HomeNewsCarlos Saura, morto nella notte il regista spagnolo sopravvissuto al franchismo

Carlos Saura, morto nella notte il regista spagnolo sopravvissuto al franchismo

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Carlos Saura è morto all’età di 91 anni. L’accademia cinematografica spagnola ha da poco rilasciato la notizia che nella notte tra ieri e oggi, il regista iberico è stato colpito da insufficienza cardiaca acuta nella sua casa di Madrid. Se ne va uno degli artisti cinematografici più simbolici del paese; una personalità che ha attraversato diversi eventi storici.

 Carlos Saura ha diretto diverse pellicole di successo: In fretta in fretta, La Caza, Nozze di sangue, Cria Cuervos e tanti altri. Quello che tuttavia lo rende iconico agli occhi dello spettatore è la natura sperimentale del suo cinema. Nel 1952 si è iscritto a una scuola dove ha potuto lavorare sulla descrizione della realtà e degli strati sociali.

Il primo prodotto a uscir fuori da quel periodo di formazione è I Monelli (liberamente ispirato al neorealismo italiano). Negli anni seguenti Carlos Saura ha potuto partecipare anche al Festival di Cannes e al Festival del cinema di Berlino. La sua figura divenne pertanto un punto di riferimento anche a livello internazionale.

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Carlos Saura – La portata storica del suo contributo artistico

Duro il periodo della dittatura franchista che lo costrinse a una censura mirata e martellante. Ha rappresentato uno dei volti culturali della resistenza; una figura di speranza e gioia in periodi bui. La poetica visiva di Carlos Saura fu infatti sempre rivolta alla memoria (un concetto che gli ha permesso anche nel 1973 di vincere il premio della giuria a Cannes per La Cugina Angelica). L’opera ripercorreva le fasi più dure del franchismo, dipingendo le modalità attraverso cui la società spagnola è stata imbevuta da questa fase di incertezza e odio.

Il suo contributo artistico, come si diceva, ha attraversato gli anni fino ad arrivare all’epoca recente in cui nel 2018 ha reso omaggio a Renzo Piano dirigendo un documentario sulla sua vita. Carlos Saura avrebbe dovuto anche ricevere il premio Goya alla carriera (proprio come riconoscimento sulla portata storica del suo contributo filmico). A questo punto il tributo sarà postumo.

Federico Favale
Federico Favale
Anche da piccolo non andavo mai a letto presto. Troppi film a tenermi sveglio. Più guardavo più dicevo a me stesso: "ok, la vita non è un film ma se non guardassi film non capirei nulla della vita".

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