NewsCannes 2026: Léa Seydoux da Palma d'Oro e 6 minuti di applausi

Cannes 2026: Léa Seydoux da Palma d’Oro e 6 minuti di applausi

Prosegue a ritmo serrato il concorso del Festival di Cannes. Nella tarda serata di venerdì è stato infatti presentato in anteprima mondiale Gentle Monster, l’atteso e disturbante ritorno alla regia dell’autrice austriaca Marie Kreutzer (Corsage).

Un debutto sfolgorante

L’accoglienza all’interno del Grand Théâtre Lumière è stata a dir poco calorosa. La proiezione ufficiale si è chiusa con sei minuti di intensa standing ovation, interrotta solo dal momento in cui la regista ha preso il microfono per ringraziare il pubblico. Gli applausi più scroscianti sono stati tutti per la protagonista, una straordinaria Léa Seydoux, la cui performance ha letteralmente stregato la platea di Cannes.

Una trama drammatica e disturbante

Il film affronta una tematica complessa e drammatica. Al centro della storia c’è una donna (Seydoux), felicemente sposata e madre di un bambino piccolo. La sua vita viene improvvisamente devastata quando le autorità arrestano il marito (interpretato da Laurence Rupp) con l’accusa di possesso e diffusione di materiale pedopornografico.

Mentre l’indagine avanza, e restano ancora da chiarire l’entità del coinvolgimento dell’uomo e del figlio, la protagonista decide di cercare rifugio insieme al bambino a casa della madre, interpretata dall’intramontabile Catherine Deneuve.

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Il “rebus” degli Oscar: Francia o Austria?

Considerato finora uno dei titoli più forti e convincenti del concorso, Gentle Monster si candida prepotentemente a essere un protagonista della prossima corsa agli Oscar nella categoria Miglior Film Internazionale. Resta però da capire sotto quale bandiera correrà.

Se da un lato il cast vanta due icone assolute del cinema transalpino come Seydoux e Deneuve, dall’altro la lingua preminente nel film è il tedesco, e la regista Marie Kreutzer è austriaca (e aveva già rappresentato l’Austria agli Oscar nel 2022 con Corsage). Sarà interessante capire quale Paese deciderà di candidare ufficialmente la pellicola.

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La consacrazione di Léa Seydoux

Indipendentemente dai passaggi istituzionali, i riflettori sono tutti puntati su Léa Seydoux. A 40 anni, e con due decenni di carriera alle spalle passati a recitare a ritmi altissimi, l’attrice francese firma qui una delle sue prove più mature e folgoranti. Nel 2013 Seydoux aveva condiviso la Palma d’Oro per La vita di Adele, ma non ha mai ricevuto un premio individuale sulla Croisette.

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Quest’anno la Palma come Miglior Attrice sembra davvero alla sua portata. Non solo: se il film dovesse trovare una solida distribuzione negli Stati Uniti, questa performance potrebbe finalmente regalarle la prima nomination all’Oscar della sua carriera. Seguendo le orme di Kate Winslet, che ottenne la candidatura per un ruolo altrettanto complesso e legato a tematiche simili già in Little Children (2006).

Carlotta Pedercini
Carlotta Pedercini
Cresciuta tra film d'animazione, horror e drammi d'autore, per me una buona scrittura viene prima di tutto. Ho un debole per Jason Schwartzman e mi muovo tra Xavier Dolan, Alice Rohrwacher e Nanni Moretti: Megamind, però, rimane sempre la mia Bibbia.

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