Tra i film più emozionanti del Festival di Cannes c’è sicuramente The Man I Love di Ira Sachs (Passages), accolto da una standing ovation di dieci minuti dopo la premiere mondiale al Grand Théâtre Lumière.
Il protagonista del film è Rami Malek (Norimberga), che interpreta Jimmy George, performer teatrale nella New York della fine degli anni ’80, nel pieno della crisi dell’AIDS che colpì profondamente la comunità artistica della città.
Accanto a Malek recitano Luther Ford,Tom Sturridge (Il mago del Cremlino), Ebon Moss-Bachrach (The bear) e Rebecca Hall (Due donne – Passing).
Il film segue Jimmy mentre affronta la malattia e la consapevolezza della morte imminente, ma invece di concentrarsi esclusivamente sul dolore, sceglie di raccontare il desiderio ostinato di continuare a vivere, amare e creare arte fino all’ultimo momento.

Un omaggio alla vita nel cuore della crisi AIDS
La critica presente a Cannes ha elogiato il film per la sua intensità emotiva e per il modo in cui riesce a raccontare un periodo devastante senza rinunciare alla vitalità dei suoi personaggi.
Sachs costruisce infatti un ritratto umano e artistico della New York underground degli anni ’80, trasformando The Man I Love in una celebrazione della creatività, del desiderio e della resistenza emotiva.
Per il regista si tratta di una sorta di ideale “film gemello” di Frankie, presentato a Cannes nel 2019 con Isabelle Huppert. Anche questa volta la sceneggiatura è stata scritta insieme al collaboratore storico Mauricio Zacharias.
Dopo la proiezione, Rami Malek e il resto del cast hanno raggiunto Ira Sachs sul palco tra applausi e commozione, confermando The Man I Love come uno dei titoli americani più apprezzati di questa edizione del festival.
