lunedì, 19 Aprile, 2021
HomeRecensioniBeautiful Boy

Beautiful Boy

Close your eyes,
Have no fear,
The monster’s gone,
He’s on the run
And your daddy’s here
J. Lennon – “Beautiful Boy (Darling Boy)”

Beautiful Boy è un film del 2018, del regista belga Felix Van Groeningen e che vede tra gli altri produttori Brad Pitt, ispirato alla vera storia di David Sheff e del figlio Nic Sheff. I due, interpretati rispettivamente da Timothée Chalamet (Chiamami con il tuo nome; Lady Bird)e Steve Carell. La sceneggiatura è scritta dallo stesso regista e da Luke Davies, ispirata dal testo autobiografico del padre, “Beautiful Boy: a father’s journey through his son’s addiction” (2008) (Beautiful Boy: il viaggio di un padre attraverso la dipendenza di suo figlio) e dal testo di Nic, “Tweak: growing up on methamphetamine” (Crescere con la metanfetamina). La narrazione è quindi frutto dell’unione dei due punti di vista differenti sulla vicenda vissuta.

Beautiful Boy

La storia racconta di Nic, giovane e bello, gioia del padre giornalista nel vederlo felice e appassionato. Appassionato di musica e letteratura, andrà al college per perseguire i propri sogni. Accade però, che il ragazzo cade in un baratro invisibile, ingestibile e difficile da combattere. Prova la crystal meth e ne diviene fortemente dipendente, in assenza della stessa però, fa uso anche di altre droghe, come l’eroina. La storia cerca di esprimere la difficoltà da parte di un genitore di salvare il proprio figlio dal circolo vizioso della dipendenza e di come questa, offuschi la vista del ragazzo, alternandosi a momenti di lucidità, ma mai abbastanza per permettergli di andare oltre.

Beautiful Boy

Il film tratta certamente una delle problematiche, sicuramente molto difficile da comprendere e da raccontare, spesso sottovalutata e spesso non considerata a dovere. In un’intervista rilasciata dal vero David Sheff, egli racconta di come diverse persone, durante la sua battaglia alla dipendenza del figlio, gli consigliarono di lasciarlo perdere, poiché chiaramente, questa sua condizione, coinvolge tutti gli altri membri della famiglia. Non lascia spazio alla serenità e David, fatica a comprendere anche come agire, qual è la via migliore per suo figlio e in che modo superare uno stile di vita che lo sta logorando, insieme a tutto ciò che gli sta intorno.

Beautiful Boy

L’elemento emotivo intrinseco del film, arriva certamente a destinazione dello spettatore, forse con alcuni elementi troppo stereotipati e una colonna sonora certamente bella, ma leggermente abusata in alcuni momenti, tra gli altri: Sampha, Mogwai, Nirvana, Massive Attack, David Bowie, John Lennon. Il titolo del lungometraggio è appunto ripreso da una canzone di John Lennon, Beautiful Boy (Darling Boy), dall’album Double Fantasy (1980), dedicata a suo figlio Sean. Da cui la famosa frase “Life is what happens to you while you’re busy making other plans” (“La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri piani”).

Beautiful Boy

Carrell interpreta un padre sull’orlo della rassegnazione, ma che vuole fare qualsiasi cosa per salvare il proprio figlio. Quello che il regista cerca di mettere in primo piano è l’intimità del rapporto tra padre e figlio, ma non solo, la difficoltà nell’affrontare una condizione invisibile, spesso trascurata, non considerata alla pari di altre problematiche. Criticato di non aver affrontato e rappresentato le situazioni in maniera sensibilmente attenta. Elementi che certamente poco emergono, su cui la regia pecca leggermente, sono le cause di questa condizione generale e nello specifico di ciò che ha spinto Nic fin qui. Quando però, nella realtà dei fatti, è semplice comprendere le cause che spingono chiunque in un circolo vizioso di questo genere?

La dipendenza non viene considerata una problematica al livello della malattia, poiché come tutti gli elementi invisibili agli occhi, non materiali, le persone faticano a capacitarsi e a porsi in una condizione empatica verso chi subisce. Questa situazione troppo spesso avviene anche quando la problematica è evidente e materiale purtroppo. Porre l’attenzione quindi su qualcosa che in maniera impercettibile muta la situazione di un individuo, non è cosa semplice. Non si tratta di un film eccellente, ma è la narrazione delle vicende vissute da un ragazzo, che di fronte alla visione di un film autobiografico, si rende conto di quanto deve a chi gli è stato accanto.

Il film e più in generale i libri, si auspicano in qualche modo di essere esempio per chi affronta questa difficile condizione, di essere stimolo per un genitore che si trova ad affrontare questa condizione e per chi deve invece trovare la forza per cercare di superare le proprie dipendenze. Questo è l’obiettivo di David e Nic nel raccontare la propria storia.

Nic e David Sheff

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni
Davide Pirovano
Mi piacciono le arti visive contemporanee e mi piace pensarle in un’ottica unificatrice. Non so mai scegliere, ma prediligo le immagini e storie di Gaspar Noé, David Fincher, Yorgos Lanthimos e Xavier Dolan.

Invia una replica

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui

RIMANI CONNESSO

35,344FansLike
15,400FollowersFollow
2,282FollowersFollow

ULTIMI ARTICOLI