NewsChris Hansen contro Primetime: "Un insulto"

Chris Hansen contro Primetime: “Un insulto”

Chris Hansen non ha visto Primetime (qui la recensione) e, almeno per ora, non sembra intenzionato a farlo. Il film, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia il 5 settembre, racconta in forma romanzata la sua esperienza con To Catch a Predator, il programma di Dateline NBC che nei primi anni Duemila trasformò le sue indagini con telecamere nascoste in un fenomeno televisivo.

- Pubblicità -

Robert Pattinson interpreta una versione fittizia di Hansen, mentre il film mostra un giornalista sempre più ossessionato dal successo del programma e desideroso di portarlo nella fascia di prima serata.

La pellicola ha ricevuto un’accoglienza calorosa a Venezia, con circa otto minuti di applausi, e Pattinson ha già attirato l’attenzione in vista degli Oscar. Le reazioni al film, invece, hanno mostrato opinioni più contrastanti.

Hansen, 66 anni, contesta però soprattutto la scelta dei produttori di raccontare la sua storia senza coinvolgerlo. Secondo il giornalista, gli avrebbero proposto una visione privata soltanto dopo avergli chiesto di firmare un accordo di riservatezza che lui ha giudicato troppo restrittivo.

Chris Hansen

Chris Hansen: “non hanno voluto conoscere la verità”

L’ex corrispondente NBC definisce Primetime «un insulto» nei confronti delle persone che ogni giorno lavorano per proteggere i minori.

A suo giudizio, il film trasforma un’attività investigativa complessa e rischiosa in una sorta di horror costruito per spettacolarizzare la vicenda.

Hansen critica anche l’uso del suo nome e della sua immagine. Secondo lui, i produttori avrebbero scelto di sfruttare un marchio già conosciuto dal pubblico senza preoccuparsi di verificare la realtà dei fatti. Precisa invece di non avere alcun problema con Pattinson, che considera un ottimo attore e una persona disponibile nei suoi confronti.

- Pubblicità -

Il giornalista respinge inoltre l’idea che le indagini rappresentassero un’ossessione personale o una corsa sfrenata verso la prima serata. Racconta di aver considerato To Catch a Predator una parte del proprio lavoro giornalistico, nata dall’importanza del tema e dal forte interesse del pubblico.

Infine, Hansen affronta anche il caso di Bill Conradt, uomo che si tolse la vita durante un’indagine. Il giornalista afferma di non rimpiangere la decisione di aver seguito l’intervento della polizia e sostiene di aver continuato a raccontare le indagini con trasparenza anche dopo quella tragedia.

Hansen guarda quindi al film con evidente distanza, ma senza lasciarsi definire dalla polemica. Mentre Primetime porta la sua storia sul grande schermo e alimenta nuove discussioni sul confine tra giornalismo, spettacolo e responsabilità, lui continua a concentrarsi sul proprio lavoro. Oggi produce nuovi contenuti true crime attraverso TruBlu e porta avanti altre inchieste e documentari, dimostrando di voler mantenere il controllo sulla propria narrazione.

Eleonora Savino
Eleonora Savino
Appassionata di cinema in tutte le sue forme, amo le storie capaci di emozionare e far sorridere. Charlie Chaplin è il mio punto di riferimento, ma sono cresciuta anche con il grande cinema italiano degli anni ’60, che continua a essere una delle mie più grandi passioni.

CONDIVIDI POST:

IN TENDENZA ORA

RACCOMANDATI
TI POTREBBERO INTERESSARE