita in cui, da sognatori, volevamo spiccare il volo e compiere il salto decisivo, così da essere finalmente noi stessi. Dall’altro lato, però, vi è la famiglia da cui distaccarsi. Per la protagonista questo processo è ancora più complicato, perché sin da piccola la disabilità dei genitori e del fratello le ha addossato un peso non indifferente da sopportare. Vivono un rapporto sì affettivo, ma di forte dipendenza l’uno dall’altro. L’occasione di entrare nella prestigiosa scuola di musica di Berklee è quel famoso treno che passa una sola volta nella vita. Ruby, a questo punto, si domanda: è giusto sacrificare sé stessi per la famiglia?

CODA

Una comedy ironica e commovente

CODA investe tutto il suo potenziale in una sceneggiatura semplice ma sinceramente sentita. Ruby e la sua famiglia, in modi diversi, desiderano trovare il proprio posto nel mondo, ma questa “drammaticità” della ricerca di sé è resa spesso con ironia e leggerezza tale per cui la sordità non è un ostacolo insuperabile né qualcosa per cui provare pietà. Il film vive di un equilibrio sottile di sorrisi e commozione, qualcosa che sarebbe stato impossibile da realizzare senza le splendide performance degli attori. Emilia Jones stupisce, l’interpretazione di Ruby ne mette finalmente in luce il talento già intravisto in La casa delle bambole-Ghostland e Brimstone. Troy Kotsur e Marlee Matlin sono attori sordomuti (a differenza del film francese), particolare che rende la loro prova attoriale ricca di emotività e spontaneità. CODA è una di quelle opere che fa stare bene, piena di buoni sentimenti che ogni tanto è bene ricordare. Non è certo originale (al di là dell’essere un remake), né sorprendente, eppure ha tutti gli elementi giusti per essere quel film da guardare quando si ha bisogno non solo di motivazione, ma anche di speranza.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

CODA può essere ben descritto con la formula "un film che fa bene al cuore". Emozionante, forse più del francese La famiglia Bélier di cui è remake, è profondamente sincero nell'esprimere emozioni e sentimenti che tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita, motivo per cui è facile identificarsi in Ruby, divisa tra la voglia di realizzare i propri sogni e l'amore per la famiglia. Una storia semplice, ma assolutamente efficace.
Redazione
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