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Barbie: un altro noto regista tra i detrattori

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Nonostante gli elogi di pubblico e critica internazionale, Barbie, la pellicola diretta da Greta Gerwig, ha alcuni importanti detrattori. Tra questi la regista statunitense Kelly Reichardt e lo svedese Ruben Ostlund, due volte vincitore della Palma d’Oro a Cannes. Ma a questi detrattori si aggiunge un altro nome noto: quello di Oliver Stone.

La prima ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sul film basato sulle figure della Mattel. “Fanno parte di un’enorme macchina di marketing, ma vengono venduti come opere d’arte. E tutto questo viene semplicemente celebrato. Come regista, mi chiedo che effetto avrà questo sulle aspettative delle persone per i film futuri“.

Per quanto riguarda Ostlund, il regista, intervistato dalla rivista francese Premiere, ha commentato diversamente.

“Sì, ho visto Barbie. Per me, è del cinismo travestito da ottimismo. È tutta la follia della nostra epoca. Un produttore di giocattoli che finanzia il proprio film e che si compra una regista d’autore americana per rendere più presentabili queste bambole molto vecchio stile… È completamente folle, secondo me. Questo film parla più del mondo virtuale che del mondo reale, secondo me”.

Ryan Gosling

Come si è espresso invece Oliver Stone su Barbie?

Invece Oliver Stone non solo non ha apprezzato Barbie, ma si è lasciato andare in una lunga disamina su quella che sta diventando Hollywood, ovvero una sorta di terra di fantasia infantilizzata. In particolare, il regista di Platoon e Assassini nati se l’è presa con Ryan Gosling.

A suo dire, l’attore sta perdendo tempo se fa quella roba per soldi. “E’ un attore di talento e dovrebbe fare film più seri. Non dovrebbe far parte di questa infantilizzazione di Hollywood. Ora è tutto fantasia, fantasia, fantasia, comprese tutte le immagini di guerra: fantasia, fantasia. Anche i film della serie Fast and Furious, che un tempo mi piacevano, sono diventati come i film Marvel. Voglio dire, quanti scontri si possono vedere?“.

Qualche mese fa, Stone si è lamentato anche dello stato attuale dell’industria cinematografica, ma soprattutto della mancanza di rischi e dell’ossessione dei dirigenti degli studios per il risultato finanziario. “Le persone nel mondo dello spettacolo sono idiote. Seguono solo la tendenza, seguono solo la moda. Infatti è tutto e unicamente un business di moda”.

Barbie
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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