Dal 25 maggio la casa di produzione Cat People riporta sul grande grande schermo due importanti film di Nanni Moretti. Stiamo parlando di Bianca e La messa è finita.
Sono due opere fondamentali del regista, che mostrano un’Italia con le sue inquietudini politiche e sentimentali, sulle fragilità di una generazione che continua ostinatamente a somigliarci.
Si parla di un’Italia degli anni Settanta e Novanta. La borghesia smarrisce i propri codici morali e dell’individuo urbano prima che arrivassero i social a trasformare ogni nevrosi in performance permanente
I personaggi di Nanni Moretti parlano per capire, discutono per sopravvivere, si agitano dentro un’etica dello sguardo che appartiene sempre meno al presente. Eppure proprio per questo restano contemporanei. Perché dentro quelle ossessioni, quelle manie linguistiche, quei silenzi improvvisi, continua a esserci il ritratto di un’Italia incapace di smettere di interrogarsi su identità, desiderio, appartenenza.

Riscopriamo i film di Nanni Moretti
Rivedere le opere di Moretti mettono in luce di come il presente fosse già scritto dentro quel cinema. La paura dell’amore, la crisi delle ideologie, l’incapacità di costruire comunità, il bisogno disperato di autenticità: tutto era già lì, raccontato con un anticipo quasi profetico. Moretti è stato il primo autore italiano a fare dell’io non un rifugio ma un campo di battaglia. Sono storie che ci chiedono di prendere posizione.
In Bianca (1984) si racconta la storia di Michele Apicella, un docente di matematica che lavora in una scuola privata frequentata da studenti eccentrici e adulti incapaci di crescere. Nel frattempo, tenta di costruire una relazione con Bianca (Laura Morante), una sua giovane collega, luminosa e imprevedibile. In realtà, dietro quel bisogno di controllo si nasconde una fragilità profonda, destinata a incrinarsi.
Nella La messa è finita (1985) il protagonista è il don Giulio che torna Roma e qui ritrova i suoi vecchi amici e familiari travolti da solitudini, fallimenti e incomunicabilità. Mentre tenta di aiutarli, scopre la propria impotenza di fronte a un mondo che sembra aver perso ogni punto di riferimento morale e affettivo.
